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Gli chef stellati Cerea cucineranno gratis per i malati di Coronavirus ricoverati nell’ospedale da campo di Bergamo

Di Selvaggia Lucarelli
Pubblicato il 18 Mar. 2020 alle 17:39 Aggiornato il 18 Mar. 2020 alle 18:19
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Immagine di copertina
Chicco e Bobo Cerea

La situazione sanitaria a Bergamo, come abbiamo raccontato con questo video, è veramente durissima. Da domani comincerà ad essere operativo l’ospedale da campo degli Alpini predisposto dalla Protezione Civile all’interno della Fiera di Bergamo. Tuttavia, al netto del dislocamento del personale sanitario, c’è un altro aspetto a cui spesso, parlando di ospedali, non si pensa: i pasti. Nella nuova struttura temporanea verranno ospitati fino a 230 infetti da Coronavirus, il che significa 690 pasti al giorno divisi tra colazione, pranzo e cena. Una quantità davvero impegnativa anche per i migliori professionisti.

A Bergamo, però, a scendere in campo, sono stati davvero i migliori. Ovvero i fratelli Cerea: Chicco e Bobo, titolari del celebre ristorante Da Vittorio di Brusaporto, tre stelle Michelin e una delle mete gastronomiche più ambite del mondo. Lo fa sapere lo stesso Chicco in un videomessaggio comparso sulla pagina Facebook del ristorante, nel quale chiede un aiuto preciso. “Abbiamo deciso di contribuire attivamente all’organizzazione delle attività, offrendoci volontari per la preparazione pasti. Tuttavia, chiediamo un aiuto concreto a tutti voi. Tutti coloro che ne hanno la possibilità, dai ristoratori, ai titolari di negozi o aziende di generi alimentari o affini, è gentilmente invitato ad offrire degli approvvigionamenti. Se pensi di poter essere d’aiuto, ti invitiamo a contattare Graziano al numero +39 335 8174540”.

Servono derrate alimentari, fresche, congelate, inscatolate, di qualsiasi genere, in una quantità tale da poter nutrire centinaia di persone tutti i giorni. I Cerea saranno al comando dei fornelli, con tutto il loro staff. Proprio come il celebre chef americano Jose Andres che, da dieci anni, cucina per le comunità colpite da calamità naturali e che proprio adesso sta sfamando la comunità newyorkese nel Bronx e nel Queens, dove migliaia di persone sono rimaste senza soldi e cibo a causa della chiusura delle attività proprio per il Coronavirus.

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