Coronavirus, cosa vuol dire che la laurea in Medicina diventa abilitante

Nel decreto Cura-Italia, presentato oggi dal governo per affrontare l'emergenza Covid-19, c'è anche una riforma molto attesa da tanti studenti di medicina. Ecco cosa cambia per tutti loro

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 16 Mar. 2020 alle 22:23
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Coronavirus, cosa significa che la laurea in Medicina diventa abilitante

Tra le misure del decreto Cura-Italia, lanciato oggi dal governo per far fronte all’emergenza Coronavirus in Italia, è previsto anche che la laurea in Medicina diventi automaticamente abilitante per esercitare la professione da medico: ma cosa significa nel dettaglio?

Nell’illustrare la misura, il ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, ha sottolineato che in questo modo sarà possibile “liberare immediatamente sul Sistema sanitario nazionale l’energia di circa 10mila medici, fondamentale per far fronte alla carenza che lamentava il nostro Paese”. Sono infatti migliaia i neo-laureati in Medicina che attendevano da un mese, da quando tutti i concorsi pubblici sono stati annullati e rimandati a causa dell’emergenza Coronavirus, una nuova data per sostenere l’esame di Stato e iniziare a esercitare la professione. Adesso, non ne avranno più bisogno.

Finora, infatti, per potersi iscrivere all’albo dei Medici chirurghi, ogni neo-laureato in Medicina doveva fare tre mesi di tirocinio e affrontare (e superare) poi l’Esame di Stato, che si svolge in due sessioni all’anno (a marzo e a ottobre) tramite una prova scritta a risposta multipla. Non era la laurea ad essere abilitante alla professione dunque, bensì l’Esame di Stato. Dopo averlo superato, il medico veniva iscritto all’Albo. Dopodiché poteva fare un test per una specializzazione.

Prima di quest’anno, il tirocinio si svolgeva dopo la laurea. Una prima riforma, in questo senso, ha permesso che il tirocinio venisse svolto durante gli studi (non prima del quinto anno), così che ogni aspirante medico dopo la laurea potesse dedicarsi solo al test abilitante. Il decreto Cura-Italia, di base, abolisce il test, mentre mantiene l’obbligo di tirocinio pre-laurea. Ciò significa che i laureati che hanno ottenuto un giudizio positivo sul loro tirocinio, saranno direttamente medici.

La norma in questione sarà applicata già sui laureati che avrebbero dovuto sostenere la prova il prossimo 7 aprile e sarà valida anche al termine dell’emergenza Coronavirus. “Cogliamo questo momento di difficoltà – ha detto oggi il ministro Manfredi – per adeguarci per sempre e con positività anche alle esigenze di una società che cambia”.

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