Covid ultime 24h
casi +13.571
deceduti +524
tamponi +279.762
terapie intensive -26

Le donne morte per Coronavirus sono molte di più rispetto ai dati ufficiali: lo studio che lo dimostra

I decessi tra le donne sono stati finora sottostimati: a sottolinearlo è l'Istituto bolognese Cattaneo

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 15 Apr. 2020 alle 16:44
45
Immagine di copertina
Medici in sala operatoria Credits: Ansa

Donne e Coronavirus: la verità sul tasso di mortalità

La Protezione Civile, nella lettura del bollettino quotidiano, ha più volte fatto emergere che la mortalità femminile dovuta al Coronavirus è minore rispetto a quella maschile. Questi dati vengono messi in discussione dall’Istituto di ricerca Cattaneo, che sostiene che le donne decedute in Italia a causa della pandemia sarebbero molte di più: “Finora gran parte delle analisi sui decessi hanno considerato i pazienti deceduti positivi al Covid-19, un insieme che include i soli decessi avvenuti negli ospedali e relativi a pazienti sottoposti al test invita, o post-mortem”.

In pratica, gli esperti dell’istituto di ricerca di Bologna hanno messo a confronto la media dei decessi giornalieri registrati dall’anagrafe nel quadriennio 2015-2019 nell’intervallo 21 febbraio (prima morte ufficiale da Covid-19) e il 28 marzo e la mortalità media nello stesso arco di tempo del 2020. “Osservando i dati ufficiali sui pazienti deceduti per Covid-19, il numero di decessi maschili su 100 mila uomini è del 151 per cento più alto del corrispettivo femminile  – evidenzia il presidente dell’Istituto Cattaneo Asher Colombo – Se si osservano, invece, i dati dei decessi nei 40 giorni indicati del 2020 eccedenti rispetto alla media 2015-19, la differenza scende al 37,9 per cento, assottigliandosi sempre di più con l’aumento dell’età”. Ma perché, allora, tra gli uomini risultano più decessi? La forte preponderanza di uomini tra i pazienti deceduti positivi al Coronavirus può dipendere, in parte, dal livello di ospedalizzazione delle persone positive.

Tra le donne cioè, potrebbero esserci più decessi in casa o nelle Rsa (dove la conta è meno rigida e meno aggiornata, purtroppo) che in ospedale. Secondo i dati Istat, infatti, nelle residenze sanitarie assistite c’è una forte preponderanza di donne: si va dal 73 per cento in Piemonte, al 68,8 in Sardegna.

I ricercatori osservano che “la diversa distribuzione del luogo del decesso al variare del sesso e dell’età resta tuttavia uno dei nodi su cui le ricerche dovranno interrogarsi in un futuro prossimo”. Insomma, la mortalità femminile potrebbe solo essere stata sottostimata finora.

Leggi anche:

1. Cosa faranno gli italiani una volta finito il lockdown? Il 43% vorrebbe andare a cena fuori / 2. Garattini risponde a Boccia: “Non si può chiedere aiuto alla scienza dopo che la ricerca è stata ridotta in miseria” / 3. “Ecco come cambieranno i concerti, i cinema e i teatri”

4. Termoscanner e test sierologici: come cambierà la nostra vita dal 4 maggio / 5. La Regione Lombardia pubblicizza i successi della sua sanità privata. Davanti a 11mila morti (di G. Cavalli) / 6. “Quarantena a singhiozzo fino al 2022. Possibili nuove ondate di contagi fino al 2025”, lo studio di Science

7. 600 euro per le partite Iva? Altro che helicopter money, il Governo italiano non ha capito cosa sta succedendo / 8. Bonus 600 euro, il nuovo decreto cambia le regole: domande da rifare, ecco i nuovi requisiti / 9. Anche 353 notai hanno chiesto il bonus di 600 euro

TUTTE LE ULTIME NOTIZIE SUL CORONAVIRUS IN ITALIA E NEL MONDO

45
Accesso

Se non ricordi la tua password o in precedenza usavi un account social (Facebook, Google) per accedere, richiedi una nuova password.