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Crisi di governo, ultime notizie. Conte a Mattarella: “Chiarimento in Parlamento”. Renzi: “Non voteremo la fiducia”

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GIuseppe Conte e Matteo Renzi

Crisi di governo aperta dopo lo strappo di Renzi: Conte in bilico

CRISI DI GOVERNO, ULTIME NOTIZIE – Il Governo resta sull’orlo della crisi. Dopo il ritiro della delegazione di Italia Viva, annunciato ieri da Matteo Renzi, nel pomeriggio di oggi il premier Giuseppe Conte è salito al Quirinale per un colloquio con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e gli ha rappresentato la volontà di un chiarimento in parlamento, di cui il capo dello Stato ha preso atto. Il premier chiederà la fiducia alle Camere per verificare se il governo può andare avanti.

Alla riunione dell’esecutivo politico del Pd, il segretario Zingaretti ha osservato che: “Iv è inaffidabile in qualsiasi scenario“. Dario Franceschini dal canto suo ha annunciato che la ricerca della maggioranza all’interno del Parlamento sarà “alla luce del sole”.

Ma secondo fonti del Nazareno cresce la preoccupazione dopo che una verifica preliminare ha mostrato l’impossibilità di trovare i voti dei “responsabili”. Voti a cui si appella invece il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, il quale ha lanciato un messaggio ai “costruttori europei” del Parlamento per “mantenere la via” e risolvere la crisi di governo. Il M5S ne discuterà in serata, in occasione dell’Assemblea prevista per le 21. 

Luca Telese intanto ha spiegato su TPIil paradosso della crisi di governo“, e cioè che la maggioranza di governo, originariamente composta da Pd, M5S e Leu, formalmente non cambia anche dopo le dimissioni delle due ministre. Riccardo Bocca descrive invece “la parabola di Renzi“: da mister rottamatore a picconatore di se stesso. Di seguito le ultime notizie sulla crisi di governo.

Crisi di governo, tutte le ultime notizie | LIVE

Ore 21,40 – Renzi: “Voteremo lo scostamento, non la fiducia”. “Se non ci vogliono, noi non diamo la fiducia, con molta libertà, ma continuiamo comunque a votare le cose che servono all’Italia. Noi vogliamo dare una mano”. A dirlo è il leader di Italia Viva Matteo Renzi, parlando a Diritto e rovescio, su Rete 4. Renzi ha dichiarato che Iv voterà lo scostamento, non la fiducia al governo. “Si prendano i soldi del Mes. Ancora oggi non ci sono i soldi per la Sanità”, insiste il senatore. “La pandemia non interrompe la democrazia”. E all’ex capo politico M5S Luigi Di Maio, Renzi dice: “Non mi vuole più come interlocutore? Bene, a questo punto Di Maio avrà più tempo per occuparsi di politica estera. Da quando lui è ministro non si tocca più palla in Libia. Sono contento, avrà più tempo per fare il ministro, speriamo ci riesca”. E alla domanda su come finisce martedì, il senatore di Italia Viva risponde “1-x-2” con una certezza: “Alle elezioni si va nel 2023”.

Ore 21,00 – Faraone: “Fiducia da Iv? Ci riuniamo e decidiamo” – Voterete la fiducia dopo le comunicazioni del presidente Conte? “Se la situazione è quella che è è chiaro che abbiamo già dichiarato ieri in conferenza stampa. Naturalmente abbiamo sempre detto che l’ideale per questa legislatura – naturalmente diamo per scontato  che proseguirà – è avere un governo forte, autorevole che garantisca questo periodo di difficoltà”. Lo ha detto il capogruppo Iv in Senato, Davide Faraone, ai giornalisti che lo hanno interpellato. “Abbiamo appreso ora che la modalità sarà quella della fiducia per cui ci riuniremo e stabiliremo come comportarci”, ha aggiunto. “Ieri in conferenza  stampa è uscito tutto”, ha ribadito.

