Giro d’Italia 2027: splendido ma dimezzato per gli uomini, finale esplosivo per le donne
Nella consolidata cornice romana del Parco della Musica Ennio Morricone ha avuto luogo la presentazione dei percorsi delle edizioni maschile e femminile del Giro. 2027. Il disegno della prima creatura di Luca Guercilena mette in risalto due aspetti contrastanti: un tracciato innovativo, che miscela con giusto dosaggio difficoltà altimetriche e prove contro il tempo, che si contrappone a una oggettiva ristrettezza geografica del territorio nazionale con l’esclusione di sud, eccezion fatta per l’arrivo di Napoli, isole e nordovest.
La partenza da Trieste sabato 8 maggio, con conclusione in città dopo un’escursione in terra slovena, ha il sapore d’un debutto estero mascherato, confermato dal fatto che il giorno dopo si pedalerà da Lubiana a Koper, interamente nella patria del grande assente, Tadej Pogacar. Dopo il rientro in Italia con il canonico transito nella marca trevigiana a Possagno, si arriverà a Misano Adriatico, primo dei tre velodromi inclusi nel percorso. La tappa marchigiana, celebrativa del decennale della scomparsa di Michele Scarponi, da Filottrano, a Sarnano-Sassotetto con 3.300 metri di dislivello in soli 139 chilometri, comincerà a dare forma alla classifica generale così come, 48 ore dopo, continuerà a farlo la cronoscalata di 19,6 chilometri da Sulmona all’inedito traguardo abruzzese di Campo di Giove. In mezzo a questi due traguardi all’insu, la discesa adriatica, da Alba Adriatica a Lanciano, dovrebbe dare spazio ai velocisti così come l’ormai fisso appuntamento partenopeo di sabato 15 maggio, punta meridionale del Giro 2027. A precedere, infine, il primo riposo ci sarà l’inizio della risalita verso nord con la frazione, tutta in terra laziale, da Itri all’arrivo in quota di Monte Livata sopra Subiaco.
Martedì 18 maggio la corsa continuerà la risalita verso nord, sempre nel nome di San Benedetto, costeggiando l’Appennino centrale nei 218 chilometri, conditi da 3.600 metri di dislivello, da Palombara Sabina a Norcia. Il giorno successivo, la frazione da Gualdo Tadino a Scarperia, con arrivo all’Autodromo del Mugello, la più lunga della corsa con i suoi 220 chilometri, offrirà una nuova chance ai velocisti. Giovedì 20 maggio la dodicesima tappa, interamente in Toscana, proporrà l’inedito arrivo di Zeri, in vetta al Passo dei Due Santi, dove la corsa giungerà da Montecatini Terme. Dato spazio agli sprinter nella passeggiata emiliana da Borgo Val di Taro a Reggio Emilia, sarà la volta del terribile trittico lombardo che, alla fin dei conti, potrebbe rivelarsi decisivo. Si comincerà con la quattordicesima frazione di 187 chilometri, con ben 4.900 metri di dislivello, da Cantù ai Piani di Bobbio in Valtorta, che vedrà i corridori scalare nell’ordine Ghisallo, Culmine di San Pietro, Miragolo San Salvatore e Alino. Domenica 23 maggio andrà in scena la cronometro di 37,3 chilometri dall’autodromo di Monza a Milano che precederà il secondo giorno di riposo.
Alla ripresa, martedì 25 maggio, nel rispetto della tradizione, si disputerà la tappa regina di questa edizione lungo i 192 chilometri, comprendenti 5.700 metri, di dislivello da Sondrio ad Aprica. La frazione comprenderà una doppia scalata al Mortirolo, dal versante di Mazzo, in aggiunta alla Cima Coppi, posta ai 2.618 metri del Passo Gavia. La pianeggiante pedalata da Chiari a Vo’ Euganeo del giorno successivo fornirà la penultima occasione ai velocisti prima della doppia partenza da Rovereto. Giovedì 27 si prenderà la via di Madonna di Campiglio, per il settimo arrivo in salita della gara mentre 24 ore dopo, invece, si andrà a est verso Sacile, lungo 199 chilometri disseminati da 3.000 metri di dislivello. A sei anni di distanza, il Giro tornerà sul Monte Zoncolan nella frazione che, partendo da Pordenone, salirà sul Kaiser dal versante di Ovaro, dove nel 2018 si impose Chris Froome. Dulcis in fundo, per il quinto anno consecutivo, domenica 30 maggio la corsa si concluderà Roma all’ombra della statua di Giuseppe Mazzini dove il vincitore del 110° Giro d’Italia potrà sollevare al cielo il Trofeo Senza Fine.
Con l’inizio incastrato nella fine della corsa maschile, sabato 29 maggio prenderà il via da Viareggio l’agone femminile che si concluderà domenica 6 giugno a Courmayeur, ai piedi del Monte Bianco, dopo nove tappe per complessivi 1.132 chilometri con 17.450 metri di dislivello. Ci saranno due arrivi in salita: il primo nella quarta tappa al Passo della Presolana e il secondo nella sesta a Madesimo-Valle Spluga. La chiusura sarà con il botto con, alla penultima giornata, la cronoscalata della Valdigne, seguita dalla frazione conclusiva, tutta in Valle d’Aosta, denominata Monte Bianco Stage.
Laddove per il Giro Women è prevedibile la presenza di tutte le più forti atlete, a cominciare dalla vincitrice dell’ultima edizione, la campionessa del mondo Demi Vollering, tra gli uomini si dovrà attendere l’inizio dell’anno per capire chi si schiererà al via da Trieste. L’incidente del 29 agosto scorso ha vanificato la possibile presenza di Tadej Pogacar (UAE Team Emirates XRG) con il fuoriclasse di Komenda costretto a tornare alla Vuelta a Espana per tentare di completare la tripla corona. Non è detto che ciò sia necessariamente un male, ricordando l’avvincente sfida a tre del 2025 tra Simon Yates, Isaac Del Toro e Richard Carapaz, risoltasi solo sull’ultima salita della corsa. Attendiamo fiduciosi nella speranza di rivedere un italiano protagonista sulle strade di casa.