Bonus Inps, l’audizione del presidente Tridico alla Camera: “Rimando al mittente le accuse: la notizia sui furbetti non è uscita da me né dall’istituto”. Ma non fa i nomi degli altri due deputati

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 14 Ago. 2020 alle 09:50 Aggiornato il 14 Ago. 2020 alle 14:40
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Immagine di copertina
Pasquale Tridico Credits: ANSA

Oggi, venerdì 14 agosto 2020, alle ore 12 si è svolta alla Camera l’audizione del Presidente dell’Inps Pasquale Tridico in merito allo scandalo del bonus 600 euro per P. Iva-autonomi richiesto da 5 parlamentari, e ottenuto da 3 dei richiedenti, nei primi due mesi dell’emergenza Covid-19. Nel corso dell’audizione, il presidente dell’Inps ha ribadito che l’istituto ha seguito la legge e che l’esigenza era prima quella di erogare i bonus e poi quella di iniziare le verifiche sulle eventualità irregolarità. Sui 5 deputati che hanno richiesto il bonus, Tridico ha fatto presente che i nomi dei 3 deputati che lo hanno percepito, i leghisti Elena Murelli e Andrea Dara e il pentastellato Marco Rizzone, sono usciti perché si sono autodenunciati, mentre non ha fornito i nomi degli altri due affermando che è stata fatta una richiesta al garante della Privacy per capire “come trattare questi dati”. Tridico, poi, ha negato che la notizia sia uscita dall’Inps e dichiarato che su questo l’istituto ha aperto un’indagine interna.

AUDIZIONE TRIDICO, DIRETTA LIVE:

Ore 14,20 – Tridico: “Su fuga di notizie non è la prima volta” – “Non è la prima volta che si verificano fughe di notizie dall’istituto. In alcuni casi vengono scoperti in alti no. Garantisco la massima trasparenza su questo e ci sarà il massimo impegno per verificare come è accaduto. A tal proposito ricordo che il Cda era informato della notizia il 30 di maggio, ma non era al corrente dei nomi, ma solamente del fatto che 2mila politici locali e nazionali avevano richiesto il bonus”.

Ore 14,10 – Tridico: “Su altri nomi deputati è in atto una richiesta al garante privacy” – “Sui nomi dei deputati che hanno richiesto il bonus è in atto una richiesta al garante della privacy. I nomi dei tre deputati che hanno incassato il bonus si conoscono perché si sono autodenunciati, sugli altri 2 attendiamo il parere del garante per capire come trattare questi dati. Se la Commissione Lavoro ha l’esigenza di una informazione puntuale, la presidente Serracchiani ci faccia una richiesta formale e noi, dopo aver chiesto al Garante, offriremo una risposta esauriente”.

Ore 14,05 – Tridico: “Inps vittima no carnefice” – “Io sono amareggiato per questa storia. L’Inps in questo caso è una vittima non un carnefice, che sia chiaro”.

Ore 14,00 – Iniziata la replica di Tridico – Il presidente dell’Inps ha preso la parola e ha iniziato la sua replica.

Ore 13,50 – Ancora in corso interventi deputati, attesa per replica di Tridico – Sono ancora in corso gli interventi dei deputati, membri della Commissione Lavoro. Una volta terminati tutti gli interventi, il presidente dell’Inps Tridico replicherà a tutti quesiti che gli sono stati sottoposti dagli onorevoli nel corso dell’audizione.

Ore 13,20 – Repubblica: “Notizia da altra fonte, non da Inps” – “Venerdì 7 agosto Repubblica ha chiesto al presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, una conferma della notizia sul bonus Iva percepito da cinque parlamentari. La notizia era arrivata al giornale tramite un’altra fonte la cui identità non sarà rivelata in linea con quanto scritto nel codice deontologico dei giornalisti”. Lo scrive la direzione del quotidiano in una nota.

Ore 12,40 – Terminata l’audizione di Tridico: in corso l’intervento dei deputati – È terminata dopo poco più di 10 minuti l’audizione di Pasquale Tridico. Ora sono in corso gli interventi dei deputati che fanno parte della Commissione Lavoro. Tra coloro che hanno preso la parola, il deputato di Forza Italia Paolo Zangrillo, che ha accusato Tridico di comunque responsabile della fuga di notizie, dal momento che “L’unico soggetto che aveva la possibilità di dare questa notizia è un soggetto all’interno dell’Inps. Lei è il presidente dell’ente e quindi la responsabilità è sua”, e il deputato del M5S Niccolò Invidia che ha chiesto a Tridico di rivelare i nomi dei politici che hanno beneficiato del bonus. Walter Rizzetto di Fratelli d’Italia, invece, ha chiesto perché “3 dei 5 deputati hanno ottenuto il bonus e 2 no se, come detto precedentemente da lei, prima sono stati erogati i bonus e poi sono stati avviati i controlli”.

