Vuelta a Espana 2026: delle tasse più puntuale, di Brennan la scala reale
L’inglese Matthew Brennan (Visma Lease a Bike) ha vinto in volata la diciassettesima tappa della 81ma Vuelta a Espana, percorrendo i 185 chilometri da Dos Hermanas a Siviglia nel tempo di 4h07’15” alla media di 44,7 kmh. Il ventiquattresimo successo da professionista ha regalato al ventunenne di Darlington il quinto successo nell’edizione di quest’anno della corsa iberica. Alle spalle del vincitore, si sono piazzati, nell’ordine, il fiammingo Jordi Meeus (Red Bull Bora Hansgrohe) e il campione di Danimarca, Magnus Cort Nielsen (Uno-X Mobility). Resta invariata la classifica generale con la maglia roja sulle spalle del maiorchino Enric Mas (Movistar Team) con un vantaggio di 2’06” sull’austriaco Felix Gall (Decathlon CMA CGM Team) e di 2’10” sullo sloveno Primoz Roglic (Red Bull Bora Hansgrohe).
La frazione odierna è stata animata dalla fuga di due coraggiosi al limite dell’incoscienza. Il francese Enzo Paleni (Groupama FDJ) e lo spagnolo Sinuhé Fernandez (Burgos Burpellet BH) sono scattati subito dopo il via, raggiungendo un vantaggio massimo di 4’20” a 150 chilometri dall’arrivo. La lenta ma inesorabile rimonta del gruppo si è completata a 3.000 metri dal traguardo quando il transalpino, ultimo a desistere, è stato riassorbito. Per la quinta volta negli ultimi 14 giorni, Brennan si è dimostrato imbattibile allo sprint. In questo caso, non ha neanche avuto bisogno dell’aiuto dei compagni di squadra. Presa la ruota di Cort Nielsen, lo ha saltato ai 150 metri, andando a vincere a braccia alzate.
Domani si tornerà a lottare per la maglia roja. Sarà, infatti, la volta della diciottesima tappa, l’attesissima cronometro individuale di 32 chilometri da El Puerto de Santa María a Jerez de la Frontera. Sarà la prima frazione d’un trittico che definirà la classifica generale. Il percorso, totalmente pianeggiante, dovrebbe favorire gli specialisti delle prove contro il tempo anche se, essendo le energie dei corridori ormai agli sgoccioli, i distacchi potrebbero essere meno netti del previsto. In buona sostanza, considerando le successive due tappe di montagna, servirà a Roglic un autentico miracolo per sfilare la maglia roja a Mas, riaccendendo così la lotta per la vittoria finale.