Coronavirus, il decreto “Cura Italia” equipara la quarantena alla malattia

I costi per i lavoratori privati in malattia a causa del Coronavirus sarebbero a carico dello Stato, anziché a Inps e datori di lavoro

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 16 Mar. 2020 alle 15:51
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Credit: Pixabay

Quarantena equiparata alla malattia

Il decreto “Cura Italia” lo conferma: per i lavoratori del settore privato viene equiparato il periodo trascorso in quarantena o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, dovuto a Covid-19, ai periodi di malattia, ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento e detto periodo non è computabile ai fini del periodo di comporto. Vengono stabilite dal decreto le modalità operative per la redazione dei certificati da parte del medico curante. In deroga alle disposizioni vigenti, gli oneri sono posti a carico dello Stato.

Il Consiglio dei ministri che si è riunito stamattina a Palazzo Chigi ha approvato il decreto che prevede aiuti economici fino a 25 miliardi di euro per far fronte all’emergenza Coronavirus in Italia. Tra le misure previste, l’allargamento della cassa integrazione, permessi extra ai genitori, sostegno economico alle famiglie e ai lavoratori autonomi. Istituito anche un commissario per il rafforzamento delle strutture ospedaliere, pure attraverso la requisizione di immobili.

Ecco cosa prevede il decreto “Cura Italia” approvato dal governo

I costi per i lavoratori privati in malattia a causa del Coronavirus sarebbero a carico dello Stato, anziché a Inps e datori di lavoro. Il decreto prevede anche, tra le altre cose, la sospensione dei versamenti Iva, delle ritenute Irpef e dei contributi Inps. E poi incentivi statali per la produzione di mascherine anti-contagio e lo stop ai pignoramenti. ​Il decreto “Cura Italia” ha assorbito quasi l’intera dote dei 25 miliardi stanziati per far fronte all’emergenza coronavirus, finanziati in deficit per 20 miliardi. L’effetto leva, come ha spiegato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel collegamento da Palazzo Chigi, sarà di circa 350 miliardi. “Noi consentiamo di sostenere circa 350 miliardi di finanziamenti”, ha detto ieri il ministro dell’Economia Gualtieri. Ad aprile seguirà un secondo intervento in cui saranno probabilmente prorogate le misure adottate con questo primo decreto.

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