Omicidio Willy, i fratelli Bianchi tentarono di nascondere il suv dopo il pestaggio

Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 17 Set. 2020 alle 08:36
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Omicidio Willy, i Bianchi tentarono di nascondere il suv

La notte del pesteggio di Willy Monteiro Duarte i fratelli Bianchi, accusati di omicidio volontario, cercarono di nascondere il loro suv in un parcheggio privato. Lo si apprende dal verbale di arresto dei carabinieri. “La macchina – si legge – era parcheggiata in largo Cristoforo Colombo 2 in un parcheggio privato di altrui proprietà con il chiaro intento di occultare il veicolo”. Non c’era infatti motivo, annotano i militari, per lasciare lì l’auto (intestata alla moglie dell’altro fratello dei Bianchi, Alessandro) dato che il parcheggio si trova a 300 metri di distanza dal pub dove si erano fermati a bere un caffè e a pochi passi ci sono due parcheggi pubblici aperti e, vista l’ora, vuoti. Intanto Francesco Belleggia, il 23enne accusato di concorso nell’omicidio di Willy, durante il suo interrogatorio – come riporta il Corriere della Sera – ha detto che è “salito in auto con loro solo per fuggire e mi “consigliarono” di non raccontare niente”. Il ragazzo al momento è ai domiciliari: il gip ha ritenuto la sua versione credibile dal confronto con le altre testimonianze e la sua partecipazione alla rissa risulterebbe più defilata.

Le parole dell’amico di Willy

Nel fascicolo d’inchiesta è presente poi l’intera deposizione di Federico Zurma, l’amico di Willy che avrebbe dato il via al battibecco con uno degli arrestati. Zurma ha detto ai carabinieri come alla fine della rissa, dopo che Willy è stato portato via dall’autoambulanza, lui e i suoi amici decisero di andare via il prima possibile per “non incorrere in ulteriori eventuali violenze” da parte dei Bianchi. Secondo i carabinieri di Colleferro, i fratelli di Artena avrebbero agito come una sorta di commando. Una squadra punitiva contro chiunque gli si opponesse, mossa dall’intento di mostrare la propria forza.

Tutti gli approfondimenti di TPI sull’aggressione di Colleferro: 1. LA CRONACA: 21enne interviene per difendere un amico: massacrato a morte dal branco / 2. LA RICOSTRUZIONE: “Vi prego basta, non respiro più, così è morto Willy / 3. LA BIO: “Sognava di diventare come Totti”: chi era Willy / 4. I PROFILI: Dal culto per le arti marziali ai precedenti per spaccio: chi sono gli aggressori di Willy Monteiro / 5. LE INDAGINI: Colleferro, tre arrestati restano in carcere: Belleggia va ai domiciliari

6. Caso Willy, meno male che non lo avevate nemmeno toccato: l’autopsia rivela lesioni multiple sul suo corpo / 7. IL DETTAGLIO: Uno degli aggressori di Willy Monteiro insegnava arti marziali ai bambini / 8. LE OPINIONI: Willy ha pagato lo scotto più atroce, ma la sua morte può cambiare la percezione del razzismo in Italia (di G. Cavalli) / 9. Quel gesto vigliacco e codardo: infierire sul corpo di Willy quando era già in terra (di Lara Tomasetta) / 10. LA TESTIMONIANZA: “Per noi era come un figlio, sarebbe diventato un bravo chef”: parla il direttore dell’hotel dove lavorava Willy

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