Bonus Inps, il leghista Bocci e quelli che “è sempre colpa dei commercialisti”

Di Selvaggia Lucarelli
Pubblicato il 11 Ago. 2020 alle 16:57 Aggiornato il 11 Ago. 2020 alle 16:59
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Ubaldo Bocci, ex candidato sindaco della Lega a Firenze. Credit: Facebook

Verrà un giorno in cui i commercialisti si incazzeranno definitivamente. Tirati in ballo ogni volta che il Fisco becca qualcuno a non pagare le tasse, diranno una volta per tutte l’amara verità: sono i clienti, che non vogliono pagare, come il fratello maggiore che rompe il vaso etrusco e dà la colpa al fratello minore. Caso epico quello di Morgan, che non ha pagato cartelle esattoriali per centinaia di migliaia di euro e ha sempre attribuito colpe a un fantomatico e truffaldino commercialista. Peccato che questo commercialista truffaldino non sia mai stato denunciato da nessuno. Probabilmente un amico di Bugo, maleducato e invidioso pure lui.

Ora però c’è un nuovo modello di commercialista-capro espiatorio: quello che ha chiesto il bonus a nostra insaputa. Cinque parlamentari hanno chiesto il bonus da 600 euro, e Borghi tuona: “Saranno stati i commercialisti a chiedere il bonus in automatico!”. Ora, non risulta però che chi li ha ricevuti abbia poi fatto domanda all’Inps per restituirli. Forse aspettano che la faccia il commercialista. Del resto, questi commercialisti sono così pieni di iniziative non richieste. Io l’altra sera sono andata a dormire e ho trovato lo stucco veneziano verde sulla parete. Lo aveva fatto il mio commercialista in due ore, a mia insaputa.

Ora c’è la novità: il coordinatore del centrodestra in Palazzo Vecchio Ubaldo Bocci, scelto da Matteo Salvini un anno fa per sfidare Nardella, 277mila euro di reddito nel 2019, ha chiesto il bonus e per giustificarsi ha detto che è stata un’iniziativa del commercialista. E certo. Me lo immagino questo commercialista che “Chiedo il bonus per il povero Ubaldo, e già che ci sono gli mando 300 euro per la pulizia della piscina”.

Poi però, secondo la versione di Bocci, Bocci decide di donarli in beneficenza. In pratica, un interessante corto circuito: chiede il bonus come chi è in uno stato di necessità, a un governo che è in uno stato di necessità, e lo dona a chi è in uno stato di necessità. In pratica, per evitare tutto ‘sto casino, sarebbe bastato non chiederlo, il bonus. Ah, già, scusate, è la legge che era sbagliata. È colpa di Conte. Dei commercialisti. Anzi, dei commercialisti che indossano le mascherine perché le mascherine diminuiscono il flusso di ossigeno nei polmoni e poi si finisce a richiedere bonus alla cazzo.

Povero Ubaldo Bocci vittima dei poteri forti: se avete un cuore, voi che avete preso il bonus, ora lo girate a lui. Non lasciamolo solo. Additato. Povero, a sua insaputa.

Leggi anche: 1. Bonus Inps, il Garante della privacy: “I nomi dei deputati si possono pubblicare” / 2. l problema non sono i furbetti dei 600 euro, ma i leader che li hanno portati in Parlamento (di G. Cavalli)

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