Ore 20,55 – Bernini: “Conte rimanda tempo della verifica” – “Il presidente Conte”, che verrà a Palazzo Madama martedì per le comunicazioni sulla situazione politica, “rimanda in maniera vergognosa il tempo di verifica di un governo che non sappiamo nemmeno se esiste”. Lo ha detto in Aula Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia in Senato. “Sappiamo che sono state ritirate delle ministre ma non sappiamo se è stata ritirata la fiducia – ha aggiunto commentando gli annunci di Italia viva – E’ questo il modo in cui voi servite i vostri rappresentati, quegli italiani che stanno soffrendo? Se questa è l’alba di un nuovo giorno ci auguriamo che questo giorno non venga mai e continuiamo a lavorare perché governi raccogliticci non nascano mai”, ha concluso.

Ore 20,30 – Conte in Senato martedì alle 9,30 – Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, terrà le comunicazioni in Senato martedì prossimo dalle 9,30. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo.

Ore 19,55 – Di Maio: “Conte imprescindibile, no altre opzioni” – “Oggi il presidente del consiglio Giuseppe Conte è una figura cruciale di questa maggioranza e di questa coalizione. Noi del Movimento 5 Stelle lo abbiamo proposto due volte” e “continueremo a sostenerlo. In questo momento non vedo altre opzioni percorribili”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio al Tg3.

Ore 19,40 – Conte chiederà fiducia in Parlamento – Le comunicazioni del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in Parlamento avranno ‘carattere fiduciario’. Quindi, dopo il dibattito, la votazione che seguirà si svolgerà con le modalità del voto di fiducia, con chiama per appello nominale. In tutto, alla Camera tra comunicazioni del premier, dibattito e votazione occorreranno circa 6-7 ore, comprese le pause per la sanificazione dell’Aula. Lo riporta Agi riferendosi a quanto emerge al termine della Conferenza dei capigruppo di Montecitorio.

Ore 19,30 – Conte lunedì alla Camera, orario ancora da definire – Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, renderà le comunicazioni in Aula alla Camera lunedì prossimo, 18 gennaio. Ma l’orario non è stato stabilito dalla Conferenza dei capigruppo, la cui riunione è appena terminata, in quanto il presidente Roberto Fico si consulterà con la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, per verificare se sarà possibile svolgere le comunicazioni nella sola giornata di lunedì anche a palazzo Madama. In caso contrario, al Senato Conte si recherà martedì.

Ore 19,25 – Fico-Casellati decideranno se dibattito Conte solo lunedì – Saranno i presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico e Elisabetta Casellati, a valutare e quindi stabilire se far svolgere le comunicazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella sola giornata di lunedì sia a Montecitorio che al Senato, oppure se sarà necessario suddividere in due giorni: in questo caso, Conte interverrà alla Camera lunedì, e al Senato l’indomani, martedì. Il motivo è che trattandosi di un dibattito sulla fiducia, i tempi sono lunghi, almeno sei sette ore, viene spiegato. E’ quanto viene riferito al termine della Conferenza dei capigruppo di Montecitorio.

Ore 19,20 – Conte chiederà la fiducia in Parlamento. Il premier Conte intende chiedere la fiducia al governo in parlamento. Lo riporta l’agenzia Agi. Il presidente del Consiglio andrà alla Camera e al Senato lunedì o lunedì e martedì. Il voto per lo scostamento di bilancio alla Camera è previsto per mercoledì alle 16.

Ore 18,30 – Riccardo Nencini, il senatore socialista del gruppo Italia Viva, reta con Conte. All’indomani delle dimissioni presentate dalle ministre di Italia Viva Teresa Bellanova ed Elena Bonetti e dal sottosegretario Ivan Scalfarotto, i renziani registrano le prime defezioni: si tratta del senatore socialista Riccardo Nencini e del segretario del Partito socialista italiano Enzo Maraio. Nencini è un senatore, quindi il suo voto può essere molto importante per la maggioranza a Palazzo Madama, ed è inoltre colui che ha “prestato” il simbolo a Italia Viva, consentendo a Renzi di avere un gruppo autonomo al Senato (che appunto si chiama Psi-Italia Viva). Qui la notizia completa.

