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Home » Sport

Un calciatore italiano giocherà i Mondiali. Ma con la maglia del Senegal

Immagine di copertina
Il portiere della SPAL Alfred Gomis

Il portiere italo-senegalese della Spal Alfred Gomis difenderà i pali della nazionale africana

Ai Mondiali di Russia 2018, al via il prossimo 14 giugno, ci sarà anche un calciatore italiano. Si tratta di Alfred Gomis, portiere della Spal con il doppio passaporto (italo-senegalese) che giocherà la Coppa del Mondo con la maglia del Senegal.

Per l’occasione il ragazzo ha raccontato la sua storia al Corriere della Sera. “Porterò in valigia anche il tricolore, con orgoglio: mi sento italiano, per educazione e formazione, non solo sportiva”.

“Sarò sempre grato all’Italia: sono arrivato quando avevo 3 anni, sono cresciuto prima a Cuneo e poi a Torino, l’ho girata per giocare. E quest’anno, anche se un po’ in ritardo, ho giocato la mia prima stagione in serie A, centrando una storica salvezza: meglio di qualsiasi sogno”, le sue parole.

Lei ha fatto uno stage con l’Under 20 di Di Biagio. Facile pensare che poi abbia scelto il Senegal per avere più possibilità di giocare. O invece c’è dell’altro?

“Ci sono le mie radici, che non ho dimenticato. La scorsa estate ho fatto un viaggio in Senegal, dove mancavo da 15 anni: è stata la goccia definitiva, perché ho rivisto i luoghi della mia infanzia. E altri molto speciali”.

Le va di raccontare quali?

“Sono stato sull’isola di Gorée, a largo di Dakar. Lì c’è la “porta del non ritorno”, attraverso la quale venivano fatti passare gli schiavi destinati all’America: chi non era in grado di partire, per motivi di salute, veniva buttato a mare. Ho visto una stanza in cui venivano ammassate 200-300 persone, grande come una camera da letto al giorno d’oggi. Un colpo al cuore dietro l’altro”.

Ha rivisto anche i suoi famigliari?

“Mia nonna, che parla un dialetto che non capisco. Ma è stato bello passare del tempo con lei. Mio padre era morto da poco, sono andato a vedere se la sua tomba era sistemata come si deve e a fare due chiacchiere con lui. Lì è scattato qualcosa. Ho scelto il Senegal per ricordare papà: quello che ha fatto per me e per i miei fratelli, tutti portieri anche loro, è stato pazzesco. Non eravamo certo benestanti e lui ha fatto sacrifici e rinunce enormi per realizzare il nostro sogno. E dire che io in porta da bambino ci sono finito controvoglia”.

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