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Coronavirus in Italia, ultime notizie. Lamorgese: “A Natale 70mila agenti per controlli”. A Pratica di Mare hub stoccaggio dei vaccini

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Coronavirus in Italia, le ultime notizie di oggi

CORONAVIRUS ITALIA ULTIME NOTIZIE – Sale nuovamente il numero delle persone attualmente positive in Italia. Qui le ultime notizie sul Covid-19 nel mondo. Di seguito tutte le ultime notizie sul Coronavirus in Italia di oggi, sabato 5 dicembre 2020, aggiornate in tempo reale.

Ore 18,30 – Crisanti: “I morti non caleranno prima di 3 settimane” – Per vedere un calo del numero dei morti bisognerà aspettare tre settimane”. Lo ha detto a Skytg24 il virologo Andrea Crisanti. “Il numero dei morti è una funzione delle persone ammalate – ha spiegato – abbiamo avuto due o tre settimane con più di 30mila casi al giorno, e questo è l’effetto”.

Ore 18 – Covid: oggi 21.052 casi e 662 morti, ancora giù ricoveri e TI
Le regioni con più contagi quotidiani sono:
• Veneto ( 3.607, in controtendenza essendo ancora in crescita),
• Lombardia ( 3.148),
• Emilia Romagna ( 1.964),
• Puglia ( 1.884, altra regione ancora in crescita)
• Lazio ( 1.783). i casi totali sono 1.709.991.
I guariti sono 23.926 (ieri 25.276) per un totale di 896.308. Superati ancora dunque i nuovi casi del giorno: per questo il numero degli attuali positivi continua a scendere, -3.533 (ieri -2.280), e arriva a 754.169. Di questi, sono in isolamento domiciliare 720.494, 2.441 meno di ieri.

Ore 14,15 – Lamorgese: “A Natale 70mila forze ordine per controlli. No città militarizzate, controlli a frontiere” – “Le forze di polizia che utilizziamo sono un numero elevato: nel periodo natalizio ci saranno 70mila unità addetti a questo tipo di controllo ma con grande senso di equilibrio dal momento che sono aperti i negozi anche per salvaguardare un certo tipo di economia”. Lo ha detto la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, a Sky TG24 Live In Courmayeur. Ci sarà una militarizzazione del territorio, specie nel periodo delle festività natalizie?  “Ci sarà un controllo discreto, non ci può essere una militarizzazione delle città”, ha spiegato la ministra. Anche se, ha aggiunto, “faremo ulteriori controlli, più incisivi, alle frontiere e negli aeroporti per evitare il diffondersi della pandemia. Più controlli e tamponi. Dobbiamo stare attenti – ha ammonito – perché abbiamo avuto l’esperienza dell’estate che non è stata positiva, e dobbiamo evitare assolutamente una terza ondata”.

Ore 13,45 – Fondo cultura, firmato decreto ripartizione primi 50 mln – Il ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, e il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, hanno firmato il decreto che stabilisce le modalità di ripartizione delle risorse del ‘Fondo per la Cultura’. Il decreto è stato istituito con il decreto Rilancio ed è aperto ai contributi dei privati che possono sostenere il mondo della cultura anche attraverso operazioni di microfinanziamento, di mecenatismo diffuso, di azionariato popolare e di crowdfunding idonee a permettere un’ampia partecipazione della collettività. “Con la firma di questo decreto – ha dichiarato Franceschini – diamo un ulteriore aiuto concreto a favore della tutela e della conservazione del patrimonio artistico del nostro Paese introducendo anche nuovi e importanti meccanismi di collaborazione tra pubblico e privato in un settore che sta pagando duramente il prezzo della pandemia”.

