Coronavirus:
positivi 13.428
deceduti 34.938
guariti 194.273

Coronavirus, il farmaco sperimentale italiano Mavrilimumab riduce la mortalità

Di Anna Ditta
Pubblicato il 17 Giu. 2020 alle 21:46 Aggiornato il 17 Giu. 2020 alle 21:49
511
Immagine di copertina
Credits: Ansa

Coronavirus, il farmaco sperimentale italiano Mavrilimumab riduce la mortalità

Un nuovo studio clinico dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, pubblicato sulla rivista Lancet Rheumatology, ha rilevato che l’anticorpo monoclonale mavrilimumab sembra essere efficace nel trattamento di pazienti affetti da Covid-19 con polmonite e iper-infiammazione sistemica in corso. A condurre la ricerca è Giacomo De Luca, reumatologo, con il coordinamento di Lorenzo Dagna, docente dell’Università Vita-Salute San Raffaele e primario dell’Unità Clinica di Immunologia, Reumatologia, Allergologia e Malattie Rare.

La sperimentazione fa parte del maxi studio clinico osservazionale su Covid-19 coordinato da Alberto Zangrillo, prorettore dell’Università Vita-Salute San Raffaele e direttore delle Unità di Anestesia e Rianimazione Generale e Cardio-Toraco-Vascolare, e da Fabio Ciceri, vice direttore scientifico per la ricerca clinica e docente di Ematologia e Trapianto di Midollo dell’ateneo. Lo studio è stato condotto su 39 pazienti con polmonite e infiammazione sistemica in corso, non sottoposti a ventilazione meccanica e ricoverati presso il San Raffaele di Milano tra marzo e aprile.

I risultati dello studio sono molto incoraggianti, nei pazienti trattati con mavrilimumab, dopo 28 giorni si è registrato un miglioramento clinico nel 100 per cento dei casi, rispetto al 65 per cento del gruppo di controllo. Un solo paziente ha avuto necessità (peraltro solo momentanea) di ventilazione meccanica, corrispondente all’8 per cento dei trattati, rispetto al 35 per cento dei pazienti del gruppo di controllo ma soprattutto non si è registrato nessun decesso tra le persone che hanno ricevuto mavrilimumab, mentre nel gruppo di controllo il 27 per cento dei pazienti non è purtroppo sopravvissuto alla malattia.

“Siamo stati in grado di dimettere i pazienti trattati con mavrilimumab in media 10 giorni prima rispetto al gruppo di controllo. Lo studio dimostra ancora una volta che la componente infiammatoria di Covid-19 gioca un ruolo fondamentale nelle forme gravi della malattia. Agire precocemente su questa componente  può fare la differenza”, spiega De Luca, primo nome dello studio, in una dichiarazione riportata da Agi. Mavrilimumab è un farmaco sperimentale ad azione immuno-soppressiva. Agisce bloccando una molecola, chiamata GM-CSF, che viene prodotta dal sistema immunitario e costituisce uno dei primi anelli della catena infiammatoria. Il farmaco è al momento in sperimentazione per l’arterite a cellule giganti e uno dei centri coinvolti è proprio il San Raffaele, con il gruppo di Dagna.

CORONAVIRUS ULTIME NOTIZIE: TUTTI I NUMERI

Leggi anche: 1. Ospedale di Alzano, ci sono i primi due indagati per la gestione del pronto soccorso / 2. Ospedale di Alzano, l’avvocato dei familiari delle vittime: “Andava chiuso, ora chi ha sbagliato paghi” / 3. “I medici rischiano di trasformarsi da eroi a imputati”: l’intervista doppia di TPI a un medico e a un penalista

4. Firenze, donna positiva in ospedale: si teme nuovo focolaio di Coronavirus / 5. Rsd e Rsa equiparate, la denuncia: “Per tutti è la fase 3, mentre i ragazzi disabili sono stati dimenticati” / 6. Intera famiglia scopre “per caso” di essere positiva al Coronavirus dopo un incidente stradale

TUTTE LE ULTIME NOTIZIE SUL CORONAVIRUS IN ITALIA E NEL MONDO

511
Accesso

Se non ricordi la tua password o in precedenza usavi un account social (Facebook, Google) per accedere, richiedi una nuova password.