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Coronavirus in Italia, ultime notizie. Il bollettino: calano ancora gli attualmente positivi, ora sono meno di 58mila

Le ultime notizie sull'epidemia di Covid-19 che ha colpito il nostro Paese

Di Donato De Sena
Pubblicato il 23 Mag. 2020 alle 07:14 Aggiornato il 23 Mag. 2020 alle 19:22
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Immagine di copertina

Coronavirus in Italia: le ultime notizie di oggi in tempo reale

CORONAVIRUS ITALIA ULTIME NOTIZIE – Si avvia a conclusione la seconda settimana di Fase 2-bis, mentre continuano a calare i dati sulla diffusione del Coronavirus in Italia. Secondo gli ultimi dati diffusi dalla Protezione Civile sono 57.752 le persone attualmente positive, mentre i morti finora registrati riconducibili alla pandemia sono 32.735 e 138.840 le persone guarite (per un totale di 229.327 casi accertati finora in Italia). Qui le ultime notizie sul Covid-19 nel mondo. Di seguito le ultime notizie dall’Italia sul Coronavirus di oggi, sabato 23 maggio 2020, aggiornate in tempo reale.

Ore 18.00 – Il bollettino della Protezione Civile: i positivi sono 57.752. Il bollettino sull’epidemia di Covid-19 in Italia aggiornato alle ore 17 indica un nuovo calo dei positivi, ora 57.752 (in calo rispetto ai 59.322 di ieri, -1.570). I guariti totali sono saliti a quota 138.840 (ieri erano 136.720, +2.120). Il numero di deceduti complessivi da inizio emergenza è 32.735 (ieri 32.616, +119). I casi totali sono 229.327 (ieri erano 228.658, +669). Dei 57.752 attualmente positivi 8.695 sono ricoverati con sintomi (ieri 8.957, flessione di -262), 572 in terapia intensiva (ieri 595, -23), 48.485 in isolamento domiciliare (ieri 49.770, -1.285).

Ore 13,20 – L’app Immuni arriverà a fine mese. L’attesa app Immuni arriverà a fine mese, come affermato dal commissario straordinario. Sarà sul mercato “a cavallo della fine del mese”, ha detto Domenico Arcuri. “Mancano 8 giorni e non ci sarà alcun ritardo”.

Ore 12, 50 – Arcuri: “Le nostre mascherine sono state prodotte a 0,12 centesimi”. Arcuri in conferenza stampa ha parlato anche del costo delle mascherine. “Questa mascherina che produciamo costa 0,12 centesimi. Il prezzo di vendita è 0,50. Le libertà del mercato sono sovrane ma devono cedere il passo al diritto alla salute per tutti dei ricchi e dei poveri, degli ingannati e dei vincitori”. Il commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus più volte ripetuto il costo di produzione delle mascherine, mostrandole. “Siamo entranti nella più drammatica emergenza sanitaria disarmati – ha aggiunto – e non producevamo mascherine. C’era una sola azienda che realizzava ventilatori”.

“Penso che la partita delle mascherine possa dirsi risolta. Ci abbiamo messo due settimane, abbiamo un campionamento delle farmacie che ci dà un risultato confortante”, ha aggiunto Arcuri, sottolineando che se “due settimane sono poche o sono tante ce lo dirà la storia. Ma il prezzo è rimasto a 50 centesimi. Tutti possono acquistare le mascherine ad un prezzo che non è ne alto ne basso ma un prezzo giusto”. Arcuri ha detto di “essere molto orgoglioso di aver portato a termine questa partita”, ed ha detto di voler “seguire il consiglio di mordersi la lingua e non togliersi sassolini dalle scarpe”.

Ore 12.40 – Arcuri cita Falcone: “Meglio fare che lamentarsi”. Nel corso della conferenza stampa il commissario straordinario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri, nel giorno dell’anniversario della strage di Capaci, ha citato Giovanni Falcone. “Meglio fare che lamentarsi”, ha detto citando il giudice. “Qualche difficoltà, ritardo, suggestione e polemiche – ha dichiarato Arcuri – ci sono state, dobbiamo mettere da parte il nostro autolesionismo ed esser soddisfatti di tutto quello che è stato fatto in questi due mesi affinché anche nei prossimi si possano avere risultati rilevanti”.

Ore 12.35 – Arcuri: “Obiettivo 100mila tamponi al giorno”. Durante la conferenza stampa in Protezione Civile il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri ha anche precisato: “In questa settimana sono stati fatti oltre 60mila tamponi al giorno, siamo il paese che ne fa di più. Per fare tamponi servono i reagenti, oppure dei kit. Abbiamo l’obiettivo di fare più tamponi”. “Dobbiamo trovare il piu’ possibile di reagenti – ha aggiunto Arcuri – e dobbiamo evitare che diventino le mascherine della Fase 2. Abbiamo preso atto che in Italia ci sono 211 laboratori che non usano gli stessi reagenti. Abbiamo capito che non possiamo approvvigionarci di una sola tipologia di questi prodotti. 33 aziende e 47 prodotti sono in condizioni di soddisfare le esigenze dei vari laboratori. L’obiettivo ora è passare da 60mila a 100mila tamponi al giorno e da ieri abbiamo iniziato il dialogo con le regioni”.