Ore 13,40 – Toti, governo riconsideri spostamenti città e regioni – Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, torna a invitare il governo a riconsiderare la possibilità di aprire agli spostamenti tra comuni e regioni in vista delle feste di Natale. “È giusto lavorare per evitare la terza ondata, prendendo misure adeguate – sostiene sulla sua pagina Facebook – ma vanno considerati anche altri fattori. In Liguria per esempio il contagio da Covid continua a calare. Anche il report ministeriale numero 29 arrivato ieri, conferma questa tendenza: con l’Rt pari a 0,68 la nostra è la seconda regione con l’indice di contagio più basso in tutto il Paese”. “La pressione sui nostri ospedali – continua il ‘governatore’ ligure – è diminuita e i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono scesi sotto la soglia dei 100. Alla luce di questo, riconsiderare lo spostamento tra i comuni e tra le regioni in zona gialla nei giorni delle feste, credo sarebbe un segnale importante. È un tema anche sociale oltre che economico, eviterebbe ai piccoli comuni di rimanere isolati, al nostro entroterra di essere penalizzato, a migliaia di persone di rimanere sole. Confidiamo che il Governo ne tenga conto e che faccia queste modifiche. Possiamo e dobbiamo combattere su più fronti questa battaglia, contro il virus e contro le drammatiche conseguenze che sta portando nella nostra società. E credo che per un amministratore sia un dovere morale occuparsene, prima che sia troppo tardi”.

Ore 12,55 – Spallanzani, 234 pazienti (+9); 40 in terapia intensiva – Aumenta di 9 unità il numero dei pazienti positivi al coronavirus ricoverati allo Spallanzani di Roma: sono 234 a fronte dei 225 di ieri. L’ospedale romano precisa che 40 pazienti necessitano di terapia intensiva (+1 rispetto a ieri) e che i pazienti dimessi e trasferiti a domicilio o presso altre strutture territoriali sono a questa mattina 1413.

Ore 12,20 – Focolaio ospedale Brescia, trasferiti 22 pazienti – È allarme per un focolaio sviluppato alla Traumatologia Ortopedia dell’ospedale Civile di Brescia. A denunciare la situazione una delegata Cgil. I ricoverati risultati positivi sono 22. La Direzione a provveduto ad un semisvuotamento del reparto, con trasferimento dei positivi nei letti del Covid A di scala 14 al Satellite. La direzione del Civile sottolinea: “Il focolaio è, allo stato, sotto controllo. E i protocolli sono stati applicati”.

Ore 12,15 – A Pratica di Mare hub stoccaggio campagna vaccinazione Covid – Sarà il sito della Difesa a Pratica di Mare l’hub nazionale di stoccaggio per la campagna di vaccinazione anti-COVID19 che il Governo italiano sta approntando. Lo annuncia, d’accordo con il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ed il ministro della Salute Roberto Speranza, il Commissario Straordinario all’emergenza Domenico Arcuri. Si tratta di un hub intermodale militare, di ampie dimensioni, ottimale per la successiva distribuzione dei vaccini, in grado di accogliere vettori aerei, elicotteri e baricentrico per la connettività stradale. Le fiale di vaccino verranno concentrate nel sito, in cui sono disponibili shelter di ampie dimensioni, che garantiranno la massima efficacia per la conservazione ed i massimi livelli di sicurezza per gli stock. I vaccini saranno poi da lì distribuiti, a cura delle Forze Armate con differenti vettori, ai numerosi punti di somministrazione che il piano ha previsto su tutto il territorio nazionale, di nuovo nelle condizioni di massima sicurezza.

