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L’ultima tendenza è l’ageless: da Orietta Berti a Lidia Ravera fino a Loredana Bertè, tutto è pronto per riscrivere il concetto di età

Immagine di copertina
Cover di "Mille"

* Di Eugenia Romanelli (Presidente dell’Associazione Culturale ReWriters), che ogni mese firma un editoriale per TPI sulla riscrittura dell’immaginario contemporaneo.

È appena uscito Mille, un brano super-pop che vede Orietta Berti con Achille Lauro e Fedez al microfono in veste drag, con iconografia tra il camp e il kitsch, nuova icona della generazione Z. È anche uscito da poco per Bompiani “Avanti, parla”, il trentatreesimo romanzo di Lidia Ravera, quella di “Porci con le ali”, per intenderci, che ha fatto a suo tempo masturbare un’intera generazione di ragazze e ragazzi, dove a rendere la scena sono le passioni di una sessantaseienne. E intanto, scala le classifiche anche “Che sogno incredibile”, con una Loredana Bertè cow-girl, stacco di coscia da urlo e capelli da fata turchina: settantuno anni.

A quanto pare stiamo entrando in una nuova era, dove non solo si ridiscutono i simboli che rappresentano il maschile e il femminile, con le giovani ragazze che osannano la bisessualità (da Giorgia Soleri, compagna di Damiano dei Maneskin, a Madame) e i ragazzi che esibiscono smalti rimmel e camicie crop top (da Fedez a Sangiovanni, fino a Damiano), ma anche archetipi atavici come quelli che riguardano la giovinezza.

Si chiama ageless la nuova rivoluzione valoriale della geniale generazione Z: senza età. Sembra un passaggio del Manifesto ReWriters: “La memoria come sfida al futuro”, e così è: “Occorre riscrivere il concetto di età – dice Lidia Ravera – smontare l’impalcatura degli stereotipi abbinati all’anagrafica, liberarci, soprattutto noi donne, da quella finta gabbia di tempo che liquida trent’anni delle nostre vite”.

Prima ad avere affrontato la sfida della riscrittura ageless è Loredana Bertè, a cui verrà per questo dedicato il prossimo Premio ReWriters: “Bisogna agire su se stessi – disse Loredana nel 2018, reduce dal successo stratosferico di Non ti dico no, coi Boomdabash: ho perso 12 chili in due anni, ho ritrovato la mia autostima, credo fermamente in me. Se volessi potrei rimorchiare dopo ogni serata”. Bombe sexy ageless, dunque e non bambole a scadenza, come accade alle donne che si guardano non con i propri occhi ma attraverso lo sguardo maschile e patriarcale dello scorso millennio. Del resto, è proprio Orietta Berti, classe 1943, ad essere rappresentata con la stessa iconografia dei due che potrebbero essere suoi nipotini maschi (Fedez e Achille) ma che invece, insieme a lei, interpretano la parte delle altre due grazie, oltre a vezzeggiarla in un corteggiamento sexy e irriverente che chiama in gioco perfino la (im)potenza sessuale maschile.

“Il mio nuovo blog su ReWriters – continua Ravera – sarà dedicato proprio all’ageless, alla riscrittura del nuovo mondo dove, insieme alla gender fluidity, alla sostenibilità, all’antisessismo, ci sarà anche un nuovo modo di attraversare il tempo della vita, non più distinto e separato in illusori step che altro non sono se non stigma invalidanti, ma fluido, cangiante, circolare”. Come la sua Giovanna, l’ultima straordinaria protagonista del romanzo “Avanti, parla”, che ci regala il più straordinario dei romanzi di formazione: quello dei sessantasei anni.

“Siamo di fronte a una rivoluzione intergenerazionale – spiega Romanelli, founder del Movimento Culturale ReWriters –  una sorta di scossa elettrica trasversale che riunisce le persone non per età, idee politiche, classe sociale, ma per quoziente creativo e pensiero divergente: ci si ribella a un modo di vivere e convivere basato sulla prevaricazione e si promuove, a partire dalla propria stessa vita, un mondo progressista, attraverso un attivismo vocazionale laico basato sui diritti, sul consenso al posto del dominio, sulla cooperazione al posto della competizione, sull’inclusione al posto dell’esclusività. E sulla consapevolezza che siamo custodi di questo mondo, non predatori. È ora di trasformare la visione egologica in una visione ecologica”.

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