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Coronavirus, 2 morti in Sardegna: personale sanitario in fila per il tampone all’ospedale di Sassari

Di Redazione TPI
Pubblicato il 15 Mar. 2020 alle 21:42 Aggiornato il 15 Mar. 2020 alle 22:54
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Ospedale Santissima Annunziata di Sassari

La Sardegna, isolata da ieri dopo la sospensione del Ministero dei Trasporti dei collegamenti e dei trasporti ordinari, fa i primi drammatici conti con il Coronavirus: 80 i casi complessivamente finora, con un crescendo fra gli operatori sanitari degli ospedali di Sassari e Cagliari. E dopo la prima vittima di oggi, nel pomeriggio è arrivata la seconda. Bilancio: 2 decessi. Ma proprio in seguito a questi casi positivi al COVID-19, nel pomeriggio a Sassari decine di persone fra gli operatori sanitari dell’ospedale Santissima Annunziata si sono ammassate di fronte all’ingresso del pronto soccorso in attesa del tampone, per paura di aver contratto il Coronavirus.

Ieri a Sassari ha peraltro anche chiuso il reparto di Cardiologia, dove due pazienti sono risultati positivi e successivamente trasferiti al reparto delle malattie infettive. Uno fra questi, un uomo di 81 anni, era ricoverato da circa tra settimane ed è deceduto in mattinata. Nel pomeriggio poi la stoccata finale: 26 medici, infermieri e pazienti del reparto di Cardiologia sono risultati positivi al Coronavirus, generando ulteriore panico in Sardegna, come riporta la Nuova Sardegna.

Così tanti fra coloro che avevano avuto contatti con gli operatori sanitari o il personale medico di quel reparto si sono subito ammassati di fronte all’ospedale per fare il tampone, dando vita a un pericoloso assembramento in una condizione favorevole al contagio, fortemente sconsigliata dalle autorità in seguito alle disposizioni per fermare il Coronavirus.

La morte del paziente 1 | Coronavirus Sardegna

La giornata si è aperta con la notizia che più si temeva, anche se la famiglia era stata allertata già da ieri sera: la morte del paziente 1. Era un imprenditore molto conosciuto Cagliari, Carlo T., 42 anni: gestiva un locale in centro e si era ammalato al rientro dalla Fiera della birra di Rimini dal 15 al 18 febbraio scorso, dov’era stato per lavoro. Dopo la notizia del contagio, accertato ai primi di marzo dopo il ricovero all’ospedale Santissima Trinità di Cagliari avvenuto il 29 febbraio, in città si era scatenata la caccia all’untore. Qualcuno aveva persino diffuso sulle chat Whatsapp foto del giovane imprenditore e del locale, rendendo identificabili lui e la sua famiglia.

In realtà l’uomo non aveva più messo piede nel suo storico pub dopo il rientro in Sardegna: aveva fatto una tappa ad Alghero e poi era andato a casa. Le sue condizioni si erano aggravate per i sintomi di una polmonite batterica, ma il contagio da Covid-19 non e’ stato riconosciuto immediatamente, tanto che dal paziente 1 il virus si e’ diffuso a operatori sanitari venuti a contatto con lui nei primi giorni: tra loro, due soccorritori del 118 che l’avevano raggiunto a casa per portarlo in ospedale e un infettivologo. La moglie e il figlio piccolo, che non ha ancora compiuto un anno, erano stati sottoposti al tampone e trovati negativi. Per loro era scattata comunque la misura dell’isolamento domiciliare. Nel frattempo Carlo, intubato, lottava contro una polmonite batterica e da Covid-19. Le sue condizioni sono diventate sempre più critiche, tanto da indurre i medici a sottoporlo a dialisi.

Coronavirus: ecco le nuove regole per viaggiare in Sardegna

È in corso di pubblicazione l’ordinanza, la numero 9 del 14 marzo, con cui il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas attua il decreto del Mit sullo stop del traffico passeggeri via mare e le limitazioni a quello in aereo per contrastare e prevenire la diffusione del Covid-19 nell’isola. L’ordinanza, valida sino al 25 marzo prossimo, salvo proroga, stabilisce che “il traffico passeggeri su linee marittime da e per la Sardegna è sospeso fino al 25 marzo 2020″. “È fatta salva”, si legge nella bozza, “esclusivamente per dimostrate ed improrogabili esigenze, la possibilità di richiedere autorizzazione all’imbarco nei casi previsti” dal decreto governativo dell’8 marzo scorso, cioè comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità; spostamenti per motivi di salute; rientro al proprio domicilio, abitazione o residenza.

Chi si trova in queste condizioni e intende imbarcarsi sulle navi in linea tra la Sardegna e i porti della penisola e viceversa è tenuto a presentare richiesta di autorizzazione preventiva con almeno 48 ore di anticipo sulla prevista partenza secondo un modello allegato all’ordinanza, da compilare e inviare per via telematica, in conformità a quanto indicato nella sezione ‘Nuovo Coronavirus’ della homepage del sito istituzionale della Regione Sardegna, assieme all’autocertificazione attestante la propria personale condizione. Il Presidente della Regione, anche in qualità di Autorità sanitaria regionale, si avvale di un’apposita struttura presso la Direzione Generale della Protezione Civile per l’istruttoria delle domande e il rilascio delle autorizzazioni, che verranno comunicate esclusivamente all’indirizzo di posta elettronica del richiedente entro 12 ore dalla partenza, prevede l’ordinanza. Il passeggero dovrà presentare copia dell’autorizzazione rilasciata assieme alla carta d’imbarco e a un documento d’identità in corso di validità. “La compagnia di navigazione, con l’ausilio degli addetti a ciò preposti dalla Regione anche in collaborazione con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna e – nell’ambito del servizio istituzionalmente reso – dalle forze dell’ordine ivi presenti, verifica preliminarmente all’imbarco il possesso delle autorizzazioni. In caso di impossibilità di imbarco delle sole unità di carico isolate, le esigenze d’imbarco degli autisti di mezzi guidati adibiti al trasporto merci rientrano in una delle deroghe previste. Il traffico aereo passeggeri da e per la Sardegna è garantito fino al 25 marzo esclusivamente dall’aeroporto di Cagliari per dimostrate ed improrogabili esigenze. In particolare, è fatta salva la possibilità di autorizzare l’imbarco di passeggeri sembre nei casi di deroghe sopra indicati. Le procedure per chiedere l’autorizzazione sono le stesse previste per i trasporti marittimi.

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