Ore 12,10 – Protesta operatori sanitari Brescia, ospedale apre al dialogo – Dopo il flash mob di 150 medici e infermieri degli Spedali Civili di Brescia che hanno chiesto maggiore coinvolgimento sulle decisioni e sulla gestione dell’emergenza Covid in reparto, la direzione dell’ospedale ha teso la mano agli operatori esasperati da mesi di trincea sanitaria. “Il disagio degli operatori sanitari, derivante dagli 8 mesi di altissima pressione alla quale sono stati sottoposti a causa dell’emergenza Covid-19, è pienamente comprensibile e condiviso – ha spiegato la direzione del principale ospedale bresciano -. La coesistenza di questi due fattori ci impone, come professionisti del settore, un radicale ripensamento del nostro operare che è innanzitutto organizzativo dove l’innovazione, non solo tecnologica, è la chiave di volta per fornire ai cittadini un servizio universalista di alta qualità ed efficienza”. Non solo. “La direzione è fortemente impegnata nel dialogo con i professionisti che si impegnano quotidianamente per la salute dei cittadini e ha intrapreso un percorso finalizzato a trovare soluzioni condivise e volte a migliorare la qualità delle condizioni di lavoro di tutti gli operatori – ha chiuso la direzione -. In tal senso ha apprezzato che, nel flashmob del gruppo Siamo Tutti Ippocrate, per la prima volta i partecipanti abbiano mostrato una corrispondente volontà di apertura rivolgendosi idealmente verso l’edificio della direzione”.

Ore 12,00 – Cei, la tutela della salute richiede impegno di tutti – La pandemia “ci ha fatto sperimentare in maniera inattesa e drammatica la limitazione delle libertà personali e comunitarie”, portandoci a riflettere sul “senso profondo della libertà in rapporto alla vita di tutti: bambini e anziani, giovani e adulti, nascituri e persone in fin di vita”. Lo scrive il Consiglio episcopale permanente della Cei nel Messaggio per la 43esima Giornata Nazionale per la Vita che si celebrerà il 7 febbraio 2021 sul tema “Libertà e vita”.  “Nelle settimane di forzato lockdown quante privazioni abbiamo sofferto, specie in termini di rapporti sociali! Nel contempo, quanta reciprocità abbiamo respirato, a riprova che la tutela della salute richiede l’impegno e la partecipazione di ciascuno; quanta cultura della prossimità, quanta vita donata per far fronte comune all’emergenza!”, si sottolinea nel Messaggio.

Ore 9,05 – Dpcm, Bonaccini: “Troppo penalizzati i piccoli Comuni” – In un’intervista al Corriere della Sera il governatore emiliano-romagnolo Stefano Bonaccini commenta alcune delle norme dell’ultimo Dpcm. Tra quelle meno comprensibili, segnala “l’impossibilità di uscire dai piccoli Comuni”. “Gli spostamenti, purtroppo, vanno limitati: su questo siamo tutti d’accordo. Tuttavia, esiste un tema sociale, che riguarda le categorie più deboli: persone sole, altre in situazione di fragilità, anziani, i cui figli o parenti più stretti magari vivono e lavorano lontano o semplicemente nel Comune accanto. Dobbiamo assolutamente tutelarle e aiutarle. Anche la solitudine può uccidere, o rendere non degna la vita di chi non ha altro che l’affetto di un figlio. Inoltre, c’è un paradosso: ci si potrà muovere per decine e decine di chilometri all’interno delle grandi metropoli, ma non percorrere poche centinaia di metri tra piccoli Comuni, abitati da poche centinaia di persone”. E spiega: “È questo il tipo di osservazioni che avremmo voluto presentare al governo, perché nessuno meglio di noi conosce il territorio. Tutto qua”, conclude il governatore emiliano.

Ore 8,15 – Mes, Speranza: “Per Ssn forte servono tutti i fondi possibili” – “L’Italia deve usare questo passaggio drammatico della pandemia per trasformare la crisi del Covid in una grande opportunità. La possibilità di una grande riforma sistemica che segni la ripartenza del nostro Servizio sanitario nazionale che è la cosa più preziosa che abbiamo”. È quanto dichiara in un colloquio con Il Sole 24 Ore il ministro della Salute Roberto Speranza, che dopo dieci mesi di emergenza continuativa prova ad alzare lo sguardo per guardare al dopo pandemia, per dire che 68 miliardi “sono le risorse che consideriamo giuste per il nostro Piano, che ovviamente sono da spendere in più anni” se si si vuole costruire un Servizio sanitario nazionale  più forte dopo le ferite inferte dal Covid. E per finanziare questo Piano si può e si deve attingere a “tutti i canali attivabili, quelli europei sicuramente e quelli nazionali”. Tra cui c’è anche da attingere alle disponibilità del Mes, perché i soldi “da dovunque vengano sono benvenuti”, dice senza mezzi termini Speranza.

