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Coronavirus: primi due casi accertati in Italia, chiuso traffico aereo da e per la Cina

Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 30 Gen. 2020 alle 22:23 Aggiornato il 31 Gen. 2020 alle 14:35
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Coronavirus: primi due casi accertati in Italia, chiuso traffico aereo da e per la Cina

In Italia sono stati accertati i primi due casi di coronavirus: la ha dichiarato il premier Conte che ha anche annunciato la chiusura del traffico aereo da e per la Cina.

“I due casi accertati sono due turisti cinesi che sono venuti nel nostro paese, i primi due casi accertati di Coronavirus”: sono state le parole del presidente del Consiglio nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo Chigi.

“Siamo vigili e molto attenti: non ci siamo fatti trovare impreparati” ha aggiunto il premier, che poi ha annunciato la chiusura del traffico aereo da e per la Cina.

Secondo quanto appreso, i due turisti cinesi sarebbero gli stessi che erano stati ricoverati nella mattinata di giovedì 30 gennaio all’ospedale Spallanzani di Roma e che alloggiavano nell’hotel Palatino, situato in via Cavour, a Roma.

Presso la stessa struttura, sono state messe sotto osservazione le 21 persone che componevano la comitiva di turisti di cui facevano parte i due cinesi, e con la quale avevano già visitato altre città d’Italia. (qui le tappe della comitiva in Italia).

“Al momento risultano ricoverati presso il nostro istituto due pazienti, moglie di 65 anni e marito di 66 anni. La moglie è in condizioni discrete, con interessamento polmonare e un po’ di febbre. Il marito ha un interessamento polmonare più pronunciato”, ha detto il dottor Emanuele Nicastri, medico dello Spallanzani di Roma, durante la conferenza stampa che si è tenuta intorno alle 14.15 presso l’Istituto specializzato nella cura delle malattie infettive.

In tutto sono ricoverati 12 pazienti provenienti dalle zone della Cina, per l’esecuzione del test. Altri 9 sono stati isolati e già dimessi dopo il risultato negativo. Altri 20 asintomatici che hanno avuto contatti primari con la coppia sono in osservazione.

Allo Spallanzani si trova anche un cittadino rumeno, operaio manutentore presso l’hotel Palatino di Roma, sul quale sono in corso le verifiche del caso. L’operaio, secondo quanto sottolineato durante la conferenza stampa, “non ha avuto contatti diretti con la coppia risultata positiva al coronavirus”.

I due cittadini cinesi, a quanto pare, si trovavano in Italia da circa 10 giorni. I turisti, che provengono da Wuhan, città considerata il centro dell’epidemia, sono arrivati a Milano e, dopo alcune tappe, sono giunti a Roma dove, come detto, hanno soggiornato all’hotel Palatino, in via Cavour, tra la stazione Termini e i Fori Imperiali.

Come precisato dall’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, i due cinesi affetti dal coronavirus non si sono fermati a Milano dopo essere atterrati a Malpensa il 23 gennaio scorso. La coppia di cinesi, a quanto si apprende, si sarebbe diretta a Verona.

Nella serata di mercoledì 29 gennaio si sono sentiti male e, visti i sintomi che presentavano, sono stati ricoverati all’ospedale Spallanzani di Roma, specializzato nella cura delle malattie infettive.

La stanza dove i due hanno pernottato è stata sigillata e sarà controllata nelle prossime ore dalla Asl, così come anche dichiarato dalla regione Lazio, che in una nota ha scritto: “È già stata attivata la sorveglianza sanitaria per le persone venute in contatto con la coppia ricoverata all’Istituto Nazionale Malattie Infettive Spallanzani. Sono scattate tutte le misure previste dai protocolli sia per quanto riguarda alcune persone dell’albergo, sia per gli altri componenti del gruppo di turisti. Al momento sono tutti asintomatici e non destano preoccupazione”.

“Per superare il rischio di panico e allarme non c’è altro che fidarsi delle autorità competenti – ha aggiunto Conte –  Posso assicurarvi che in questo momento siamo in Italia nella linea di massimo rigore in funzione preventiva. Siamo nella condizione di poter tranquillizzare tutti i cittadini. La situazione è assolutamente sotto controllo. Ma non significa che ci stiamo appagando nelle prime misure”.

Insieme al presidente del Consiglio Giuseppe Conte è intervenuto anche il ministro della Sanità Roberto Speranza, che ha dichiarato: “La situazione è seria, ma non bisogna fare allarmismi, la situazione è totalmente sotto controllo”.

“Il sistema sanitario italiano è uno dei migliori del mondo, voglio ringraziare i medici e gli infermieri che anche con il coordinamento con le Regioni ci consentono di assicurare la giusta sicurezza ai nostri cittadini. In queste ore faremo tutte le verifiche del caso per tracciare il percorso di queste due persone nel nostro Paese e ci sono tutte le condizioni per riconoscere che la situazione è sotto controllo: queste due persone sono in isolamento allo Spallanzani”.

La notizia dei casi accertati in Italia arriva poche ore dopo le parole del direttore dell’Oms, l’Organizzazione mondiale della Sanità, che ha dichiarato l’emergenza globale.

La comitiva di cui facevano parte i due turisti cinesi è stata individuata e posta sotto osservazione all’ospedale Spallanzani. Ventuno persone in tutto.

Secondo quanto affermato da Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’ospedale Spallanzani di Roma, “non dovrebbero esserci stati altri contagi”. “I cittadini devono stare tranquilli – spiega – perché il rischio reale di trasmissione si verifica con persone sintomatiche. Appena i due turisti hanno avuto i sintomi sono state seguite tutte le procedure. Siamo quasi del tutto tranquilli che non ci siano stati altri contagi”.

“Di norma – sottolinea Ippolito – l’infezione viene trasmessa solo da persone che hanno i sintomi. Durante l’incubazione non si trasmette il virus a meno di eccezioni. Siamo ragionevolmente tranquilli”.

I casi erano attesi secondo il direttore dello Spallanzani: “Ci aspettavamo questi casi, eravamo preparati. Li abbiamo identificati precocemente e isolati. I pazienti sono in buone condizioni, sono giovani, con un quadro da normale influenza. Non c’è terapia per questa infezione, i pazienti vengono trattati con farmaci sintomatici esattamente come per l’influenza”.

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