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“Salvini si appropria indebitamente del lavoro di poliziotti e carabinieri”: il sindacato di Polizia Silp-Cgil

Daniele Tissone, Segretario generale sindacato di polizia Silp Cgil, commenta a TPI gli ultimi fatti di cronaca, ma anche gli episodi che hanno riguardato la rimozione degli striscioni, le dichiarazioni del ministro dell'Interno Matteo Salvini

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Sgoccioli di campagna elettorale pre elezioni, comizi in televisione, dirette Facebook e manifestazioni in piazza: gli animi sono accesi e sempre più frequentemente gli scontri sfociano in violenza.

Gli episodi di Bologna – con una donna buttata a terra dalle forze di polizia dopo che la stessa ha provato a forzare il cordone dei poliziotti per raggiungere i militanti di Forza Nuova – e di Firenze, dove una ragazza è stata presa a manganellate e allontanata dalle telecamere, sono la prova che il corto circuito è ormai in atto e la tensione è alta.

“La contesa politica che si manifesta in uno stesso luogo dà adito a una situazione di difficoltà nella gestione dell’ordine pubblico. Detto ciò, i comportamenti dei singoli vanno presi all’interno del contesto, se qualcuno ha sbagliato verranno aperti dei procedimenti disciplinari. Se una persona manifesta pacificamente e poi all’interno di quel corteo altre persone cercano di creare scompiglio, mantenere l’ordine pubblico diventa complicato. L’obiettivo del funzionario dell’ordine pubblico deve restare quello di tutelare chi manifesta pacificamente”.

salvini polizia di stato | Salerno, finge di fare una foto con Salvini: “Non siamo più terroni di merda?” | VIDEO

Così parla a TPI Daniele Tissone, Segretario generale sindacato di polizia Silp Cgil, con il quale abbiamo commentato gli ultimi fatti di cronaca, ma anche gli episodi che hanno riguardato la rimozione degli striscioni, le dichiarazioni del ministro dell’Interno Matteo Salvini e la condizione degli operatori dell’ordine pubblico e della sicurezza.

“Il punto focale è la credibilità, il gradimento verso le forze dell’ordine è sempre in un equilibro delicato in cui la polizia può perdere credibilità. Basti pensare al caso Aldovrandi, al caso Cucchi, dove per il comportamento di pochi, la pagano in molti”, afferma Tissone.

Cosa pensa degli episodi di violenza in piazza sempre più frequenti?

La gestione dell’ordine pubblico è un ambito delicatissimo, dove oltre alle regole deve esserci buon senso. Ma su questo punto farei un passo indietro: da quando è stata sdoganata Casapound – cosa che in primis ha fatto Salvini prima di diventare ministro, portando Casapound sul palco – c’è stato un avvicinamento a queste formazioni di estrema destra da parte di alcuni partiti che oggi siedono al Parlamento.

salvini polizia di stato | > Gli agenti di polizia sono rimasti senza divise: il governo ha tagliato i fondi

Questo è stato un primo elemento di criticità: è noto che Casapound abbia delle organizzazioni antagoniste. Quando queste si incontrano in piazza, si crea il terreno fertile per situazioni complicate da gestire. Un altro elemento riguarda la moltiplicazione del numero delle sedi di questi gruppi estremisti e al contempo comportamenti che portano in criticità il sistema.

A cosa si riferisce?

Anche al fatto che il ministro dell’Interno ha cominciato a indossare le divise.

Un politico, un ministro dell’Interno che mette la divisa può essere mal interpretato. Tutto alla fine concorre a far pensare che la polizia possa essere di parte.

Cosa pensa della rimozioni degli striscioni di protesta? Le polemiche sulla libertà di espressione sono state numerose.

