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“Fai attenzione quando rientri a casa”: il cartello dei condomini contro la dottoressa che cura i contagiati dal Coronavirus. L’ospedale: “Atto vergognoso”

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“Fai attenzione quando rientri a casa”: il cartello dei condomini contro la dottoressa che cura i contagiati dal Coronavirus. L’ospedale: “Atto vergognoso”

Anche se è molto facile, nel corso di questa gravissima emergenza sanitaria dovuta al diffondersi del Coronavirus, farsi prendere dall’ansia e dal panico, è necessario non cadere in comportamenti irrazionali. E, soprattutto, rispettare tutti coloro che sono impegnati in prima linea per contrastare questa pandemia e curare le persone ammalate. Un rispetto che è mancato ad una dottoressa di Pisa che un giorno, tornando a casa dopo uno dei massacranti turni in ospedale, si è trovata di fronte a un cartello affisso all’interno del condominio dove vive. Il cartello la invitava – come se la donna non ne fosse già abbastanza cosciente – a prestare “le massime precauzioni” nell’utilizzo degli “spazi comuni” del palazzo, dato che al suo interno vivono “una bambina di 6 mesi una signora ultraottantenne”.

Una sorta di gogna pubblica per la dottoressa, uno dei medici impegnati in un reparto che si prende cura dei pazienti affetti dal Covid-19, che ha scatenato la dura reazione della struttura ospedaliera di Cisanello dove la donna presta servizio. “Questo è un atto vergognoso, che non può passare sotto silenzio. Quando i medici lasciano l’ospedale, tutto avviene in sicurezza e ogni ambiente viene igienizzato e sanificato”, hanno dichiarato Stefano e Marco Taddei, rispettivamente ordinario di Medicina e direttore della clinica medica 1 Universitaria e direttore di Medicina 4 dell’ospedale, attaccando gli autori di quel cartello.

Leggi anche: 1. Il virus riscrive l’autobiografia della nazione (di Marco Revelli) / 2. Coronavirus, tamponi per asintomatici? Solo ai privilegiati. Così prolifera il business dei test privati

3. Coronavirus, parla la fidanzata di Rugani della Juve: “Il tampone? Sono venuti a farmelo a casa. Nessuna via preferenziale, il trattamento è uguale per tutti” (di Giulio Gambino) / 4. Lo sfogo di un medico a TPI: “Se la Lombardia non cambia strategia, la gente continuerà a morire”(di Selvaggia Lucarelli)

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