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Covid, la denuncia di una 26enne a Milano: “Sono malata di cancro, ma la pandemia mi impedisce cure e l’intervento”

Di Antonio Scali
Pubblicato il 8 Nov. 2020 alle 11:57
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Si chiama Martina Luoni, ha appena 26 anni e purtroppo un cancro al colon metastatico diagnosticato tre anni fa. Ora, a causa dell’epidemia di Covid che stiamo vivendo e della saturazione dei nostri ospedali, la ragazza, che vive a Milano, in piena zona rossa, rischia di non potersi curare. Un monito straziante e che dovrebbe far riflettere i negazionisti del Covid, secondo i quali si tratta di una banale influenza. Martina ha postato un video su Instagram nel quale racconta la sua storia e che in breve tempo è diventato virale: “Buongiorno a tutti, sono Martina, ho 26 anni e 3 anni fa mi è stato diagnosticato un cancro al colon metastatico. Oggi denuncio la situazione negli ospedali lombardi, cioè in zona rossa”.

Essere una paziente oncologica ai tempi del Coronavirus può essere purtroppo una dura corsa a ostacoli. Cure importanti come la conservazione degli ovuli le sono state cancellate. Così come interventi che potrebbero essere salvavita: “L’attività chirurgica è sospesa negli ospedali, capite? Un intervento come il mio potrebbe essere salvavita, ma non ci sono solo io. Parlo per me, ma credo di dar voce a tante persone che sono nella mia situazione: ci vengono annullati gli interventi, ci vengono tolte le visite, la situazione è grave. Quando dite questa è un’influenza, ma io sono giovane, dovete pensare che vostra sorella, vostra mamma o vostro nonno, insomma le vostre famiglie, possono aver bisogno di cure mediche non per il Covid. C’è tanto altro e il sistema sanitario è talmente in sofferenza che non può curare”, spiega Martina Luoni.

La ragazza aveva sconfitto questa terribile malattia nel 2019, ma poi il cancro è tornato: “Un ospedale – racconta la ragazza – non mi ha neanche preso in cura. Mi ero rivolta al San Raffaele per fare la conservazione ovarica. Era tutto programmato, avevo la visita. Due ore prima mi chiamano per dirmi che gli ambulatori erano chiusi causa Covid. Mi è stata tolta, non per colpa del San Raffaele ma per la pandemia, l’opportunità di conservare i miei ovuli”. “Non so con chi prendermela perché anche stare ai piani alti e prendere decisioni non è facile – ammette – ma sicuramente non è la scelta giusta annullare gli interventi salvavita e mettere in pericolo delle persone”.

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