Ore 8,00 – Vespignani: “Non ha più senso parlare di ondate del virus” – “L’Italia è un punto di riferimento perché è stato il primo Paese occidentale colpito. L’unico problema è che ha perso l’occasione di evitare la seconda ondata, anche questo però al pari di altri Stati europei”. È il giudizio espresso da Alessandro Vespignani, epidemiologo computazionale alla Northeastern University di Boston, nel corso di un’intervista a La Stampa. Secondo l’esperto, “non ha più senso parlare di ondate”, conclude Vespignani, perché “il virus circola, ci sono 24 mila contagi al giorno e aumentano appena le persone tornano a incontrarsi”, per cui “è meglio seguire con buon senso le indicazioni del governo”.

Ore 7,10 – Conte: “Il governo non cadrà sul Mes, rimpasto no, confronto sì” – “Siamo in guerra con il virus ma ora inizia la ricostruzione nel segno dell’Europa e sarà il mio governo a guidarla perché non cadrò sul Mes”. È il messaggio centrale della lunga intervista del premier Conte che appare sul quotidiano La Repubblica. Conte dice anche che il voto del 9 dicembre “non lo temo perché il voto non sarà sull’attivazione del Mes ma su alcune sue modifiche che, grazie anche al contributo dell’Italia, sono servite a migliorare un meccanismo già esistente dal 2012”. Conte è certo: “Continueremo a lavorare – dice – per attuare lo schema europeo di assicurazione dei depositi (EDIS), mentre dobbiamo fare in modo che questo sforzo comune che ha portato ad adottare il piano “Next generation EU”, attraverso il meccanismo del debito comune europeo, possa anche in futuro costituire il naturale presidio contro i cicli recessivi che potranno investire l’Ue”. Mettendo a fuoco la posizione di Forza Italia sul Mes – avversario o potenziale alleato – il premier dice anche di non costruire “le fortune del governo sui comportamenti di una forza di opposizione”, per poi aggiungere: “Certamente continuerò a mantenere aperto un tavolo di confronto con le forze politiche, che, anche dall’opposizione, vorranno dare un contributo in ragione della fase drammatica che stiamo vivendo”. Sulla questione del rimpasto, il presidente del Consiglio si esprime così: “Il termine ‘rimpasto’ è una formula che andrebbe esiliata dal lessico della nuova politica. Cosa significa? Rimescolamento delle posizioni di governo?” si chiede Conte, per poi rispondere: “I cittadini non capirebbero. Se invece, nell’ambito di un serio e costruttivo confronto politico, una forza dovesse ravvisare l’opportunità di migliorare la sua squadra, questo sarebbe un altro discorso. Ma deve nascere dalle forze politiche, in maniera trasparente. Sono alla guida di una squadra che sta lavorando molto bene, benché sottoposta a uno stress incredibile da emergenza sanitaria, sociale ed economica”. E “il confronto che è in atto, su riforme e priorità del programma, potrà tornare utile a rilanciare l’azione di governo e impostare la ricostruzione con più determinazione. Sui tavoli di lavoro non vi sono litigi ma discussioni sulle migliori soluzioni. Non possiamo lasciarci distrarre da questo chiacchiericcio di fondo”.

CORONAVIRUS, COSA È SUCCESSO IERI IN ITALIA

Nove Regioni cambiano colore – Nove Regioni cambiano colore sulla base degli ultimi dati della Cabina di Regia che analizza l’andamento dell’epidemia di Covid in Italia. Si tratta di Campania, Toscana, Valle d’Aosta e la Provincia autonoma di Bolzano, che passano da zona rossa a zona arancione, e di Umbria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Puglia e Marche, che da arancioni diventano gialle. Il ministro Speranza firmerà l’ordinanza nelle prossime ore con le misure che entreranno in vigore a partire da domenica 6 dicembre. Qui l’articolo completo.

