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Tennis, a Cagliari c’è Italia-Corea del Sud di Coppa Davis. E si giocherà a porte aperte, in barba al Coronavirus

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 4 Mar. 2020 alle 17:44 Aggiornato il 4 Mar. 2020 alle 21:13
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Immagine di copertina
Fabio Fognini, il giocatore più rappresentativo della Nazionale italiana di tennis (Credits: Ansa)

Coronavirus, polemiche sulla Coppa Davis di tennis a porte aperte a Cagliari

+++ AGGIORNAMENTO ORE 21 +++ – Coppa Davis a Cagliari a porte chiuse – Nella serata di oggi, mercoledì 4 marzo 2020, la Federtennis ha comunicato la decisione di giocare alla fine a porte chiuse le partite di Coppa Davis a Cagliari tra Italia e Corea del Sud. Qui tutti i dettagli.

Mentre in tutta Italia i tifosi hanno realizzato che convivere con l’emergenza Coronavirus significa anche rinunciare a partite e manifestazioni sportive, c’è invece una città che resiste, quasi in barba alla prudenza: è Cagliari, che venerdì 6 e sabato 7 marzo 2020 ospiterà il primo turno di Coppa Davis di tennis tra Italia Corea del Sud. A due giorni dall’inizio della manifestazione – e mentre, ad esempio, il campionato di Serie A si è fermato da ormai due settimane – rimane confermata la decisione di disputare gli incontri di Coppa Davis a porte aperte. Anche se è ancora in corso un confronto tra sindaco, Regione, Assessorato alla sanità e prefetto sull’opportunità di esporre così tante persone a un rischio contagio.

In città, nel frattempo, non mancano le polemiche. Mentre la regione Sardegna scopre i suoi primi due casi di Coronavirus, cresce la consapevolezza che le Nazionali che si affronteranno nel primo turno di Coppa Davis sono quelle di due Paesi (Italia e Corea del Sud) che rispettivamente occupano il quarto e il secondo posto nella “classifica mondiale” dei contagi. Il grado di allerta, dunque, deve essere massimo. Soprattutto se si considera che il Circolo Tennis di Cagliari, dove si giocheranno le partite di tennis, è adiacente alla scuola elementare Garavetti, che tra l’altro ospiterà in una sala stampa allestita nel cortile tutti i giornalisti – italiani e coreani – accreditati all’evento. Tante, dunque, le insidie, con i comitati dei genitori degli alunni già sul piede di guerra.

Al momento, nonostante le proteste e in attesa di un possibile decreto del governo atteso in serata (che potrebbe dare indicazioni anche sulle manifestazioni sportive in tutto il Paese), la decisione rimane invariata. Non ci sarà nessuna chiusura al pubblico (circa 3.000 i biglietti già venduti), né tanto meno agli staff delle due Nazionali. Sia quelli dell’Italia, con medici e preparatori che seguiranno i nostri giocatori (Fabio Fognini, Lorenzo Sonego, Gianluca Mager, Stefano Travaglia, Simone Bolelli), sia i circa 20 sudcoreani che invece accompagneranno i nostri avversari. A Cagliari, quindi, in questi e nei prossimi giorni confluiranno moltissime persone – che potenzialmente hanno avuto contatti con portatori sani del virus – e sono in tanti a porsi una questione sicurezza.

Lo staff del sindaco di Cagliari: “Tutto può ancora cambiare, prima la salute”

Interpellato da TPI, lo staff del sindaco di Cagliari – Paolo Truzzu – ha voluto chiarire che la decisione, che al momento rimane quella di giocare la Coppa Davis a porte aperte, non è ancora definitiva. “Si tratta di decisioni molto delicate – spiega infatti Bruno Murgia, collaboratore del primo cittadino – e in questo caso possiamo dire che lo slogan “Lo show deve andare avanti” non è molto valido: prima c’è la salute. Ci sono discussioni in atto e contatti continui tra tutti gli attori della vicenda: la decisione finale, comunque, spetterà al prefetto”.

