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Covid, il procuratore di Bergamo: “Italia impreparata, tanta improvvisazione. Verifiche sul piano pandemico”

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“Eravamo impreparati. Questo ormai mi pare un dato acquisito. Finora abbiamo rilevato purtroppo che c’è stata tanta improvvisazione”. Cadono come macigni le parole del capo della Procura di Bergamo Antonio Chiappani che da mesi sta indagando per capire cosa sia successo in Val Seriana all’inizio della pandemia da Sars-Cov-2 e se l’Italia abbia risposto in modo efficiente allo scoppio dell’emergenza.

Chiappani risponde alle domande del Corriere e senza troppi giri di parole fa capire che delle responsabilità ci sono andranno accertate. Il reato ipotizzato è l’epidemia colposa, ma altre contestazioni potrebbero essere mosse contro i responsabili degli ospedali, delle aziende sanitarie e soprattutto della Regione se fosse accertato che non hanno seguito i protocolli stabiliti.

Da quanto emerso l’Italia aveva un piano pandemico risalente al 2017 e che riguardava l’influenza. Secondo le dichiarazioni del Procuratore, il piano mostra in molte parti similitudini con quello del 2006.  “Ci sono delle irregolarità, stiamo ancora verificando. Sicuramente il piano del 2017 non contemplava quanto accaduto con il Covid-19. Solo in seguito, dopo la comunicazione dei casi in Cina, l’Istituto superiore di sanità ha presentato un piano strategico che ha però deciso di secretare”, spiega al Corriere.

Le indagini sono anche volte a verificare se l’assenza di un piano pandemico rappresenti un’omissione di atti d’ufficio. “Lo stiamo verificando. Se così fosse trasmetteremo questa parte dell’inchiesta per competenza ai colleghi della Procura di Roma”, afferma Chiappani, secondo il quale “i piani per combattere una normale influenza già prevedono la sanificazione dei reparti, l’evacuazione di alcune sale, percorsi differenziati per i malati. Noi stiamo verificando se queste misure siano state prese, dobbiamo scoprire come sia stato possibile che in questa zona ci sia stato il numero più alto di contagiati, malati, vittime”.

L’inchiesta di TPI sulla mancata chiusura della Val Seriana per punti:

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