Ore 18,25 – Meloni: “Unica soluzione seria è andare al voto”. Il premier Conte “avrebbe dovuto dimettersi o si sarebbe dovuto già presentarsi alle Camere”. A dirlo è stata Giorgia Meloni, leader di FdI, rispondendo alle domande dei cronisti. “Anche se Conte avesse i numeri in parlamento, andremmo verso un governo ancora più debole”, ha detto Meloni. “L’unica soluzione seria è andare al voto, ci vuole una maggioranza forte, una visione coesa. Ho sentito Berlusconi, stava bene e abbiamo condiviso le cose che vi ho detto stasera”, ha aggiunto.

Ore 18,20 – Conte potrebbe riferire lunedì alla Camera, martedì al Senato – Il premier potrebbe recarsi a riferire alla Camera sulla crisi lunedì e martedì al Senato. L’indiscrezione arriva dal TgLa7 durante la maratona sulla crisi di governo. A decidere sarà la capigruppo che è ancora in corso.

Ore 18,15 – Berlusconi: “Sto bene, no a tatticismi di palazzo” – “Qualunque sia la soluzione, è necessario attuarla al più presto, senza perdere neppure un giorno nei tatticismi della politica di palazzo. Un saluto e un ringraziamento cordiale a tutti”. Lo scrive il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi, in una nota sulla crisi di governo. “La mia attività prosegue normalmente, in costante contatto con i miei collaboratori e i protagonisti della vita pubblica, in questo momento così difficile per il Paese – afferma, dopo il ricovero per accertamenti -. Non sono preoccupato per le mie condizioni, mi preoccupo per quelle di tanti italiani vittime del Covid e di altre malattie e di tanti altri italiani che subiscono le conseguenze di una crisi gravissima. Mi preoccupo anche, di conseguenza, per il rischio che la crisi politica che si è aperta aggravi la paralisi decisionale del Paese in un momento così difficile”. Sulle proprie condizioni di salute Berlusconi scrive:  Desidero tranquillizzare tutti: sono in buone condizioni di salute, il mio ricovero si è reso necessario solo per alcuni accertamenti poco più che di routine impostimi dalla prudenza dei miei medici curanti”.

Ore 17,25 – Salvini: “Se Conte non ha i numeri eviti di bloccare il Paese” – “Se Conte non ha i numeri in Parlamento eviti di bloccare il Paese, il centrodestra ha uomini, idee e progetti”. Lo ha detto Matteo Salvini, segretario nazionale della Lega, al termine del vertice di centrodestra.

Ore 17,15 – Comunicazioni Conte, a seguire voto Parlamento – Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha illustrato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella “la situazione politica determinatasi a seguito delle dimissioni” delle ministre e del sottosegretario di Iv ed ha “rappresentato la volontà di promuovere in Parlamento l’indispensabile chiarimento politico mediante comunicazioni da rendere dinanzi alle Camere”, recita la nota del Quirinale. Dunque, trattandosi di comunicazioni del premier in Aula, secondo i regolamenti dei due rami del Parlamento, a seguire si svolgerà il voto su delle risoluzioni. saranno le conferenze dei capigruppo di Camera e Senato, che si riuniranno in giornata, a decidere la data.

Ore 17,05 – Mattarella prende atto intendimenti Conte – Il presidente della Repubblica ha preso atto degli intendimenti così manifestati dal presidente del Consiglio dei ministri. Lo si legge in una nota del Quirinale al termine del colloquio avvenuto nel primo pomeriggio tra Sergio Mattarella e Giuseppe Conte.

Ore 17,00 – Conte a Mattarella: “Chiarimento in aula Camere”. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha illustrato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella “la situazione politica determinatasi a seguito delle dimissioni” delle ministre e del sottosegretario di Iv ed ha “rappresentato la volontà di promuovere in Parlamento l’indispensabile chiarimento politico mediante comunicazioni da rendere dinanzi alle Camere”.

