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L’indice Rt scende. Sei Regioni potrebbero cambiare colore: l’annuncio nel pomeriggio

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Ancora poche ore per sapere quali Regioni cambieranno colore. Oggi l’Istituto superiore di sanità pubblica i risultati del consueto monitoraggio settimanale sull’epidemia da Coronavirus in Italia e poco dopo dopo potrebbero arrivare le ordinanze del ministero della Salute che ridefiniranno le aree di rischio. L’Rt nazionale, l’indice di contagio in questo caso dei sintomatici, è sceso da 1,18 della settimana scorsa a 1,03. Il dato è riferito a una decina di giorni fa e infatti adesso siamo già nella fase discendente della curva dei contagi.

Le Regioni chiedono al governo di non riaprire le scuole. Ieri c’è stato un incontro tra i governatori e i ministri Boccia e Speranza e tutti, con l’eccezione di Emilia e Toscana, hanno concordato sul fatto che il rientro in classe degli studenti dei licei e delle medie che al momento fanno didattica a distanza possa essere valutato solo a partire da gennaio.

Tutte le Regioni a questo punto sono negli scenari di rischio 1 o 2, perché stanno sotto 1,25 di Rt (la Toscana è a 1,2, l’Emilia a 1,07, il Piemonte a 0,89, il Lazio a 0,8 e così via). Significa che teoricamente sono tutte da zona gialla. Il Dpcm che ha avviato le fasce di restrizioni basate sui colori ha però previsto che una volta raggiunto un colore con meno restrizioni bisogna mantenere lo stesso livello per due settimane, prima di poter passare a quella zona. E così oggi saranno valutate le Regioni che sono diventate per prime rosse o arancioni, il 6 novembre. Si tratta di Piemonte e Lombardia ma anche di Calabria e Val d’Aosta, tra le rosse, e di Puglia e Sicilia, le arancioni.

Quando arriveranno i dati della Cabina di regia, oggi pomeriggio, il ministro Speranza farà le ordinanze per le Regioni che possono scendere in zona arancione o gialla. Il cambio di colore dovrebbe essere operativo da domenica.

Possibile peggioramento per Basilicata e Sicilia: le due regioni domani rischiano di scivolare nella zona ad alto rischio. La Basilicata ha l’indice Rt più alto d’Italia (1,46). La Sicilia, invece, potrebbe pagare caro il caos legato ai dati, presumibilmente truccati, con cui avrebbe evitato le prime restrizioni. Anche la Puglia, dove alcune province sono state pesantemente colpite dal virus, rischia il declassamento.

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