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Libia, la Guardia costiera spara sui migranti: 2 morti e 5 feriti

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 28 Lug. 2020 alle 14:16
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Immagine di copertina
Foto di repertorio

Migranti, Guardia costiera libica spara durante gli sbarchi: 2 morti e 5 feriti

Non accenna a placarsi la crisi dei migranti al largo delle coste della Libia: nelle ultime ore è arrivata anche una denuncia da parte dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni, l’Oim, secondo cui la Guardia costiera libica ha sparato e ucciso due migranti sudanesi nella notte di ieri. La sparatoria è avvenuta a Khums, a est di Tripoli, durante le operazioni di sbarco dei migranti che erano stati intercettati in mare e riportati a terra. Altre cinque persone sono rimaste ferite dai colpi d’arma da fuoco sparati dalla Guardia costiera libica. Nel suo comunicato, l’Oim cita la testimonianza del suo personale che era presente sul posto, secondo il quale “le autorità locali hanno iniziato a sparare nel momento in cui alcuni migranti, scesi da poco a terra, hanno cercato di darsi alla fuga”.

Il Governo si divide

Il tema degli sbarchi incontrollati sulle coste italiane è tornato prepotentemente di attualità nei giorni scorsi, dopo che a CaltanissettaLampedusa e Porto Empedocle si sono verificate delle vere e proprie fughe dei migranti ospitati nei vari Cara locali, dove stavano passando il periodo di quarantena obbligatoria. La loro libera circolazione nel nostro Paese (gran parte sono stati rintracciati, ma ce ne sono ancora alcuni a piede libero) rappresenta anche una preoccupazione in più dal punto di vista sanitario, visto che i migranti non hanno concluso il periodo di isolamento e non si è certi che non abbiano contratto il Coronavirus. Per questo motivo, mentre sono in corso le ricerche dei fuggitivi, la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha deciso di inviare l’esercito in Sicilia. Sul tema, però, il Governo si è diviso, con il deputato Pd Matteo Orfini che ha aspramente criticato l’operato dell’esecutivo: “Questo Governo – ha detto Orfini in un’intervista a Repubblica – non solo non ha cambiato ancora i decreti sicurezza di Salvini, ma ha emanato un vergognoso decreto di chiusura dei porti con la scusa del Covid-19”.

Preoccupa la situazione in Tunisia

Ma non c’è solo la Libia nei pensieri del Governo, anzi. Nelle ultime ore, infatti, il vero pericolo è rappresentato dagli sbarchi incontrollati dalla Tunisia. Al punto che ieri la titolare del Viminale è stata ricevuta dal presidente della Repubblica tunisina, Kais Saied, e ha incontrato anche il premier incaricato, ex ministro dell’Interno, Hichem Mechichi. Lamorgese ha “condiviso con il presidente Saied le forti preoccupazioni italiane per l’incremento registrato quest’anno sul fronte degli arrivi dei migranti irregolari dalla Tunisia tramite sbarchi autonomi. Un fenomeno, è stato sottolineato, che ha assunto dimensioni rilevanti: al 24 luglio su 11.191 migranti sbarcati in Italia, ben 5.237 sono partiti dalla Tunisia e di questi quasi 4mila sono cittadini tunisini”. Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, a questo proposito ha chiesto di riattivare i rimpatri verso la Tunisia: “Deve essere chiaro – ha precisato – che per noi la Tunisia è un paese sicuro, quindi chi arriva qui viene rimpatriato e non c’è un motivo per concedere diritto di asilo e riuscire a permettere a queste persone di restare in Italia”.

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