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Fa più morti il Coronavirus o l’influenza? Ecco cosa dicono i numeri

Quante sono le vittime dell'influenza stagionale ogni anno in Italia? Nei giorni in cui l'Italia si trova alle prese con la diffusione del coronavirus, i dati a confronto

Di Anna Ditta
Pubblicato il 26 Feb. 2020 alle 17:53 Aggiornato il 26 Feb. 2020 alle 17:59
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Fa più morti il Coronavirus o l’influenza? Ecco cosa dicono i numeri

Nei giorni in cui l’Italia si trova alle prese con la diffusione del coronavirus, fanno discutere alcune affermazioni di virologi ed esperti che hanno paragonato il Covid-19 alla sindrome influenzale. “Il virus è poco più di un’influenza”, ha detto ieri il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, invitando a sdrammatizzare le notizie sulla diffusione del virus nel nostro Paese.

Il bilancio dell’emergenza coronavirus in Italia finora è di 12 morti e 378 persone contagiate (tra cui 6 bambini in Lombardia). Nel mondo i morti sono 2.762, mentre i contagi nell’ultimo giorno hanno superato quota 81mila: 78mila in Cina, oltre mille in Corea del Sud, oltre 300 in Italia (qui tutte le ultime notizie sui contagi in Italia)

Ma quali sono i numeri reali dei morti per influenza in Italia? Provoca più vittime l’influenza o il coronavirus?

Le vittime dell’influenza in Italia

A fornire i dati è l’Istituto Superiore di Sanità (Iss), che lo scorso 24 febbraio ha pubblicato un approfondimento sul tema sul proprio portale Epicentro. Come sottolinea Antonino Bella del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto, “i dati dei decessi per influenza non sono disponibili in tempo reale”, tuttavia si stima che ogni anno l’influenza e le sue complicanze provochino in media in Italia 8mila vittime. Ma come arrivano a questa cifra i ricercatori?

Un primo strumento è quuello dei numeri dell’Istat, che ogni anno ogni anno codifica tutti i certificati di morte (comprese quelle dovute all’influenza) per essere disponibili richiedono mediamente due anni. Un secondo sistema di sorveglianza monitora “le forme gravi e complicate di influenza confermata in laboratorio nei pazienti ricoverati in terapia intensiva” e riguarda “il numero di decessi attribuibili all’influenza che si osservano nella popolazione di pazienti che ha un quadro clinico molto grave”.

Tuttavia, spiega l’esperto, “se analizziamo i dati di mortalità specifici per influenza che l’Istat fornisce ogni anno in Italia, i decessi per influenza sono qualche centinaio. Il motivo principale è che spesso il virus influenzale aggrava le condizioni già compromesse di pazienti affetti da altre patologie (per esempio respiratorie o cardiovascolari) fino a provocarne il decesso. In questi casi spesso il virus influenzale non viene identificato o perché non ricercato o perché il decesso viene attribuito a polmoniti generiche”.

Nessuno dei due sistemi indicati fornisce quindi il numero totale di decessi che l’influenza stagionale provoca ogni anno in Italia.

“Per questo motivo”, conclude l’esperto, “diversi studi pubblicati utilizzano differenti metodi statistici per la stima della mortalità per influenza e per le sue complicanze. È grazie a queste metodologie che si arriva ad attribuire mediamente 8000 decessi per influenza e le sue complicanze ogni anno in Italia”.

“Ad 8 mila siamo arrivati valutando anche, ad esempio, le polmoniti e certi arresti cardiaci”, ha spiegato Bella a Repubblica.

I casi di influenza e la mortalità nella stagione 2019-2020

L’aggiornamento diffuso il 21 febbraio dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) sull’influenza stagionale evidenzia che la stagione 2019-2020 è stata caratterizzata “da un periodo iniziale di bassa incidenza, che si è protratto fino alla fine di dicembre 2019, e da un intensificarsi dell’attività virale con l’inizio del nuovo anno”.

“Nelle prime settimane del 2020, infatti, l’incidenza delle sindromi simil-influenzali è aumentata progressivamente fino al raggiungimento del picco epidemico nella quinta settimana del 2020, con un livello pari a circa 13 casi per mille assistiti”. Questo valore, prosegue l’Iss, colloca la stagione in corso a un livello di “media intensità”.

Sempre per l’Iss, dall’inizio della sorveglianza (a ottobre 2019) sono stati segnalati finora 164 casi gravi di influenza ricoverati in terapia intensiva, 33 dei quali sono deceduti.

La polemica sui numeri dei morti per influenza e il coronavirus

Il numero delle vittime dell’influenza in rapporto a quelle provocate dal coronavirus è stato al centro di una polemica tra Maria Rita Gismondo, direttore responsabile di Macrobiologia clinica all’ospedale Sacco di Milano e il virologo Roberto Burioni.

“Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale. Non è così”, ha Gismondo. “Durante la scorsa settimana la mortalità per influenza è stata di 217 decessi al giorno! Per Coronavirus 1!!!”, ha aggiunto la dottoressa.

Contro questa posizione si è schierato Burioni. “Qualcuno, da tempo, ripete una scemenza di dimensioni gigantesche: la malattia causata dal coronavirus sarebbe poco più di un’influenza. Ebbene, questo purtroppo non è vero”, ha scritto Burioni sul suo sito Medical Facts. “In questo momento in Italia sono segnalati 132 casi confermati e 26 di questi sono in rianimazione (circa il 20%). Sono numeri che non hanno niente a che vedere con l’influenza (i casi gravi finora registrati sono circa lo 0,003% del totale). Questo ci impone di non omettere nessuno sforzo per tentare di contenere il contagio. Niente panico, ma niente bugie”.

La cifra dei 217 decessi in media al giorno citata dalla dottoressa Gismondo fa riferimento, in realtà, ai decessi totali segnalati da 19 comuni campione italiane che raccolgono quotidianamente il numero di decessi per gli ultra65enni per tutte le cause (non solo per influenza).

In conclusione, fa più morti l’influenza o il coronavirus?

Per capire bene la questione, bisogna distinguere tra tasso di letalità e tasso di mortalità, come ha spiegato il virologo Matteo Bassetti al Sole24Ore. Il tasso di letalità infatti è il rapporto tra numero di infettati e morti, mentre il tasso di mortalità riguarda l’intera popolazione quindi anche i non contagiati.

Il tasso di letalità per il coronavirus in Cina, secondo quanto riportato dal Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie, è del 2,3 per cento, anche se la cifra è assolutamente preliminare. Al di fuori della Cina il tasso di mortalità è inferiore, ed è stimato tra lo 0,4 e 0,8 per cento, secondo Bassetti.

Per quanto riguarda l’influenza stagionale, la letalità stimata dall’Iss è inferiore allo 0,1 per cento (l’uno per mille). Il tasso di letalità per il coronavirus è quindi più alto rispetto all’influenza stagionale, come ha confermato anche Walter Ricciardi, consigliere dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il quale però ieri a proposito del coronavirus ha anche sottolineato che “su 100 persone malate, 80 guariscono spontaneamente, 15 hanno problemi seri ma gestibili in ambiente sanitario, il 5% è gravissimo, di cui il 3% muore” e che “tutte le persone decedute avevano già delle condizioni gravi di salute”.

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