Ore 16,55 – Mattarella firma dl interim Agricoltura a Conte – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto questo pomeriggio al palazzo del Quirinale il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte. Il presidente della Repubblica ha firmato il decreto con il quale, su proposta del presidente del Consiglio dei ministri, vengono accettate le dimissioni rassegnate dalla sen. Teresa Bellanova dalla carica di ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali – il relativo interim e’ stato assunto dal presidente del Consiglio dei ministri -, dalla prof. Elena Bonetti dalla carica di ministro senza portafoglio e dall’on. Ivan Scalfarotto, sottosegretario di stato.

Ore 16,10 – Conte al Quirinale da Mattarella – Il premier, Giuseppe Conte, è salito al Quirinale per informare il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sugli sviluppi della crisi di governo, formalizzata da Matteo Renzi con le dimissioni delle ministre di Italia Viva, Teresa Bellanova ed Elena Bonetti, e del sottosegretario Ivan Scalfarotto. Leggi l’articolo completo.

Ore 15,45 – Franceschini: “Ricerca maggioranza alla luce sole” – “Le maggioranze in un sistema non più bipolare si cercano e si costruiscono in parlamento, è già avvenuto due volte in questa legislatura, e non c’è niente di male nel dialogare apertamente e alla luce del sole con forze politiche disponibili a sostenere un governo europeista in grado di gestire l’emergenza sanitaria, il recovery e di approvare una legge elettorale su base proporzionale”. Lo ha detto Dario Franceschini nel suo intervento all’ufficio politico del Pd in cui ha condiviso appieno la relazione di Zingaretti.

Ore 15,40 – Gualtieri: “Atto di irresponsabilità senza precedenti – “L’apertura di una crisi di governo nel pieno di una pandemia nel momento in cui occorre varare provvedimenti difficili come quelli varati ieri di contenimento del virus e sostegno all’economia, nel momento in cui si sta finalizzando” il Recovery plan “è un atto di un’irresponsabilità senza precedenti”.  Lo ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ospite di ‘Oggi è un altro giorno’ su Rai 1. Gualtieri ha aggiunto che il Pd non è disponibile a “stringere alleanze con antieuropeisti”.

14,05 – Zingaretti: “Iv inaffidabile in qualsiasi scenario” – “C’è un dato che non può essere cancellato nelle nostre analisi, ed è a questo punto l’inaffidabilità politica di Italia Viva”, lo ha detto Nizola Zingaretti nel corso dell’Ufficio politico del Pd. Dopo la crisi di governo innescata da Renzi, Zingaretti afferma che l’inaffidabilità politica dell’ex segretario Pd “è un dato presente e che io credo, e questo dovremmo tenerlo in considerazione, comunque, per come avvenuto, mina la stabilità in qualsiasi scenario si possa immaginare un coinvolgimento e una nuova possibile ripartenza”.

Ore 14,00 – Zingaretti: “Mai con destra sovranista” – “Abbiamo chiarito e dobbiamo ribadire che per noi è impensabile qualsiasi collaborazione di governo con la destra italiana, sovranista e nazionalista”. Lo ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, durante il suo intervento alla riunione dell’ufficio politico del partito. “Sarebbe un segnale incomprensibile in Italia – ha aggiunto – ma anche per le cancellerie europee e per l’opinione pubblica democratica europea inaccettabile”. Poi conclude: “Non ci possiamo permettere di governare con chi si è identificato con Trump e ha costantemente manifestato un sentimento anti europeo. È sbagliato dopo la vittoria di Biden favorire scenari che ridanno fiato, come e’ accaduto con la scelta di Renzi, agli alleati di Trump”.

Ore 13,45 – Tajani: “Noi di FI da sempre responsabili” – “L’appello ai ‘costruttori europei’ di Di Maio? È criptico, non servono messaggi criptici. Serve che tutti i partiti della sinistra facciano in fretta e dicano al presidente della Repubblica e agli italiani cosa intendono fare. Noi siamo sempre stati seriamente responsabili abbiamo sempre fatto proposte concrete, anche sul Recovery fund. Sono loro che non si sono dimostrati veri responsabili, basta guardare a quel che sta accadendo”, ha dichiarato il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani.

