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Coronavirus, in vigore il decreto “Cura Italia”: ecco cosa prevede

Di Anna Ditta
Pubblicato il 16 Mar. 2020 alle 08:04 Aggiornato il 18 Mar. 2020 alle 07:56
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Immagine di copertina
Il premier Giuseppe Conte

Coronavirus, in vigore il decreto “Cura Italia”: ecco cosa prevede

Il decreto “Cura Italia” è stato firmato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ed è entrato in vigore. Il provvedimento autorizza, per far fronte all’emergenza Coronavirus l’emissione di titoli di Stato per un importo fino a 25 miliardi di euro nel 2020. Tra le misure previste, l’allargamento della cassa integrazione, congedi extra ai genitori, sostegno economico alle famiglie e ai lavoratori autonomi. Il decreto legge stabilisce che con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri è nominato un Commissario straordinario, individuato in Domenico Arcuri, che si occupi dell’attuazione e del coordinamento delle misure occorrenti per contrastare l’epidemia. Il testo rinvia inoltre il referendum costituzionale per il taglio dei parlamentari, che potrà svolgersi entro la seconda metà di settembre. Nessuna novità per quanto riguarda le elezioni regionali e comunali.

​Il decreto “Cura Italia” ha assorbito quasi l’intera dote dei 25 miliardi stanziati per far fronte all’emergenza coronavirus, finanziati in deficit per 20 miliardi. L’effetto leva, come ha spiegato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sarà di circa 350 miliardi. Ad aprile seguirà un secondo intervento in cui saranno probabilmente prorogate le misure adottate con questo primo decreto.

Nelle conferenza stampa di presentazione del decreto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha annunciato un finanziamento aggiuntivo per il Sistema sanitario nazionale e la Protezione civile “che vale quasi 3,5 miliardi”. Oltre 10 miliardi sono stati stanziati  “affinché nessuno perda il posto di lavoro a causa del coronavirus”. La ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha specificato che sono stati previsti 1,3 miliardi per il Fondo di integrazione salariale e 3,3 miliardi per la cassa integrazione in deroga che andrà a coprire anche le “con un solo dipendente”.

Emergenza sanitaria

Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri è nominato un Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID -19. Al fine di assicurare la più elevata risposta sanitaria all’emergenza, il Commissario attua e sovrintende a ogni intervento utile a fronteggiare l’emergenza sanitaria, organizzando, acquisendo e sostenendo la produzione di ogni genere di bene strumentale utile a contenere e contrastare l’emergenza stessa, o comunque necessario in relazione alle misure adottate per contrastarla, nonché programmando e organizzando ogni attività connessa, individuando e indirizzando il reperimento delle risorse umane e strumentali necessarie, individuando i fabbisogni, e procedendo all’acquisizione e alla distribuzione di farmaci, delle apparecchiature e dei dispositivi medici e di protezione individuale. Nell’esercizio di tali attività può avvalersi di soggetti attuatori e di società in house, nonché delle centrali di acquisto.

Fino al termine dello stato di emergenza, il Capo del Dipartimento della protezione civile può disporre, fino a 150 milioni di euro, anche su richiesta del Commissario straordinario, con proprio decreto, la requisizione in uso o in proprietà, da ogni soggetto pubblico o privato, di presidi sanitari e medico-chirurgici, nonché di beni mobili di qualsiasi genere, occorrenti per fronteggiare la predetta emergenza sanitaria. La requisizione in uso non può durare oltre sei mesi dalla data di apprensione del bene, ovvero fino al termine al quale sia stata ulteriormente prorogata la durata del predetto stato di emergenza. Il decreto stabilisce anche le modalità di indennizzo ai privati.

Stop mutui prima casa

Per 9 mesi prevista l’estensione della moratoria fino a 18 mesi prevista per i mutui prima casa anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che autocertifichino in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 un calo, superiore al 33 per cento, del fatturato dell’ultimo trimestre 2019 a causa della chiusura o della restrizione della propria attività per l’emergenza. Non è richiesta la presentazione dell’Isee.

Quarantena equiparata a malattia

Per i lavoratori del settore privato, il periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva dai lavoratori del settore privato, è equiparato a malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento. L’equiparazione dell’assenza per quarantena alla malattia era già prevista per il settore pubblico.

Ammortizzatori sociali

È prevista la cassa integrazione in deroga per tutto il territorio nazionale e per tutti i settori produttivi, per un periodo massimo di 9 settimane, anche per le imprese escluse dagli ammortizzatori sociali, comprese quelle agricole, della pesca e del terzo settore, previo accordo sindacale anche in via telematica (accordo non richiesto per i datori di lavoro che occupano fino a cinque dipendenti). Escluso il lavoro domestico.

