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Omicidio Willy, una foto incastra i fratelli Bianchi: in auto dopo l’aggressione

Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 17 Set. 2020 alle 07:40
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Immagine di copertina

Omicidio Willy, una foto incastra i fratelli Bianchi: in auto dopo l’aggressione

Una foto, scattata con un telefonino poco dopo il pestaggio costato la vita a Willy Monteiro Duarte, ha incastrato i fratelli Bianchi. L’immagine, scattata il 5 settembre, ritrae l’Audi Q7 nera con la quale i fratelli Bianchi sono arrivati ad Artena, paese alle porte di Roma, dove ha perso la vita il giovane Willy. La foto (insieme ad un’altra anche questa scattata da un amico di Willy) ha consentito agli investigatori di leggere la targa dell’auto e rintracciare i due picchiatori. L’Audi, infatti, è intestata a Isa Zitelli, compagna di Alessandro Bianchi, il fratello maggiore dei due indagati per omicidio volontario.

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Intanto le indagini vanno avanti spedite. Sono in corso infatti verifiche sul suv. L’attività istruttoria, disposta dai pm di Velletri che procedono per il reato di omicidio volontario, punta a verificare se all’interno dell’automobile siano presenti tracce ematiche riconducibili alla vittima ma anche biologiche legate al fatto che i Bianchi, parlando con il gip, hanno affermato che si trovavano nella “zona del cimitero” per consumare un rapporto sessuale con delle ragazze di cui però non hanno fornito il nome.

Ma quanto ci è voluto per fermare gli aggressori di Willy? Secondo quanto emerso dalle indagini, sono passati venticinque minuti dalla brutale aggressione a Willy al fermo dei fratelli Marco e Gabriele Bianchi (accusati di omicidio volontario assieme a Mario Pincarelli e Francesco Belleggia). “I responsabili sono stati sorpresi alle ore 3,55 del mattino – scrivono gli inquirenti dalla Procura di Velletri – dopo appena 25 minuti dal fatto, con “cose e tracce” dalle quali apparivano aver commesso il fatto”. In particolare l’autovettura con la quale gli aggressori sono giunti sul luogo del delitto, quella fotografata di cui abbiamo parlato qui sopra, la camicia strappata indossata da Gabriele Bianchi ed il palese stato di agitazione.

Tutti gli approfondimenti di TPI sull’aggressione di Colleferro: 1. LA CRONACA: 21enne interviene per difendere un amico: massacrato a morte dal branco / 2. LA RICOSTRUZIONE: “Vi prego basta, non respiro più, così è morto Willy / 3. LA BIO: “Sognava di diventare come Totti”: chi era Willy / 4. I PROFILI: Dal culto per le arti marziali ai precedenti per spaccio: chi sono gli aggressori di Willy Monteiro / 5. LE INDAGINI: Colleferro, tre arrestati restano in carcere: Belleggia va ai domiciliari

6. Caso Willy, meno male che non lo avevate nemmeno toccato: l’autopsia rivela lesioni multiple sul suo corpo / 7. IL DETTAGLIO: Uno degli aggressori di Willy Monteiro insegnava arti marziali ai bambini / 8. LE OPINIONI: Willy ha pagato lo scotto più atroce, ma la sua morte può cambiare la percezione del razzismo in Italia (di G. Cavalli) / 9. Quel gesto vigliacco e codardo: infierire sul corpo di Willy quando era già in terra (di Lara Tomasetta) / 10. LA TESTIMONIANZA: “Per noi era come un figlio, sarebbe diventato un bravo chef”: parla il direttore dell’hotel dove lavorava Willy

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