Ore 13,3o – M5S riunisce il direttivo: assemblea alle 21 – Il Movimento Cinque Stelle si prepara ad affrontare la crisi. Dopo il tavolo con i componenti del governo, nel pomeriggio il capo politico Vito Crimi e il capo delegazione nel governo Alfonso Bonafede incontrerà gli organismi direttivi dei gruppi M5S di Camera e Senato. Poi in serata si riunirà l’assemblea congiunta dei deputati e senatori M5s. L’assemblea è stata convocata per le 21.

Ore 13,oo – In corso la riunione Pd – Al Nazareno si sta svolgendo l’incontro del Partito Democratico sulla crisi di governo. Il partito di Zingaretti al momento è diviso tra chi ritiene che sarebbe giusto andare alla conta in aula e chi preferirebbe seguire gli avvertimenti del Colle. Sono presenti il segretario Zingaretti, i membri della segreteria, il vicesegretarioAndrea Orlando, i capigruppo Graziano Delrio e Andrea Marcucci e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.

Ore 12,10 – Pd: “Responsabili non ci sono, rischio voto a giugno” – Secondo fonti qualificate interne al Partito Democratico, al Nazareno si registra preoccupazione dopo che un’analisi preliminare ha mostrato che i voti dei responsabili “non ci sono”. Si fa strada quindi l’ipotesi di andare a votare a giugno.

Il Pd, spiegano le stesse fonti, non può andare dietro a rumors su sostegni alla maggioranza che al momento non si palesano. D’altro canto anche ricucire con Iv sembra una chimera perchè M5s ha chiarito che con Matteo Renzi non ci parla più.

Ore 12,00 – Di Maio: “Da Renzi gesto irresponsabile, appello ai costruttori” – “Mentre il Paese attraversa uno dei momenti più bui della sua storia, ieri Matteo Renzi ha scelto di ritirare i suoi ministri aprendo l’ennesima crisi di governo. Il mondo ci sta guardando e purtroppo non possiamo andarne fieri”. Lo ha scritto su Facebook il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

“Nell’anno nella presidenza italiana del G20, della copresidenza italiana della COP26 e soprattutto nell’anno in cui dobbiamo iniziare a spendere il piano Marshall del nuovo millennio, l’Italia rischia così di essere macchiata in modo indelebile da un gesto che considero irresponsabile e che, come avevo anticipato, divide definitivamente le nostre strade”, ha continuato Di Maio.

“Il mio appello si rivolge dunque a tutti i costruttori europei che, come questo Governo, in Parlamento nutrono la volontà di dare all’Italia la sua opportunità di ripresa e di riscatto. Insieme, possiamo mantenere la via. Guardiamoci intorno e troveremo un Paese che chiede di essere ascoltato. Non possiamo permetterci di ignorarlo. Noi gli daremo voce fino alla fine”, ha aggiunto.

Crisi di governo, ultime notizieOre 11,00 – Centrodestra: “Conte venga a riferire in Senato” – Il presidente dei Senatori di Fratelli d’Italia a dichiarato ai cronisti riuniti a Montecitorio che il centrodestra attende il premier in Senato, per verificare “se questo governo ha ancora una maggioranza in Parlamento”. Il vertice dei leader di centrodestra si riunirà alle 14.

Ore 10,45 – Alle 11 si riunisce l’esecutivo politico del Partito democratico – All’incontro parteciperanno il segretario Nicola Zingaretti, il vice Andrea Orlando, i ministri e i capidelegazione dem. L’obiettivo è confrontarsi sulla linea da tenere: da un lato c’è l’ipotesi di appoggiare il capo del governo e di andare dunque alla conta dei voti in Aula; dall’altra quella di tentare una riconciliazione con il leader di Italia Viva dopo le dichiarazioni in conferenza stampa e in linea con l’orientamento di Mattarella, che non vorrebbe maggioranze “raccogliticce” in Senato.

