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Pm Bergamo: “Spettava a Roma istituire la zona rossa ad Alzano Lombardo e Nembro”

Il governatore Fontana e l'assessore Gallera sono stato ascoltati dai magistrati sulla vicenda della mancata chiusura di Alzano e Nembro. Ecco i prossimi passi della Procura

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 29 Mag. 2020 alle 19:45 Aggiornato il 29 Mag. 2020 alle 19:59
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“L’istituzione della zona rossa nella Bergamasca avrebbe dovuto essere una decisione governativa”. Queste le parole del procuratore aggiunto Maria Cristina Rota, che coordina le indagini per epidemia colposa della Procura di Bergamo che riguardano in particolare la mancata chiusura del Pronto soccorso di Alzano, i morti nelle Rsa e la mancata istituzione di una zona rossa nella Bergamasca, argomento su cui TPI ha pubblicato un’inchiesta in più parti.

Nelle giornate di ieri e oggi sono stati sentiti come persone informate sui fatti l’assessore al Welfare Giulio Gallera e il presidente di regione Lombardia Fontana. “Ora la seconda tappa – continua Rota – sarà accertare se vi sia nesso di causalità tra i fatti come ricostruiti e gli eventi e, in caso affermativo, stabilire a chi fanno capo le responsabilità. Si tratta di indagini lunghe e complesse che richiederanno tempo”.

Poi la pm si rivolge direttamente ai cittadini: “Vi è da parte della popolazione bergamasca richiesta di giustizia e vi è il dovere nostro di accertare i fatti facendo la massima chiarezza su di essi, la cui valutazione sarà operata con particolare attenzione tenuto conto di tutte le particolarità della delicata situazione”, conclude Maria Cristina Rota.

L’inchiesta di TPI sulla mancata chiusura della Val Seriana per punti:

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