Il bollettino di oggi – Le persone attualmente positive al Covid sono 757.702 (-2.280), 58.852 i morti (+814) e 872.385 i guariti (+25.576), per un totale di 1.688.939 casi (+24.099): questi i dati completi resi noti oggi nel bilancio sull’epidemia di Covid in Italia. Dei 757.702 attualmente positivi, 31.200 (-572) sono ricoverati in ospedale, 3.567 (-30) necessitano di terapia intensiva, mentre 722.935 (-1.678) si trovano in isolamento domiciliare. Aumentano i nuovi casi di Coronavirus (24.099 contro i 23.225 di ieri) nonostante una lieve diminuzione dei tamponi effettuati nell’ultimo giorno: 212.741 contro i 226.729 di ieri. Diminuisce il numero dei morti (814, ieri erano stati 993), mentre si conferma il trend negativo per quanto riguarda i ricoveri ospedalieri. I ricoveri ordinari, infatti, calano di 572 unità (ieri era -682), mentre le terapie intensive diminuiscono di 30 unità (il dato di ieri era di -19). Per quanto riguarda le Regioni, quella che registra il maggior incremento dei casi è la Lombardia con 4.533 nuovi contagi, seguita dal Veneto con 3.708, dall’Emilia-Romagna con 2.143 e dal Piemonte con 2.132 nuovi contagi. Il bollettino.

Iss: massima attenzione, stare a casa più possibile – L’epidemia è in calo ma con un numero di contagi ancora molto, troppo, elevati: serve “cautela mantenendo elevata l’attenzione nei comportamenti”. Lo sottolinea il report settimanale di monitoraggio del ministero della Salute e Iss. Questo andamento “deve portare alla massima attenzione nella adozione e rispetto delle misure, evitarne un rilassamento prematuro e mantenere elevata l’attenzione nei comportamenti. Si conferma pertanto la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile”.

Ore 15,30 – De Luca: “Ci stiamo attrezzando per vaccinazioni” – “Ci stiamo attrezzando per le vaccinazioni anti-Covid. Per la prima decade di gennaio faremo una sorta di esercitazione generale per verificare il piano organizzativo messo in piedi”. Lo annuncia il governatore della Campania De Luca, nel corso della consueta diretta Facebook del venerdì.

“Un italiano su 36 è stato contagiato. Vaccino? Complicato se terza ondata” – Un italiano ogni 36 è stato contagiato. Lo ha detto il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri. Ieri c’è stato il numero quotidiano “massimo di vittime dall’inizio dell’emergenza e risulta che un nostro concittadino ogni 36 è stato contagiato: sono numeri che fanno tremare e che non vanno dimenticati – ha spiegato – Ma la curva si sta congelando, il virus è ancora forte ma siamo in grado di contenerlo”.

Leggi anche: 1. A Natale e Capodanno non si potrà uscire dal proprio Comune, nessuna deroga per i ricongiungimenti: le regole in arrivo / 2. Covid, Speranza presenta al Parlamento il piano vaccini del governo: “Sarà gratuito per tutti gli italiani” / 3. Vaccino Covid, 202 milioni di dosi in arrivo per l’Italia nel primo trimestre 2021

4. Regno Unito, approvato vaccino Pfizer-BioNtech, sarà disponibile in tutto il Paese dalla prossima settimana / 5. Crisanti: “Si parla di sci con 600 morti al giorno. Non siamo un paese normale” / 6. Il matrimonio si trasforma in un incubo a causa del Covid: contagiati 21 invitati su 34. ”È la dimostrazione di quanto sia pericolosa la convivialità in questo periodo”

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