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Il dualismo del virologo Lopalco: in tv richiama alla prudenza, in Puglia (dove è candidato) riapre tutto

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 20 Lug. 2020 alle 15:34 Aggiornato il 20 Lug. 2020 alle 17:23
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Immagine di copertina

Di mascherine neanche l’ombra tra le persone ammassate nella discoteca Praja di Gallipoli, le distanze non vengono mantenute durante la manifestazione “Otranto danzante” e le strade delle cittadine del Salento sono affollatissime. Questa è la situazione in Puglia a luglio 2020. Una fase 3 senza freni, dove i locali notturni in esterna hanno riaperto con una delibera del 15 giugno scorso. È vero, in questa Regione i contagi interni sono tendenti allo zero da diverse settimane, ma il “libera tutti” è un po’ particolare perché avviene in un territorio che ha come consulente tecnico della task force sul Covid, che consiglia direttamente il governatore Michele Emiliano, l’epidemiologo Pierluigi Lopalco, volto arcinoto della tv in tempo di pandemia che diceva – e ancora dice –  che “il virus è tutt’ora presente tra noi”, “non si è indebolito”, “ci vuole prudenza per evitare una seconda ondata”.

La discoteca Praja di Gallipoli, luglio 2020
Credits: Instagram

La candidatura

Sembrano due concetti agli antipodi, in contraddizione tra loro. Soltanto tre mesi fa, in un’intervista a Repubblica, Lopalco lanciava l’allarme di “un’estate senza movida e senza lidi affollati”. Oggi tutte queste certezze si sono sgretolate e le piste da ballo sono più piene che mai, e senza DPI. Cosa è successo nel frattempo? Beh, qualcosa è cambiato. I numeri del bollettino della Protezione Civile non sono più a tre cifre e, intanto, il virologo a inizio luglio è sceso in politica e si è candidato insieme all’attuale governatore Emiliano, come suo aspirante assessore alla Sanità. Ruolo che durante questo mandato è stato ricoperto dalla stesso Emiliano.

Prudenza o apertura? Tutte le contraddizioni

Ecco, dove è finita quella prudenza invocata a livello nazionale, nelle decisioni politiche pugliesi? La delibera del 15 giugno recita: “Sulla base delle linee guida regionali elaborate dalla task force per l’emergenza Coronavirus sono consentiti matrimoni e ricevimenti per eventi, possono riaprire le discoteche all’aperto, e possono riaprire le aree giochi attrezzate per bambini. Inoltre, è permessa anche la riapertura di sale giochi, sale slot e sale scommesse e possono essere riattivate le attività formative in presenza. La Puglia, quindi, anticipa alcune riaperture rispetto alle indicazioni del governo Conte”. 

Lopalco non rinnega le scelte di riapertura e, contattato da TPI, spiega: “Si tratta di decisioni prese prima della mia candidatura e sono state fatte prendendo bene in considerazione la valutazione dei rischi fatta dalla task force che coordino. Tra l’altro, è molto più facile controllare la sicurezza nei locali che per strada”. E quando gli chiediamo se, visto che il virus è ancora in circolazione e non è sparito, gli affollamenti di questi giorni siano prudenti o meno, Lopalco risponde: “In Puglia non ci sono contagi. Bisogna fare sempre una valutazione tecnica, politica e di controllo per ogni cosa. E un blocco delle attività produttive in una Regione che si regge sul turismo sarebbe stato un vero disastro economico”. 

L’economia conta

Certo, quella delle discoteche è una decisione precedente alla candidatura politica del virologo, ma che scaturisce da un’attenzione non solo scientifica. Ha pesato, per questa delibera, anche l’opinione del “Movimento impresa”. Risale infatti alla notte fra giovedì 28 e venerdì 29 maggio il confronto tra il prof Lopalco, le associazioni di categoria, il governatore Emiliano e l’assessora al Turismo Loredana Capone. A spuntarla, come si è visto, sono proprio le discoteche. “E’ chiaro che su un territorio vanno ascoltate tutte le voci degli attori locali”, sottolinea Lopalco.

“Sia il negazionismo, che l’allarmismo sono deleteri, favoriscono entrambi il virus. Bisogna valutare caso per caso, non c’è bianco o nero in questa fase”, ha detto il professore a TPI. E’ per questo, forse, che le dichiarazioni di Lopalco si aggirano attorno a un grigio sbiadito, una volta un colpo al cerchio, una volta alla botte. Richiamando all’attenzione a livello nazionale, ma approvando la riapertura totale nella Regione che andrà alle urne il prossimo 21 settembre. Proprio nel periodo in cui si rischia maggiormente una seconda ondata. Vedremo se in quei giorni prevarrà il Lopalco virologo o il Lopalco politico.

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