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Vuelta a Espana 2026: Landa ritrova la vittoria nel giorno della consacrazione di Mas

Immagine di copertina
Credit: AGF

Il basco Mikel Landa (Soudal Quick Step) ha vinto per distacco la ventesima tappa della 81ma Vuelta a Espana che ha portato i corridori attraverso 187 chilometri, comprendenti 4.800 metri di dislivello, da La Calahorra in cima al Collado del Alguacil. Lo scalatore iberico, tornato alla vittoria dopo 1862 giorni d’astinenza, ha coperto la distanza nel tempo di 4h58’01” alla media di 37,6 kmh. Al secondo posto, staccato di 47”, si è classificato il norvegese Tobias Johannessen (Uno-X Monility) che ha preceduto il fiammingo Ramses Debruyne, giunto terzo a 1’27”. Resta invariata nei piazzamenti, pur con distacchi modificati, la classifica generale. Domattina Enric Mas (Movistar Team) prenderà il via per l’ultima frazione con 2’15” sullo sloveno Primoz Roglic (Red Bull Bora Hansgrohe) e 2’44” sull’austriaco Felix Gall (Decathlon CMA CGM Team).

Dopo il deludente spettacolo di ieri, oggi si è assistito a una corsa caotica ancorché divertente. Merito di ciò va dato a due formazioni che, fin da subito, hanno animato la gara. La Uno-X Mobility ha mandato all’attacco l’intero organico al punto che, dopo 20 chilometri, dei 12 battistrada, metà erano componenti della formazione scandinava. La Visma Lease a Bike, con un Wout Van Aert semplicemente stellare, ha corso con grande sagacia tattica con due obiettivi ben precisi. Il primo, quello di far vincere al fuoriclasse fiammingo la classifica degli scalatori, in aggiunta a quella a punti già blindata, è fallito di poco; il secondo, quello di far guadagnare posizioni in graduatoria a Sepp Kuss, è pienamente riuscito con il vincitore della Vuelta 2023 che è risalito dall’11° al quinto posto nella classifica generale.

I due episodi che hanno segnato la frazione odierna sono avvenuti nella seconda scalata del Puerto de El Purche, ai meno 60 dal traguardo. Kuss è partito dal gruppo degli uomini di classifica. Agevolato dal disinteresse di Mas e dai compagni di squadra, Van Aert, il francese Bruno Armirail e il norvegese Jorgen Nordhagen, dislocati nei gruppetti in avanscoperta, lo statunitense ha messo in atto la rimonta che, all’inizio della salita conclusiva, sembrava potesse addirittura portarlo a ribaltare la corsa. Più avanti, intanto, Landa, rispolverando la classe che ne hanno fatto uno dei grandi scalatori del passato decennio, è rientrato sui battistrada.

All’inizio della penultima erta, il Puerto de El Duque, sono rimasti davanti in tre: Debruyne, Johannessen e Landa. Dietro, Mas, Roglic e Gall hanno rallentato l’andatura al punto da far pensare che Kuss potesse veramente rivoluzionare la classifica. L’imbocco del Collado del Alguacil, a 8.000 metri dall’arrivo, ha restituito senso alla gara. Landa si è liberato facilmente dei suoi due compagni d’avventura mentre, nella lotta per la maglia roja, Roglic ha provato, senza successo, a mettere in difficoltà Mas. Impresa questa, riuscita, invece, a Gall che, scattando ai meno tre dal traguardo ha messo in leggera difficoltà la maglia roja e in ambasce ben maggiori lo sloveno che, alla fine, è riuscito a salvare il secondo posto in classifica generale per soli 29”. Landa, in lacrime sul traguardo, ha colto, a 11 anni di distanza, il suo secondo successo alla Vuelta, in una giornata memorabile per il ciclismo iberico che tra 24 ore, con il trionfo di Mas, porrà fine al più lungo digiuno nella storia della corsa di casa a 12 anni dal terzo e ultimo successo di Alberto Contador nel 2014.

Domani sera, nel tramonto dorato dell’Alhambra di Granada, calerà il sipario sulla 81ma Vuelta a Espana. La ventunesima tappa consisterà in 112 chilometri con partenza e arrivo nella città immortalata in musica da Claudio Villa. Sebbene non completamente pianeggiante, con le tre brevi salite al monumento iconico del capoluogo andaluso con pendenze che sfioreranno il 10%, è difficile prevedere una conclusione diversa da una volata a ranghi compatti.

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