Prevista inoltre la possibilità di cig ordinaria, per un massimo di nove settimane, per i datori di lavoro che hanno dovuto sospendere o ridurre l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza. Autorizzata inoltre la Cig ordinaria anche per le imprese che già si trovano in Cig straordinaria e un assegno ordinario fino a 9 settimane per le imprese che hanno in corso l’assegno di solidarietà.

I lavoratori autonomi e le partite Iva potranno contare su un’indennità di 600 euro per il mese di marzo. La misura si applica anche a co.co.co, gli stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali, gli operai agricoli a tempo determinato e i lavoratori dello spettacolo.

Previsto un bonus di 100 euro per il mese di marzo ai lavoratori dipendenti che hanno prestato la propria opera in sede invece che a casa, quindi prendendosi qualche rischio in più. Per i prossimi due mesi le aziende non potranno licenziare sulla base del “giustificato motivo oggettivo”.

Il termine per la domanda di disoccupazione agricola è prorogato, solo per le domande in competenza 2019, al giorno 1 giugno 2020. Anche i termini di presentazione di domanda di disoccupazione NASPI e DISCOLL sono ampliati da sessantotto a centoventotto giorni.

Smart working

Lo smart working diventa modalità ordinaria di lavoro nelle pubbliche amministrazioni e può essere applicata a ogni rapporto di lavoro subordinato. I lavoratori del settore privato affetti da gravi e comprovate patologie hanno priorità nell’accoglimento delle domande di lavoro agile. I datori di lavoro sono tenuti ad autorizzare la modalità di lavoro agile ai lavoratori dipendenti che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità ospitata in un centri riabilittivi chiusi dal provvedimento.

Congedo parentale e voucher baby sitter

Dal 5 marzo per i genitori lavoratori dipendenti del settore privato e autonomi che si trovano a fronteggiare la chiusura delle scuole in arrivo una forma di congedo parentale straordinario, per i figli fino a 12 anni di età, per un periodo continuativo o frazionato fino a 15 giorni, con un’ indennità pari al 50 per cento della retribuzione o di 1/365 del reddito. Il limite di età non si applica in caso di figli con disabilità. Inoltre, i genitori dipendenti del settore privato con figli minori, tra i 12 e i 16 anni, hanno diritto di astenersi dal lavoro per il periodo di chiusura delle scuole, senza corresponsione di indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro.

In alternativa  al congedo si potrà utilizzare il cosiddetto voucher baby sitter fino a 600 euro che sale a 1.000 per il personale sanitario. Il bonus viene erogato mediante il libretto famiglia. I permessi previsti dalla legge 104 potranno essere aumentati di 12 giorni sia nel mese di marzo che nel mese di aprile

Decreto “Cura Italia”: le misure per le imprese

Il decreto stabilisce una moratoria sui prestiti e sulle linee di credito delle pmi e micro imprese, che facciano richiesta alla banca o altro intermediario finanziario che ha concesso il credito, con garanzia pubblica al 33 per cento. Previsto un bonus fiscale per la cessione dei crediti deteriorati.

Previsto l’ampliamento e potenziamento del Fondo di garanzia per le Pmi. Per 9 mesi dal provvedimento, lo stato fornisce una garanzia per prestiti fino a 5 milioni di euro volta a investimenti e ristrutturazioni di situazioni debitorie, nel rispetto delle garanzie e dei limiti previsti dal provvedimento stesso.

Per botteghe e negozi, è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 60 per cento dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo. Inoltre, per incentivare la sanificazione degli ambienti di lavoro, quale misura di contenimento del contagio del virus COVID-19, ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione è riconosciuto, per il periodo d’imposta 2020, un credito d’imposta nella misura del 50 per cento delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro fino ad un massimo di 20mila euro. Il credito d’imposta è riconosciuto fino all’esaurimento dell’importo massimo di 50 milioni di euro per l’anno 2020.

Fondo Made in Italy

Il provvedimento istituisce un fondo da ripartire per la promozione integrata presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, al fine di potenziare gli strumenti di promozione e di sostegno all’internazionalizzazione delle varie componenti del sistema Paese, tra i quali il piano straordinario di sostegno al made in Italy realizzato tramite l’ICE.

Stop a fisco e contributi

Sul fronte fiscale, sono sospesi tutti i versamenti nei confronti delle pubbliche amministrazioni, compresi contributi previdenziali e assistenziali e i premi per l’assicurazione obbligatoria, in scadenza il 16 marzo sono prorogati al 20 marzo 2020.