Nonostante ciò, le polemiche a Cagliari non sembrano placarsi. Solo qualche giorno fa, l’organizzazione della Solo Women Run (una corsa tutta al femminile con quasi 18mila iscritti, tra cui molte donne alle prese con problemi di salute) aveva rinviato la manifestazione dall’8 marzo al 7 giugno, proprio a causa del Coronavirus. A chi perché la Solo Women Run è stata rinviata e la Coppa Davis no, il comune spiega che nel primo caso si trattava già a priori di una situazione delicata, con migliaia di donne immunodepresse o in via di guarigione.

Coronavirus, Boccia: in emergenza decide lo Stato, non le Regioni:

La nazionale sudcoreana sarà in isolamento: le decisioni della Federazione di tennis

Viste le polemiche e la paura di contagi da Coronavirus, in questi giorni la Federazione italiana di tennis ha previsto una serie di misure restrittive nei confronti degli atleti e della delegazione della Corea del Sud. Ad annunciarle, in consiglio comunale, il vicesindaco di Cagliari Giorgio Angius.

Innanzitutto, i sudcoreani potranno spostarsi solo tra destinazioni prestabilite (che comprendono anche l’albergo in cui risiederanno per i giorni di Coppa Davis). Inoltre, agli atleti asiatici sono state dedicate quattro automobili ad uso esclusivo sin dall’arrivo all’aeroporto e per qualsiasi spostamento durante la permanenza in Sardegna. Al Tennis Club di Cagliari, dove si giocheranno le partite, ciascuna squadra avrà zone separate per quel che riguarda spogliatoi e aree di ristorazione.

Infine, il 6 e il 7 marzo sarà allestita una stanza di quarantena attrezzata per poter ricoverare chi dovesse manifestare sintomi. Durante i match, inoltre, la delegazione coreana sarà posizionata in tribuna Autorità, in una zona dedicata e senza alcun contatto con la restante parte di pubblico.

Le proteste dei genitori: “Perché usare i locali della scuola elementare Garavetti?”

Alla paura dei cittadini per la possibile circolazione a Cagliari di persone potenzialmente infette, si aggiunge quella dei genitori degli studenti della scuola elementare Garavetti, che sorge proprio accanto al Tennis Club dove si giocheranno le partite di Coppa Davis. Nel cortile della scuola, come già anticipato, sorgerà infatti la sala stampa.

In questi giorni, la dirigente scolastica ha assicurato che dopo l’evento e prima di riaccogliere i ragazzi ci sarà una sanificazione dei locali. Eppure, i genitori non si dicono tranquilli: “La manifestazione – si legge in un comunicato – non solo vedrà come partecipanti una delegazione della Corea del sud (Paese ampiamente compromesso dalla diffusione delCovid-19), ma richiamerà un importantissimo afflusso di persone, tra ospiti, tecnici, addetti stampa e spettatori provenienti da diverse regioni d’Italia. Lascia perplessi il fatto che l’amministrazione comunale abbia ritenuto necessario annullare diversi eventi, in via precauzionale, ma non una rassegna sportiva di questa portata sulla quale invece sente di rassicurare tutti i cittadini”.

Coppa Davis a Cagliari, un pericolo inutile?

In attesa di una decisione ufficiale del prefetto, del governo o di chi altro può prendere una decisione definitiva, al momento la questione della Coppa Davis a Cagliari rappresenta un unicum nel nostro Paese. In un momento storico delicatissimo, in cui gran parte delle manifestazioni sportive sono state rinviate o verranno disputate a porte chiuse, le misure adottate per impedire il contagio durante le partite tra Italia e Corea del Sud appaiono a oggi senza una chiara logica. Soprattutto se si pensa che solo qualche giorno fa, a Bergamo, in una situazione simile (la finale del Challenger) la decisione è stata quella di annullare il match senza grosse indecisioni.

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