Ore 12,30 – Arcuri: “Il sistema tiene ma la partita non è vinta. In due giorni 53 milioni di mascherine”. Il commissario per l’emergenza Coronavirus Domenico Arcuri durante la conferenza stampa in protezione civile dice: “Il sistema tiene, le misure che il governo ha adottato sono servite ma la partita non è vinta. Questa settimana abbiamo distribuito oltre 43 milioni di mascherine, 10 milioni giovedì, il numero più alto dall’inizio dell’emergenza. La nostra azione prosegue, da ieri i primi 20mila tabaccai distribuiscono mascherine a 50 centesimi e ringrazio la federazione. La partita delle mascherine è definitivamente risolta”.

Ore 12,20 – Spostamenti tra regioni, le ipotesi: il 3 giugno ancora chiuse quelle a rischio. Il quadro della riapertura delle regioni (che il cronoprogramma della Fase 2 prevede per il 3 giugno) non è ancora ben delineato.  Si continuerà a monitorare gli indici di contagio e potrebbero restare chiuse ancora quelle a rischio. Smentita la notizia che sarà possibile spostarsi nelle regioni con lo stesso indice di contagio. (qui tutte le informazioni)

Ore 9,30 – Toti: “In Liguria Coronavirus presente prima di Codogno, ma abbiamo retto bene”. “I primi casi di Covid in regione Liguria sono da attribuire a tempi più lontani rispetto anche al paziente 1 di Codogno”. Lo ha detto il governatore ligure, Giovanni Toti, commentando lo studio di Alisa da cui emerge che le prime tracce di presenza del virus nella regione risalirebbero a dicembre. “E’ segno che la nostra regione è stata investita molto presto dall’epidemia, ma ha retto sostanzialmente bene, nonostante le difficoltà”.

Coronavirus Italia | Ore 07,00 – Gli scenari per gli spostamenti fuori Regione dalla Lombardia. Per la Lombardia è in forse la riapertura dei confini regionali. Secondo quanto riporta Repubblica, sono 3 gli scenari del governo, in base ai dati che saranno disponibili entro il 30 maggio. Il primo scenario, nel caso in cui l’R con 0 resti sotto controllo, permetterebbe di superare i confini regionali in tutto il paese. Il secondo, quello al momento considerato più probabile, prevede una curva che deflette in modo disomogeneo. In questo caso diventerebbe allora inevitabile distinguere tra regioni a basso rischio e quelle a medio-alto. Per quelle che non hanno numeri sicuri, i confini sarebbero chiusi almeno per un’altra settimana. Per le altre, possibili movimenti verso alcune regioni confinanti, a patto che esprimano contagi altrettanto bassi. Il terzo scenario ipotizza che già nei prossimi quattro o cinque giorni la curva peggiori, a causa delle riaperture di maggio. La proiezione dell’R con 0 al 3 giugno potrebbe lambire un livello di 0,9-1. A quel punto, l’esecutivo considererebbe addirittura una marcia indietro rispetto ad alcuni allentamenti già sanciti nelle scorse settimane.

CORONAVIRUS ITALIA – COSA È SUCCESSO IERI

Il bollettino della Protezione Civile del 22 maggio – Secondo il bollettino della Protezione civile aggiornato al 22 maggio sono 59.322 le persone attualmente positive al Coronavirus in Italia, 32.616 i decessi e 136.720 i guariti, per un totale di 228.658 casi. Dei 59.322 attuali positivi, 8.957 sono ricoverati in ospedale con sintomi, 595 necessitano di cure nei reparti di terapia intensiva, mentre 49.770 si trovano in isolamento domiciliare.

Inail: più di 43mila i contagi da Covid-19 sul lavoro e 171 morti – Secondo i dati forniti dall’Inail sono 43.399 i contagi da nuovo Coronavirus di origine professionale denunciati all’Inail tra la fine di febbraio e il 15 maggio, circa 6mila in più rispetto ai 37.352 della rilevazione del 4 maggio. I casi di infezione con esito mortale registrati nello stesso periodo sono 171, 42 in più rispetto al monitoraggio precedente, e circa la metà riguarda il personale sanitario e socio-assistenziale, con i tecnici della salute e i medici al primo posto tra le categorie più colpite Qui tutti i dettagli.

A Milano morti raddoppiati: +127 per cento – Secondo un rapporto dell’Ats Lombardia negli ospedali di Milano, durante l’epidemia da Coronavirus, è stato registrato un aumento delle morti pari al 117 per cento in più rispetto alla media di marzo e aprile dal 2016 ad oggi. Hanno perso la vita 2541 persone in più rispetto ai 4 anni precedenti nello stesso periodo. L’aumento di vittime del 117 per cento considera l’intera popolazione. Ancora più significativo quello che riguarda gli over 70 che è cresciuto del 127 per cento. Qui tutti i dettagli.

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