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Covid, contagi in crescita ma la “colpa” non è delle scuole

Per gli esperti non ci sono le scuole dietro i numeri dei contagi da Covid-19 in crescita. Azzolina: "Quelli registrati a scuola sono lo zero virgola"

Di Anna Ditta
Pubblicato il 4 Ott. 2020 alle 13:16 Aggiornato il 4 Ott. 2020 alle 13:17
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Immagine di copertina
Credit: ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Nonostante i casi di Covid-19 registrati in oltre 900 scuole in tutta Italia, non è la scuola ad essere la causa della curva in crescita nel nostro Paese. È quanto emerge finora dai primi dati sui contagi nelle scuole, che saranno meglio esaminati e valutati lunedì nel corso della riunione del Comitato tecnico scientifico.

Ma per gli esperti del Cts e dell’Istituto Superiore di Sanità, come riporta l’Huffington Post citando una fonte, non è la scuola la fonte dei contagi, che vengono portati tra i banchi dall’esterno. È lì, al di fuori degli istituti, che bisogna attenersi alle regole anti contagio, dal distanziamento all’uso corretto della mascherina.

“I dati che abbiamo oggi”, ha spiegato il direttore sanitario dello Spallanzani, Francesco Vaia a Sky TG24, “compreso quello dell’innalzamento dell’età media, dicono che a valle del ritorno dalle vacanze, sia dal territorio nazionale che dall’estero, abbiamo avuto una trasmissione intrafamiliare del virus e i ragazzi portano così dentro le scuole la loro positività. In questo momento”, ha aggiunto, “osserviamo dunque un fenomeno di trasmissione virale intrafamiliare”.

Il dato viene confermato dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. “Dobbiamo confrontare i nostri dati con quelli delle Asl e il primo bilancio serio arriverà a metà ottobre, ma stiamo monitorando la situazione e i contagi registrati a scuola sono molto bassi: si parla dello zero virgola”, ha dichiarato la ministra in un’intervista di oggi a La Stampa, sostenendo che non pensa a una chiusura generalizzata delle scuole nonostante i contagi da Coronavirus siano in aumento. “Il problema non è la scuola, ma ciò che avviene fuori”, ha sottolineato la ministra, “per questo vorrei fare un appello ai ragazzi: rispettino le regole anche quando escono dai loro istituti”.

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