Inoltre per imprese, autonomi e professionisti che sono sotto i 2 milioni di ricavi i versamenti alla cassa per saldare le ritenute, l’Iva annuale e mensile, nonché i contributi previdenziali e quelli Inail sono rinviati al 31 maggio e potranno essere pagati in un’unica soluzione in un’unica soluzione o in massimo 5 rate mensili.

Per tutti i settori più colpiti scatta la sospensione fino al 31 maggio dei pagamenti di ritenute, contributi previdenziali e assistenziali e dell’Iva di marzo. I settori coinvolti sono: trasporto merci, turistico-alberghiero, termale, trasporti passeggeri, ristorazione e bar, cinema e teatri, sport, istruzione, parchi divertimento, eventi, sale giochi e centri scommesse, trasporto merci, cui si aggiungono le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva, le organizzazioni non lucrative di utilità sociale, di volontariato e le associazioni di promozione sociale. Per queste imprese alla ripresa della riscossione, i versamenti sospesi dovranno essere effettuati, senza sanzioni e interessi, in un’unica soluzione o con un massimo di 5 rate mensili a partire da maggio 2020.

Sospesi per tutti gli adempimenti fiscali con scadenza tra l’ 8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020. I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo dal mese di maggio (unica eccezione gli adempimenti legati alla comunicazione dei dati degli oneri detraibili e deducibili ai fini della precompilata).

I professionisti e consulenti che hanno ricavi o compensi sotto 400mila euro non dovranno versare le ritenute d’acconto sui ricavi e i compensi percepiti fino al 31 marzo. I contribuenti che beneficiano della sospensione della ritenuta d’acconto dovranno versare l’ammontare dovuto entro il 31 maggio in un’unica soluzione o in 5 rate.

Sono sospesi i termini relativi ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria dovuti dai datori di lavoro domestico in scadenza nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 31 maggio 2020.

Giustizia

Previsti iter semplificati – fino al 30 giugno – per la detenzione domiciliare di chi deve scontare una pena (anche residua) fino a 18 mesi (prevista dalla legge n.199/2010), con la previsione di “controllo mediante mezzi elettronici”, il cosiddetto ‘braccialetto elettronico’, per pene comprese tra 7 e 18 mesi. Nel decreto legge ‘Cura Italia’ vengono confermate – all’articolo 123 – le novità circolate finora sulle misure per ‘alleggerire’ il sovraffollamento carcerario in questo momento di emergenza sanitaria. Esclusi dal beneficio i reati più gravi (quelli indicati dall’articolo 4 bis dell’ordinamento penitenziario), i maltrattamenti in famiglia e lo stalking. Non potranno essere ammessi a tale procedura semplificata anche i detenuti ritenuti “delinquenti abituali, professionali o per tendenza”, quelli sottoposti al “regime di sorveglianza particolare” e coloro che sono stati sanzionati in via disciplinare in carcere: tra questi, quindi, anche chi si è reso protagonista delle sommosse degli ultimi giorni. Infine, con l’articolo 124 si prevede che “anche in deroga al complessivo limite temporale massimo”, ossia 45 giorni, stabilito dall’ordinamento penitenziario, “le licenze concesse al condannato ammesso al regime di semilibertà – si legge nel testo – possono avere durata sino al 30 giugno 2020”.

Misure a sostegno delle Università

Sono stati stanziati 70 milioni di euro nel 2020 che serviranno a mettere a disposizione degli studenti meno abbienti, in comodato d’uso, dispositivi digitali individuali per la fruizione delle piattaforme per la didattica a distanza.

Decreto Cura Italia: le misure per lo Sport

Il provvedimento consente alle federazioni sportive nazionali, alle associazioni e alle società sportive, di non procedere, fino al 31 maggio 2020, al versamento dei canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici dello Stato e degli enti territoriali. I versamenti sospesi sono effettuati in unica soluzione, senza applicazione di sanzioni ed interessi, entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili. Il provvedimento prevede un fondo per la copertura delle indennità perdute dai collaboratori sportivi nel periodo di emergenza Covid-19.

Altre misure

In arrivo 50 milioni per assicurare la distribuzione delle derrate alimentari agli indigenti per  l’emergenza. L’apposito fondo per il finanziamento dei programmi nazionali di distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti, istituito presso l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, è incrementato quindi di 50 milioni. Arriva anche il ‘Fondo per il reddito di ultima istanza’ per garantire un’indennità, ai lavoratori dipendenti e autonomi che  hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro.

Per Alitalia e Alitalia Cityliner autorizzata la costituzione di una nuova società interamente controllata dal Ministero dell’economia e delle Finanze ovvero controllata da una società a prevalente partecipazione pubblica anche indiretta. Il governo istituisce un fondo da 500 milioni di euro per far fronte ai danni subiti dal settore aereo e all’operazione Alitalia.

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