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Sean Connery e la Scozia: la storia d’amore lunga una vita

Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 31 Ott. 2020 alle 16:16
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Immagine di copertina

Sean Connery e la Scozia: la storia d’amore lunga una vita

“La nostra nazione oggi piange uno dei suoi figli più amati”. Con queste parole il primo ministro della Scozia, Nicola Sturgeon, ha voluto ricordare Sean Connery morto oggi all’età di 90 anni. L’attore infatti è stato una vera e propria leggenda per la sua Scozia per la quale auspicava l’indipendenza da Londra. In occasione del referendum del 2014 Connery ha infatti supportando il Partito Nazionale Scozzese (SNP) finanziariamente e con apparizioni pubbliche. Non si separava mai dal suo kilt, soprattutto nelle occasioni importanti: lo vestì anche quando venne nominato sir dalla Regina Elisabetta. “È un grande onore per la Scozia. E per me è il giorno di massimo orgoglio di tutta la mia vita”, disse l’attore il giorno della nomina. Il conferimento del titolo suscitò accese polemiche sull’opportunità di concedere la più alta onorificenza inglese a Connery, sostenitore dichiarato dell’indipendentismo scozzese dalla Corona britannica. Tony Blair ebbe molti dubbi sulla sua nomina e la stessa Regina gli negò il titolo nel 1998. Molti nel suo Paese natale quindi gli chiesero di tornare a vivere ad Edimburgo, ma Connery (che viveva alle Bahamas) replicò: “Non me ne sono mai andato realmente”, e mostrò al mondo il suo tatuaggio: “Scozia per sempre”.

Poi qualche anno dopo, parlando del conferimento della carica, Sean Connery disse: “Quando me l’hanno proposto ho chiesto una settimana per riflettere. Poiché non mi hanno imposto di modificare nessuna delle mie opinioni, né artistiche né politiche, alla fine ho accettato il titolo. E nessuno, finora, me lo ha tolto, anche se continuo a dire quello che penso”. Poi l’affondo: “Non tornerò a vivere in Scozia finché non sarà indipendente. Finché anche il suo nuovo Parlamento – sono andato all’inaugurazione, ed ero felice di esserci – viene deciso da Downing Street. Ci sono con la fondazione che si occupa di aiuto ai disabili, di scuole per i bambini bisognosi, con il progetto di una scuola di cinema – aggiunse -. E insieme all’autobiografia sto collaborando alla stesura di una storia della Scozia in 14 volumi, che in parte diventeranno una serie televisiva della Bbc scozzese. Ma non posso vivere nel paese, il mio paese, in cui i media sono i più feroci nei miei confronti, perché tutti i media sono nelle mani di stranieri, di Rudolph Murdoch soprattutto”.

Nel 2014 poi Sean Connery si schierò apertamente a favore del sì al referendum indipendentista della Scozia. “È una occasione unica, da non perdere – dichiarò l’allora 84enne attore nato ad Edimburgo -. Con la vittoria del sì ci sarà una rinnovata attenzione sulla nostra cultura e politica, offrendoci una opportunità senza precedenti per promuovere il nostro patrimonio culturale e la nostra eccellenza creativa. Siamo una nazione piccola ma meritiamo di essere liberi. Sostengo la lotta indipendentista perché credo nell’eguaglianza”. Nel 2012 affermò che “il primo passo è stato la conquista di un Parlamento autonomo. Il secondo è arrivato nel 2007, con l’elezione di un governo guidato dallo Scottish National Party. Ora credo che la Scozia abbia ciò che serve per compiere il terzo passo verso l’indipendenza, e sono convinto che vi riuscirà nel corso della mia vita”. Sogno che non si è realizzato anche se l’amore per la sua Scozia non è mai tramontato.

La storia

Sean Connery è nato nel 1930 ad Edimburgo in pieno clima working class: il padre, Joseph Connery, era un contadino e camionista scozzese, figlio di immigrati irlandesi; la madre, Euphemia “Effie” McBain, era una cameriera scozzese. Ad appena sedici anni, stabilì che la scuola non faceva per lui, e si arruolò nella Marina Militare Britannica. In questo periodo decise di farsi due tatuaggi: “Scotland Forever” (“Scozia per sempre”) e “Mom & Dad” (“Mamma e Papà”). Poi il ritorno a casa e tanti mestieri diversi fino alla partecipazione a Mister Universo dove arrivò terzo e il salto nel mondo dello spettacolo. Nel 1962, in piena Swinging London, la svolta definitiva: Sean Connery fu scelto da Albert Broccoli e Harry Saltzman per interpretare James Bond, l’agente segreto britannico protagonista dei romanzi di Ian Fleming, ruolo che l’attore scozzese rese immortale e ricoprì in sette pellicole (compresa una fuori serie).

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