Giro d’Italia 2026: è Durango Kid il re delle Dolomiti
Lo statunitense Sepp Kuss (Visma Lease a Bike) ha vinto per distacco la dicianovesima tappa del 109° Giro d’Italia, la frazione regina dolomitica da Feltre ai Piani di Pezzè sopra Alleghe. Il conquistatore della Vuelta Espana 2023 ha completato i 151 chilometri del percorso in 4h28’33” alla media di 33.736 kmh, precedendo il duo della Lidl Trek formato dal campione del Canada, Derek Gee West, secondo a 13″, e dall’abruzzese Giulio Ciccone, terzo a 36″.
Si assesta, probabilmente in via definitiva, la classifica generale con Jonas Vingegaard (Visma Lease a Bike), saldamente in maglia rosa con un vantaggio di 4’03” sull’austriaco Felix Gall (Decathlon AG2R La Mondiale) e di 5’04” sull’australiano Jai Hindley (Red Bull Bora Hansgrohe) che ha superato in graduatoria l’olandese Thymen Arensman (Netcompany Ineos), ora quarto a 5’33”.

La gara si è animata dopo 50 chilometri, all’imbocco del Passo Duran, il primo dei sei GpM di giornata, dove si è formato un consistente drappello di 24 attaccanti: il toscano Alberto Bettiol e l’uruguaiano Thomas Guillermo Silva (XDS Astana Team), il norvegese Johannes Kulset (Uno-X Mobility), il belga Wout Poels (Unibet Rose Rockets), lo svizzero Jan Christen e il danese Mikkel Bjerg (UAE Team Emirates XRG), Kuss, l’italiano Ludovico Crescioli (Team Polti VisitMalta), i tedeschi Florian Stork (Tudor Pro Cycling Team) Nico Denz e Ben Zwiheoff (Red Bull Bora Hansgroe), gli australiani Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team), Chris Harper (Pinarello Q36.5) e Josh Kench (Groupama FDJ), il ceco Jan Hirt (NSN Cycling Team), il colombiano Einer Rubio e gli iberici Iván Gárcia Cortina ed Enric Mas (Movistar Team), il ragusano Damiano Caruso (Bahrain Victorious), l’irlandese Darren Rafferty e l’olandese Jardi Christian Van der Lee (EF Education EasyPost), il faentino Manuele Tarozzi (Bardiani CSF 7 Saber), e il duo Lidl composto da Ciccone e Gee.
La presenza tra I battistrada di tre uomini posizionati tra il sesto e il nono posto in classifica, ha limitato la libertà d’azione dei fuggitivi. Ciccone ha fatto incetta di punti per la maglia azzurra, centrando i primi quattro passaggi in vetta, compreso il Passo Giau, Cima Coppi di questo Giro, con i punti del quale ha superato Vingegaard nella classifica degli scalatori. Proprio sugli ultimi tornanti del Giau si è formato un drappello di otto corridori: Caruso, Ciccone, Gee West, Hirt, Kuss, Pellizzari, Rubio e Storer che sono transitati sul Passo Falzarego con tre minuti di margine sul gruppo della maglia rosa.
Al passaggio in vetta, un episodio sgradevole ha cambiato l’equilibrio della corsa. Rubio, facendo uno sgarbo a Ciccone, ha sprintato precedendolo al GpM e sottraendogli punti preziosi per la maglia azzura. Il teatino, chiaramente stizzito, ha allungato, guadagnando un minuto di vantaggio sugli ex compagni di fuga nella discesa verso Alleghe. Il margine, però, non è stato sufficiente a Ciccone per difendersi dal prepotente rientro di Kuss che ha così completato il set d’un successo di tappa in ognuno dei tre grandi giri. Pur superato anche dal compagno di squadra Gee, l’abruzzese, con il terzo posto finale, ha più che recuperato i punti persi sul Falzarego, mettendo in sicurezza la maglia azzurra.
Domani andrà in scena la ventesima tappa, l’ultima in grado di modificare la classifica generale. A mezzo secolo dal drammatico terremoto che sconvolse sconvolse il Friuli Venezia Giulia, il Giro renderà omaggio alle 965 vittime di quel tragico evento con una frazione di 200 chilometri da Gemona del Friuli ai 1.290 metri di Piancavallo. Questa ultima erta dovrà essere affrontata due volte nel giro di 50 chilometri. Mai quanto domani sarà la vis pugnandi dei corridori a indirizzare l’andamento di una gara che ha ormai espresso quasi tutte le sue sentenze.