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Un braccialetto che vibra e si illumina se i bambini non rispettano il distanziamento: l’idea di un asilo nel Varesotto. Ma è polemica

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 8 Mag. 2020 alle 08:16 Aggiornato il 8 Mag. 2020 alle 08:17
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Immagine di copertina
Credits: Pixabay

Braccialetto che vibra se bambini dell’asilo non rispettano distanziamento: è polemica

Un braccialetto elettronico che aiuta i bambini dell’asilo a mantenere il distanziamento sociale, perché vibra e si illumina quando si è troppo vicini alle altre persone rischiando di alimentare i contagi da Coronavirus. L’idea di realizzare questo strumento è venuta al presidente di una scuola dell’infanzia di Castellanza, nel Varesotto: un modo per cercare di garantire condizioni di sicurezza ai bambini in vista di un’eventuale riapertura dell’istituto. Eppure, l’idea dei braccialetti hi-tech scatena anche qualche polemica, soprattutto da parte di chi ritiene che limitare i contatti per un bambino di quell’età equivalga a limitare il suo diritto alla socializzazione.

Il presidente della scuola “Eugenio Cantoni” di Castellanza, Fabio Morandi, non si tira però indietro. “Il funzionamento del braccialetto – ha raccontato – verrà spiegato ai bambini dalle maestre con l’aiuto della nostra psicologa. Stiamo già studiando le metodologie più adatte, in modo che vivano il tutto come un gioco e questo per loro non diventi un motivo di ansia”. Morandi ha dichiarato di aver ordinato 200 braccialetti da un’azienda di Bari e che li indosseranno tutti, “dai piccoli in classe alle maestre, dalle cuoche alle addette alle pulizie”. Il braccialetto, tuttavia, non sarà gratuito: “Il costo per le famiglie – ha assicurato Morandi – sarà minimo. Si parla di pochi euro al mese”.

Il braccialetto elettronico, inoltre, può avere un secondo utilizzo molto importante: monitorare tutti i contatti avuti da chi lo indossa. Ciò comporta una maggiore facilità nel capire, in caso di un bambino o un insegnante che risulta positivo al Coronavirus, chi è stato vicino alla persona in questione e per quanto tempo. Morandi ha inoltre detto che l’idea del braccialetto che vibra e si illumina ha ispirato anche altre scuole in Italia, che stanno chiedendo informazioni per avviare un’iniziativa analoga. “Il lavoro che stiamo facendo – ha concluso il presidente dell’asilo – è ben più ampio e comprende la stesura di protocolli sanitari ad hoc e una rimodulazione degli spazi. Ci siamo basati sulle linee guida che stanno usando in Francia e Germania, dove si parla già della riapertura degli asili, mentre da noi il governo non si sbilancia”.

L’iniziativa, però, non ha trovato solo pareri favorevoli. Interpellata da Fanpage, la coordinatrice pedagogica e presidente del comitato “EduChiAmo” Cinzia D’Alessandro ha sottolineato anche quali possono essere i pericoli di questo strumento tecnologico, soprattutto per i bambini dai 3 ai 6 anni: “Un dispositivo del genere viola i diritti di crescita del bambini perché condiziona la libertà del bambino di poter incontrare l’altro e lo fa incutendo paura. Così impediamo ai piccoli di attuare il gioco libero con gli altri che è fondamentale per lo sviluppo tutti i processi di crescita psicofisici ed emozionali. Riprendere il contatto con i propri coetanei, ma farlo con questi dispositivi, è mostruoso, sembra un film di fantascienza. E il nostro ruolo di educatori viene praticamente ridimensionato a quello di secondini che controllano. Pensare di vietare loro la socializzazione è dannoso: a questo punto è meglio tenerle le chiuse le scuole”.”.

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