“T’infilo il manganello nell’ano”: polizia aggredisce una manifestante al comizio di Salvini

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 20 Mag. 2019 alle 18:35 Aggiornato il 21 Mag. 2019 alle 12:20
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Immagine di copertina
La foto pubblicata da una ragazza aggredita dalla polizia a Firenze. Credit: Facebook/Firenze dal basso

Salvini Firenze scontri polizia donna

Matteo Salvini ha fatto tappa a Firenze, domenica 19 maggio. Ad accoglierlo, oltre ai suoi sostenitori, anche migliaia di manifestanti pronti a protestare contro la politica portata avanti dal ministro dell’Interno e vicepremier leghista.

I manifestanti, come succede ormai in tutti gli appuntamenti elettorali di Salvini, sono stati chiusi da un cordone di forze dell’ordine in tenuta antisommossa. In diverse occasioni gli attivisti hanno cercato di forzare il cordone a Piazza Strozzi, ma sono stati sistematicamente respinti dai poliziotti.

Due le cariche degli agenti contro i manifestanti. Durante gli scontri alcuni attivisti sono rimasti feriti e a denunciare quanto accaduto a Firenze è la pagina Facebook Firenze dal Basso, in cui si legge la testimonianza agghiacciante di una donna, accompagnata dalle fotografie dei segni delle aggressioni subite.

“Ieri 19 Maggio durante una carica di ‘alleggerimento’ delle forze dell’ordine di Matteo Salvini sono stata presa e trascinata fuori dalla folla, dietro ai giornalisti, tre agenti (a cui se ne sono aggiunti 2 successivamente) mi hanno preso e buttata a terra, presa a manganellate e trascinata lontano dalle telecamere per il collo fino quasi a non avere più respiro, messa a terra, minacciata di infilarmi ‘il manganello nell’ano se non stavo ferma’”, si legge nel post.

“Immobilizzata, identificata, sono stati rilasciata perché ‘il pezzo grosso’ ha dichiarato che non avevo fatto niente e che stavano esagerando. Umiliata, con i vestiti a brandelli sono stata rilanciata nella folla senza nessun rispetto”, continua il post.

“Quello che è successo ieri fa male al cuore, alla speranza, alla voglia di esserci, di manifestare i propri pensieri e il proprio dissenso dal disastro che si sta creando.  Non dimenticherò mai lo sguardo dell’agente che mi ha assalito. Il suo sorriso, la sua soddisfazione nell’esercitare un potere forte, mero, privo di animo, su esseri umani che lottano ogni giorno per un mondo diverso mi ha sconvolto e addolorato più di ogni altra cosa. L’umanità perduta, il sopruso sessuale su una donna, il calpestare la dignità altrui.Se questo è un uomo”.

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