Ultime notizie sulla crisi di governo – Ore 10,40 – Convocata la riunione dei capigruppo in Senato – È stata convocata per le 11.15 al Senato la conferenza dei capigruppo dopo la richiesta delle opposizioni di sospendere i lavori dell’Aula per ascoltare il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sulla crisi di governo.

Crisi di governo, ultime notizie – Ore 10,30 – Fico sospende i lavori in Aula – “Aderisco alla richiesta di convocare a breve una riunione dei capigruppo, anche per stabilire un percorso ordinato e responsabile in questo momento così drammatico. Contatterò il presidente Conte per la richiesta di venire in aula”. Lo annuncia il presidente della Camera, Roberto Fico che ha deciso di sospendere i lavori dell’assemblea. La richiesta a Conte di riferire alla Camera sulla crisi di governo, avanzata inizialmente dal centrodestra, era stata condivisa da tutti i capigruppo di Montecitorio.

Crisi di governo, ultime notizie: le reazioni dopo la conferenza stampa di Renzi

La conferenza stampa di Renzi che ha aperto la strada alla crisi del governo Conte ha suscitato la dura reazione del segretario dei dem Nicola Zingaretti, che secondo le ultime notizie di ieri ha parlato di un gesto “incomprensibile”. “Adesso è a rischio tutto”, ha detto. Oggi, secondo quanto riferito da fonti parlamentari del Pd, è prevista una riunione dell’ufficio politico del partito insieme ai ministri, per fare il punto sulla crisi.

Il Movimento 5 Stelle ha fatto sapere che il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio “è fortemente preoccupato per gli sviluppi politici delle ultime ore. Ha sentito il premier Conte più volte e in questo momento segue da vicino ogni passaggio, insieme al capo politico Vito Crimi e agli altri ministri M5S, al fine di dare il “massimo supporto e fornire ogni contributo possibile al presidente del Consiglio”.

Il centrodestra, al termine di un vertice di coalizione, ha dichiarato in una nota congiunta: “Conte prenda atto della crisi e si dimetta immediatamente o, diversamente, si presenti domani in Parlamento per chiedere un voto di fiducia. Se non ci sarà la fiducia, la via maestra è il voto”.

Crisi di governo, ultime notizie: cosa può fare Conte dopo le dimissioni di Renzi

Cosa resta da fare a Conte ora che Renzi ha staccato la spina, innescando la crisi di governo? Ieri i leader della maggioranza hanno fatto sapere al premier di essere con lui senza se e senza ma, ma è escluso che Conte vada direttamente in Parlamento a chiedere nuovamente la fiducia, anche perché questo potrebbe rappresentare un suicidio politico senza i voti di Italia Viva. Si è parlato dell’appoggio dei “responsabili”, che potrebbero garantire la fiducia anche in assenza dell’appoggio renziano, ma questa prospettiva non piace né a Mattarella né al Pd, perché non assicurerebbe una maggioranza solida, e l’esecutivo sarebbe soggetto ai veti dei parlamentari esterni alla maggioranza di governo.

Ultime notizie sulla crisi di governo – Conte temporeggia e rimanda la resa dei conti in Parlamento

Conte potrebbe invece rimandare la resa dei conti in Aula, assumere l’interim dei ministri lasciati liberi da Bonetti e Bellanova e attendere il tempo necessario a votare lo scostamento di bilancio e il decreto ristori in Parlamento. Eppure, se questo scenario si realizzasse, l’opposizione potrebbe presentare da un momento all’altro una mozione di sfiducia e spingere il governo a contare i voti e a prendere atto della crisi.

Crisi di governo, ultime notizie – Conte rassegna le dimissioni: patto di legislatura

Conte potrebbe invece salire al Quirinale e rassegnare le proprie dimissioni, il che lo renderebbe spendibile per un terzo mandato. Potrebbe quindi ricevere da Mattarella l’incarico a formare una nuova maggioranza, solida e non raccogliticcia. A questo punto potrebbero manifestarsi nuovi gruppi pronti a sostituire i 18 senatori di Renzi e garantire qualche mese di sopravvivenza al Conte ter attraverso un patto di fine legislatura, quello su cui punta il premier.