Ore 12,30 – Tridico “Notizia non uscita da me” – “Il direttore di Repubblica Maurizio Molinari il 7 agosto mi ha informato del fatto che il suo giornale aveva la notizia che 5 deputati avevano chiesto il bonus 600 euro. Mi ha chiesto i nomi, ma i nomi non li sa nessuno perché la notizia non è venuta certo dall’istituto, che garantisce la privacy. Il 9 agosto è uscita la notizia, ma i nomi sono usciti successivamente perché si sono autodenunciati. Non sono stato io a far trapelare la notizia ed è in corso un’indagine interna sul caso. Questa notizia non è uscita in modo più assoluto né direttamente né indirettamente dal sottoscritto. Le accuse che mi sono state rivolte da diverse parti sono infondate e da rimandare al mittente”.

Ore 12,20 – Tridico: “Esigenza era pagare subito” – “La situazione emergenziale imponeva il pagamento del bonus nel minor tempo possibile. Contemporaneamente il servizio antifrode ha iniziato il suo lavoro di indagine. In seguito ad alcune anomalie è stata segnalata un controllo di livello amministrativo sul bonus 600 euro. Sono state quindi segnalati dei soggetti che non avevano diritto a questo bonus. 40mila soggetti risultavano iscritti a un’altra forma di previdenza obbligatoria, ma sono tuttora in corso le indagini per verificare se questo va contro le norme per il pagamento. Nell’emergenza Covid l’esigenza era pagare subito, non controllare. Prima bisognava pagare e poi dopo effettuare i controlli”.

Ore 12,15 – Iniziato l’intervento del presidente dell’Inps Tridico – “Con il decreto Cura Italia il governo ha risposto mettendo a disposizione 10 miliardi cercando di dare una risposta veloce ai cittadini che avevano difficoltà economiche. L’istituto ha risposto in appena 10 giorni predisponendo un bonus che non esisteva. Il bonus di cui stiamo parlando sono i bonus per partite iva, lavoratori autonomi, lavoratori spettacolo, ecc., per un totale di 11 categorie di lavoratori. Sono stati 4,1 milioni gli italiani che hanno ricevuto il bonus di 600 euro”.

Ore 12,10 – Prende il via l’audizione – La presidente della Commissione Lavoro Debora Serracchiani dà il via all’audizione del presidente Tridico.

Il caso del bonus 600 euro

Lo “scandalo” del bonus dei 600 euro nasce da un primo articolo di Repubblica dello scorso 9 agosto, dove viene data notizia che tra i riceventi il bonus 600 euro destinate a Partite Iva e lavoratori autonomi – ideato per sostenere le prime difficoltà nella acuta fase 1 Covid-19 – vi sarebbero 5 parlamentari della Camera, e circa 2mila tra consiglieri regionali e comunali in tutta Italia. La polemica scorre sui social e in brevissimo tempo anche tutti i partiti politici si schierano contro i cosiddetti “furbetti” chiedendo all’Inps di pubblicare la lista dei nomi che hanno percepito il bonus.

Da qui vanno fatti una serie di distinguo per capire bene la vicenda che oggi in diretta video streaming il Presidente Inps Pasquale Tridico deve illustrare nel dettaglio: diversi consiglieri comunali hanno subito autodenunciato di aver ricevuto il bonus spiegando che non si possa fare un paragone tra gli stipendi dei deputati e quelli dei rappresentanti locali, dove spesso i gettoni presenza nei Comuni non possono rappresentare un concreto “secondo” stipendio come invece accade in Parlamento.

In secondo luogo, la “caccia” ai furbetti è scattata con nuovi sentimenti anti-casta che riaffiorano prepotentemente, tanto che i primi due parlamentari della Lega che avrebbero ricevuto il bonus – Andrea Dara e Elena Murelli – sono stati sospesi a tempo indeterminato dal leader Matteo Salvini sulla scia delle forti polemiche. La deputata di Italia Viva Michela Rostan invece, dopo l’uscita del suo nome sui giornali, nega di aver ricevuto il bonus e rilancia: “Accusata falsamene di aver richiesto il bonus, sono pronta a chiedere i danni all’Inps”. Infine anche il Movimento 5 Stelle, nella serata di ieri ha deferito ai probi viri Marco Rizzone, il parlamentare “mancante” all’appello dei furbetti, per il quale Vito Crimi, accodandosi ai toni già espressi da Salvini per quanto riguarda i parlamentari della Lega, ha auspicato per il pentastellato “sospensione immediata e massima severità nella sanzione”.

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