Omicidio Sacchi, l’amico di Luca rompe il silenzio sulla trattativa per la droga: le prime verità sul caso

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 8 Dic. 2019 alle 17:27 Aggiornato il 10 Gen. 2020 alle 20:19
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Domenico Costanzo Munoz ha deciso di collaborare con gli inquirenti e raccontare cosa è successo la sera del 23 ottobre davanti al pub dove è stato ucciso il suo amico, il 24enne Luca Sacchi. Probabilmente impaurito dall’ipotesi di essere indagato per favoreggiamento, il 26enne cileno ha infatti finalmente aiutato – dopo ben quattro interrogatori – le autorità investigative a ricostruire i fatti di quella tragica sera.

In particolare, agli inquirenti interessava comprendere come si era svolta la trattativa per l’acquisto dei 15 kg di droga tra i ragazzi del quartiere Appio Latino e i pusher di San Basilio, Valerio Del Grosso – dalla cui pistola è partito il colpo che ha ucciso il giovane Luca – e Paolo Pirino, i quali si trovano adesso in carcere insieme anche a Giovanni Princi (amico del liceo di Luca) e Marcello De Propris (colui che ha fornito l’arma del delitto a Del Grosso).

E dopo questo interrogatorio chiave ad aggravarsi sarebbero le posizioni sia di Giovanni Princi che della fidanzata di Luca, Anastasiya Kylemnyk, sottoposta alla misura cautelare dell’obbligo di firma. “Ho provato a fermare l’ aggressore di Anastasia che Luca aveva spinto a terra, cioè Pirino, ma alla mia destra ho visto arrivare un altro che aveva la mano destra lungo il fianco (Valerio Del Grosso, ndr) poi mentre camminava avvicinandosi a Luca, che in quel momento stava prestando soccorso ad Anastasia, l’ho visto alzare il braccio e puntare una pistola verso Luca. Spaventato, sono fuggito per nascondermi dietro un’auto”. Quello che è accaduto successivamente allo sparo non è ancora chiaro, ma la telecamera di sorveglianza ha ripreso Munoz mentre parlava con Princi insieme a un’altra ragazza la cui identità non è ancora nota.

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