Rimpasto 

Dall’inizio della crisi di governo aperta da Renzi si è parlato di un “rimpastone”: e cioè della possibilità che la maggioranza resti la stessa ma con più ministri in quota Iv per accontentare il senatore di Rignano. Eppure Conte due giorni fa ha fatto sapere che se il leader di Iv avesse aperto la crisi di governo – gettando il Paese nel caos in piena pandemia – non avrebbe più stretto accordi con lui. Solo in extremis, dopo essersi consultato con Mattarella, ha teso il ramoscello di ulivo, dichiarando di confidare ancora in un passo indietro da parte del suo rivale. Ma Renzi non ha accolto l’invito. Sembra che il leader di Iv preferirebbe una squadra guidata dalla stessa maggioranza, ma da un leader diverso.

Crisi di governo, ultime notizie – Stessa maggioranza, nuovo premier

Se, dopo le dimissioni, Conte non è in grado di mettere insieme una nuova maggioranza, si aprono le consultazioni: in tal caso salterebbe la leadership dell’avvocato e sarebbe un esponente del Pd o del M5S a prendere in mano la squadra, guidando un nuovo governo con la stessa maggioranza (Pd, M5S, Leu e Iv) ma dicendo addio a Conte. Per questa nuova figura i candidati di punta sono l’attuale ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Governo di salute pubblica

L’extrema ratio, esclusa in principio dal Pd, è quello di creare un governo di “salute pubblica” con tutti dentro, che traghetti il Paese nei mesi di crisi fino alle prossime elezioni, a maggio o a giugno, prima che scatti il semestre bianco. A guidare un governo nazionale potrebbero essere Mario Draghi o Marta Cartabia. Ma è lo scenario meno probabile secondo le ultime notizie sulla crisi di governo.

Crisi di governo, ultime notizie: cosa ha detto Renzi in conferenza stampa

Durante la conferenza stampa in cui ha annunciato le dimissioni delle ministre e del sottosegretario di Italia Viva, Renzi ha spiegato che “la crisi di governo non è stata aperta da Italia Viva, ma da mesi“. “Il senso di responsabilità consiste nell’affrontare i problemi, non a nasconderli”, ha detto il leader di Iv. “Siamo consapevoli che la nostra responsabilità è quella di dare risposte al Paese”. E ha chiesto di “rispettare le regole democratiche” perché “con noi nessuno avrà i pieni poteri”.

Nel corso dell’intervento che ha aperto la crisi di governo Renzi ha fatto più volte riferimento a Conte e ai processi democratici che sarebbero “saltati” in favore della sua comunicazione social, favorita dall’emergenza sanitaria. Ma l’ago della bilancia che ha innescato la crisi è stata secondo Renzi l’irresponsabilità del governo di non prendere il Mes.

“Non prendere il Mes è irresponsabile. Irresponsabile è chi porta le proprie ideologie nella realtà. Noi voteremo lo scostamento di bilancio, saremo al fianco del governo – quale esso sarà per il decreto ristori – sul decreto ristori, ma non siamo pronti a essere come gli altri e fingere che va tutto bene”. “Se c’è una crisi politica la si affronta nelle sedi istituzionali e non negli show in piazza”, ha detto ancora Renzi, chiarendo di non avere alcuna “pregiudiziale” sulle formule per dare vita a una nuova maggioranza, tranne quella di affidare il governo “alle forze della destra sovranista” .

“Non c’è alcuna ipotesi di ribaltone”, ha aggiunto il leader di Italia Viva. “Non credo al voto”, ha detto Renzi, “ci sono le condizioni in parlamento per non andare al voto”.

Leggi anche: Il piano di Renzi ora si complica: vince solo se salta Conte 2. Conte accetta le dimissioni delle ministre Iv. Speranza e Bonafede: “Si va avanti con lui” 3. Crisi di governo, le reazioni. Zingaretti: “Da Iv errore gravissimo contro l’Italia”. Centrodestra: “Conte si dimetta”

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