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Fedez dopo il nuovo Dpcm: “Sono inca***to e confuso. Lavoro a un progetto per i lavoratori dello spettacolo”

Di Antonio Scali
Pubblicato il 26 Ott. 2020 alle 14:03
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Immagine di copertina

Duro sfogo di Fedez dopo la firma e la presentazione da parte del presidente del Consiglio del nuovo Dpcm, in vigore da oggi. Ulteriori misure restrittive che il governo ha dovuto adottare dopo l’impennata di contagi registrata nel Paese nelle ultime settimane. Il nuovo provvedimento, tra le altre cose, va a colpire duramente anche il settore dello spettacolo, con la chiusura di cinema, teatri e il divieto di concerti. Un settore già in forte crisi dopo il primo lockdown.

Già qualche giorno fa il marito di Chiara Ferragni aveva lanciato una proposta sui social che prevedeva di rinunciare al minimo garantito dei tour per raccogliere, assieme ad altri colleghi, una cifra importante da devolvere a chi è in difficoltà. Con il nuovo Dpcm, il rapper ha deciso di passare dalle parole ai fatti, e ha annunciato sempre via social cosa ha in mente in concreto.

“Sento che è arrivato il momento per me di rimboccarsi le maniche. Fa male vedere tutto questo e se c’è anche una piccola opportunità di essere d’aiuto voglio fare la mia parte senza stare a guardare. Questa settimana forse sarò meno presente perché voglio mettere la testa su un progetto che possa aiutare chi lavora nel mondo dei concerti, degli eventi e della musica in maniera concreta ma soprattutto con rapidità. Ho aspettato due settimane invano che qualcuno raccogliesse il mio appello perché non sarà una cosa che riuscirò a fare da solo, avrò bisogno di una mano da chi in questo momento ha strumenti e mezzi. Spero di riuscire a trovare dei buoni compagni di viaggio per realizzare quello che ho in testa”, ha scritto Fedez.

fedez

Il cantante ha poi svelato quali sono i suoi sentimenti e il suo stato d’animo per la difficile situazione che nuovamente stiamo vivendo: “Sono incazzato, spaventato, confuso ma non voglio fermarmi, non voglio essere spettatore. Libertà è partecipazione diceva il maestro Gaber, quindi è ora di alzare il culo e darsi da fare. Non dimentico da dove vengo e per quanto possa contare sappiate che io ci sono”.

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