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Coronavirus, di nuovo rischio rinvio per i recuperi della 26esima giornata di Serie A: la richiesta di Spadafora

Il ministro dello Sport, a pochi minuti dall'inizio di Parma-Spal (ore 12,30): "Stop immediato. Non ha senso in questo momento mettere a rischio la salute di giocatori, arbitri, tecnici e tifosi"

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 8 Mar. 2020 alle 13:17 Aggiornato il 9 Mar. 2020 alle 13:43
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Coronavirus, rischio rinvio per i recuperi della 26esima giornata di Serie A

Da emergenza a caos Coronavirus il passo è stato breve: nel giorno in cui il governo ha ufficializzato la chiusura dell’intera Lombardia e le nuove zone rosse in 14 province italiane, c’è un nuovo rischio rinvio per le partite di Serie A valide per i recuperi della 26esima giornata, saltata qualche settimana fa proprio a causa dell’epidemia da Covid-19. Sebbene nella notte il premier Giuseppe Conte abbia affermato che lo sport professionistico – compreso il calcio – sarebbe andato avanti a porte chiuse, nella mattinata di oggi (e a pochi minuti dall’inizio della prima partita, Parma-Spal, prevista per le 12,30) il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora ha rotto il silenzio con una richiesta ben precisa.

Coronavirus, rinviate di nuovo le partite di Serie A? La richiesta di Spadafora

Il ministro, infatti, accogliendo le richieste di Damiano Tommasi (presidente dell’Associazione italiana dei calciatori), ha chiesto alla Figc di sospendere il campionato, senza fermarsi quindi soltanto alle porte chiuse. “Condivido le dichiarazioni di Tommasi e mi unisco alla sua richiesta. Non ha senso – ha detto Spadafora – in questo momento mettere a rischio la salute di giocatori, arbitri, tecnici e dei tifosi che sicuramente si raduneranno per vedere le partite, solo per non sospendere temporaneamente il calcio e intaccare gli interessi che ruotano attorno ad esso. Altre Federazioni hanno saggiamente optato per uno stop per i prossimi giorni. Credo sia dovere del presidente della Figc, Gravina, un supplemento di riflessione, senza attendere il primo caso di contagio, prima di assumersi questa gravosa responsabilità”.

Senza giri di parole, inoltre, Spadafora ha puntato il dito contro gli interessi economici in ballo, tra diritti televisivi e business legato alle partite di calcio. Criticando, ad esempio, il mancato accordo per la trasmissione in chiaro di tutte le partite durante l’emergenza Coronavirus in Italia. “Ancora prima che la situazione diventasse così drammatica per il Paese – ha dichiarato il ministro dello Sport – la Lega di Serie A e Sky si erano già rifiutate di concedere a migliaia di italiani, costretti loro malgrado a restare a casa, di poter vedere in chiaro le partite, nascondendosi dietro presunte difficoltà normative che con l’autentica disponibilità di tutti si sarebbero potute ampiamente superare. Nei vari contatti di ieri, infatti, anche grazie alla collaborazione di Rai e Mediaset, si era arrivati vicini ad una soluzione equa per tutti gli attori e soprattutto di grande conforto per i tanti cittadini appassionati di calcio. E invece sono prevalsi gli interessi economici di realtà che pretendono di godere da sempre di un trattamento privilegiato e che vivono ormai fuori dalla realtà”. Spadafora ha infine invitato le società di Serie A a provvedere ai rimborsi di biglietti e abbonamenti nei confronti dei tifosi.

Parma-Spal slitta alle 13,45

Nel frattempo, anche in ottemperanza alle richieste del ministro dello Sport, Parma-Spal (calcio d’inizio previsto alle 12,30) non è iniziata in orario. Le squadre, dopo essere scese in campo al Tardini per il riscaldamento, sono infatti rientrate negli spogliatoi in attesa di indicazioni più precise. Gli arbitri, infatti, hanno chiesto a Parma e Spal di ritardare l’ingresso in campo, in attesa di comunicazioni che sono arrivate solo intorno alle 13,15: alla fine è arrivato l’ok per giocare, con calcio di inizio slittato alle 13,45.

In mattinata, oltre a Tommasi, sul tema si era espresso anche Mario Balotelli, attaccante del Brescia, che ha chiesto lo stop del campionato per dare precedenza alla salute. “Non scrivetemi ca***e come “Ma voi siete protetti”, “Ma cosa vi cambia giocare o no?”, “A porte chiuse non succede niente”, “non tirate via l’unico svago del weekend alle persone delle zone rosse!”. Io amo il calcio più di voi – ha scritto SuperMario su Instagram – ma giocare vuol dire viaggiare in pullman, treno, aereo, dormire in hotel, entrare in contatto con altre persone al di fuori della tua società lavorativa. Già non vedo i miei figli per questo maledetto Coronavirus perché come sapete vivono in Lombardia, e già è snervante e triste per me. E di sicuro non vorrei mai che in più mia madre, che vedo tutti i giorni e non è una mia coetanea, e per quanto possa amare il calcio (al quale devo tutto) non mi va e tassativamente non voglio attaccarle proprio niente! E perché? Per far divertire qualcun altro? O per non perdere soldi? Ma dai non scherzate. Ripigliatevi, avete rotto adesso. Non si scherza con la salute”.

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