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Spostamenti tra regioni, le ipotesi: il 3 giugno ancora chiuse quelle a rischio

Il Ministro della Salute ha chiarito che "è presto per parlare della riapertura dei confini regionali". Si deciderà "alla fine della prossima settimana". Intanto si abbassano ovunque gli indici di contagio. Solo in Valle d'Aosta sopra il livello 1

Di Donato De Sena
Pubblicato il 23 Mag. 2020 alle 11:39
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Foto Ansa

Spostamenti tra regioni, le ipotesi: il 3 giugno ancora chiuse quelle a rischio

I casi di contagio di Coronavirus sono in calo in tutta Italia ma restano marcate le differenze da regione e regione. È quanto confermato ieri dai dati diffusi dal presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro facendo il punto sull’andamento dell’epidemia sul territorio nazionale. I nuovi malati sono in calo anche in Lombardia, il territorio più colpito, anche se non è possibile escludere un incremento nelle prossime settimane. La cautela resta dunque massima.

Dal report settimanale del monitoraggio sulla fase 2, messo a punto dall’Iss e illustrato in conferenza stampa emerge che l’indice di contagio Rt è segnalato sotto il valore 1 in tutte le regioni italiane tranne in Valle d’Aosta, dove si registra un valore pari a 1.06

Coronavirus, gli indici di contagio regione per regione

“La curva epidemica – ha dichiarato Brusaferro – è ancora in calo. Tanto più andremo a numeri di casi limitati, tanto i sensori saranno sensibili. Andranno interpretati per quello che veramente rappresentano. La lettura di singoli dati è fuorviante. Cresce quota asintomatici, le regioni si stanno attrezzando a fare tamponi. Troviamo soprattutto asintomatici. Italia sempre a tre velocità, anche se in tutto le regioni sono in decremento anche in Lombardia. La letalità è al 13,7”.

Per quanto riguarda la Valle d’Aosta l’indice di contagio fa registrare una oscillazione momentanea mentre in Lombardia c’è un decremento. Il dato valdostano viene comunque contestato dai responsabili regionali, secondo i quali “negli ultimi dieci giorni l’indice Rt in Valle d’Aosta è tra 0.5 e 0.6. Il calcolo è monitorato settimanalmente e anche pochi casi possono produrre una oscillazione. Ma possiamo senza dubbio affermare che l’indice di contagio Rt è marcatamente sotto l’1”.

Il presidente Iss ha spiegato che comunque l’indice di contagio Rt “non è una pagella ma uno strumento dinamico che ci aiuta a capire cosa succede e va letto con altri dati”. Si tratta infatti di uno dei 21 indicatori previsti dal ministero della Salute per il monitoraggio del contagio, e varia in questo momento dallo 0.17 della Calabria, il dato più basso, allo 0.71 del Lazio e 0.86 dell’Abruzzo. Si mostra cautamente ottimista il ministro della Salute Roberto Speranza, che ha dichiarato: “I dati sono al momento incoraggianti. Ci dicono che il Paese ha retto bene le prime aperture del 4 maggio. Ma guai a pensare che la partita sia vinta. Serve massima cautela. Basta poco per vanificare i sacrifici fatti finora”.

coronavirus contagio

Ecco gli indici Rt regione per regione: Abruzzo 0.86, Basilicata 0.63, Calabria 0.17, Campania 0.45, Emilia Romagna 0.49, Friuli Venezia Giulia 0.63, Lazio 0.71, Liguria 0.52, Lombardia 0.51, Marche 0.48, Molise 0.51, Piemonte 0.39, Bolzano 0.45, Trento 0.77, Puglia 0.56, Sardegna 0.27, Sicilia 0.69, Toscana 0.59, Umbria 0.53, Valle d’Aosta 1.06, Veneto 0.56.

Spostamenti tra regioni, Iss: “Indice Rt non può essere un criterio”

Brusaferro ha anche parlato degli spostamenti da una regione all’altra che saranno più agevoli a partire dal 3 giugno, e comunque vincolati ai dati epidemiologici. “Immaginare la mobilità tra le Regioni in funzione di un Rt che varia su base settimanale è chiaro che non può essere un criterio”, ha spiegato il presidente Iss. L’indice di contagio Rt “serve per capire la capacità del nostro sistema di intercettare precocemente gli spostamenti su base settimanale del contagio”.

“È un tema importante, l’obiettivo è affrontarlo in sicurezza e auspicabilmente con un numero di nuovi casi ancora più ridotto”, ha aggiunto Brusaferro. “Le modalità andranno affrontate man mano che ci avviciniamo a questo scenario, per capire anche le modalità di movimento. È anche poco pensabile che le persone si muovano con elicotteri da una Regione all’altra”.

Spostamenti tra regioni, Speranza: “Decisione tra 29 maggio e 1 giugno”

Per quanto riguarda gli spostamenti tra regioni possibili dal 3 giugno, il quadro non è ancora delineato. Il Comitato tecnico scientifico, come i ministeri della Salute e degli Affari regionali, hanno smentito la notizia che sarà possibile spostarsi nelle regioni con lo stesso indice di contagio. “È presto per parlare della riapertura dei confini regionali. Potremo decidere solo alla fine della prossima settimana, tra venerdì e il 1 giugno, quando conosceremo gli effetti delle riaperture del 18 maggi”, ha fatto sapere il ministro Speranza. Nel cronoprogramma della ripartenza la data del 3 giugno è cruciale per gli spostamenti interregionali ma è anche vero “che tutto dipenderà dagli indici di contagio che registreremo al momento della decisione”.

Le ipotesi

Le ipotesi per il 3 giugno sono diverse. Come spiega oggi Il Messaggero in un articolo a firma Alberto Gentili le regioni a rischio resteranno chiusi. “Se il quadro sarà rassicurante in tutte le Regioni, non ci saranno più limitazioni agli spostamenti, altrimenti si rinvierà di una settimana l’allentamento – ha spiegato al quotidiano romano una fonte di alto rango che segue il dossier – oppure, com’è più probabile, riapriranno i confini solamente le Regioni a basso indice di contagio, mentre resteranno chiuse per una o due settimane in più quelle con un tasso di rischio ancora alto”. Si tratta di una posizione espressa anche dal ministro degli Affari regionali. “Se i dati dovessero variare, se una Regione entra nella sfera di alto rischio non si apre, è evidente. Se si resta dentro il basso rischio sarà possibile la mobilità interregionale. I controlli sui dati saranno quotidiani”, ha dichiarato Francesco Boccia.

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