Lo striscione, in periodo elettorale, può essere visto come una turbativa, non è la prima volta che vengono rimossi gli striscioni. Personalmente alcuni striscioni che ho visto rimossi non erano così eccessivi, è anche vero che la responsabilità rispetto alla rimozione o meno degli striscioni pende in capo al dirigente. Se ritiene che possa portare a una turbativa, ne dispone la rimozione. Può anche sbagliare, ma se ne assume la paternità.

salvini polizia di stato | Bologna, scontri polizia-collettivi durante il comizio di Forza Nuova

Come commenta l’atteggiamento del ministro che a Torino rimprovera il poliziotto dal palco del suo comizio?

Non è la prima volta che abbiamo come ministro dell’Interno un capo di un partito. Ma quando un ministro dell’Interno si muove come esponente di una forza politica, dovrebbe essere egli stesso ad adottare atteggiamenti più ponderati, che non mettano in imbarazzo le forze dell’ordine.

L’essersi rivolto a quel poliziotto in quella circostanza, fa porre la domanda: lo ha fatto da ministro, da poliziotto? Come ha interpretato questa esternazione il poliziotto?

Anche quando a Salerno Salvini (infastidito dal gesto di una ragazza che gli aveva fatto uno scherzo durante un selfie, ndr) dice alle forze di polizia “prendete il telefonino alla ragazza che fa il selfie”, rischiamo di mettere in difficoltà e in imbarazzo gli operatori della polizia, perché si trovano sì di fronte a un rappresentante di un partito politico ma sopratutto davanti al ministro dell’Interno.

Si sta andando oltre?

Ricordo che il ministro dell’Interno ha delle responsabilità nella gestione dell’ordine e della sicurezza pubblica nel Paese, egli è autorità nazionale di pubblica sicurezza.

Si sta creando nel Paese un clima di contrapposizione che chiede alle forze di polizia uno sforzo di equilibrio non comune. Se poi passa il messaggio che le forze di polizia sono al servizio di qualcuno, il lavoro degli operatori diventa sempre più difficile e rischioso.

Ricevo messaggi di cittadini che mi chiedono cosa sta succedendo, che si lamentano dei toni molto alti. Sono preoccupati per gli scontri nelle piazze. Io credo che ci sia un’elevata profesionalità nella gestione dell’ordine pubblico, è chiaro che ci sono delle criticità, in una campagna elettorale come questa e con toni che sono saliti in questo modo.

L’ordine pubblico non può diventare una sorta di argomento per la politica e di contrasto politico. Se la sicurezza diventa un tema di campagna elettorale, se si alimenta la paura alzando la percezione dell’insicurezza – nonostante i reati siano diminuiti – si fa un gioco politico. La sicurezza non deve essere appaltata da una sola forza politica.

Qual è corto circuito?

I toni sarebbero da abbassare di molto. Il ministro dell’Interno fa una cosa sbagliata: si appropria del lavoro e dell’attività di poliziotti, magistrati, carabinieri. Come fossero opera del suo governo.

Vorrei ricordare che oggi, nel 2019, il governo Salvini porterà sì e no circa 300 poliziotti in più rispetto a quelli presenti. Gli altri sono frutto dei vecchi stanziamenti. Anche quello che è arrivato oggi in termini di riconoscimento contrattuale è frutto degli stanziamenti del passato governo.

Sono 5 mesi che abbiamo il contratto scaduto, non è stato rinnovato. Questo governo che dice di dedicare una particolare attenzione a donne e uomini in divisa, non dà poi ai poliziotti i soldi necessari per il rinnovo del contratto. Salvini ha stanziato un milardo e 700 milioni di euro, il passato governo aveva messo a disposizione quasi 2 miliardi di euro. L’interesse di parte non deve prevalere.

Qual è il sentimento degli operatori?

C’è una parte che è in attesa che quanto dichiarato da Salvini si concretizzi. C’è una certa aspettativa. Ma non è vestendo la divisa da poliziotto che puoi dare una risposta, servono i soldi sufficienti per un contratto dignitoso. Siamo sotto organico di molte unità e con un’eta anagrafica media che è la più alta d’Europa.

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