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Bruno Vespa replica alle critiche dopo la sfuriata in diretta: “Da Provenzano la più grave delle offese”

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"A Porta a Porta la par condicio è una religione": le parole del conduttore

Bruno Vespa replica alle critiche dopo la sfuriata in diretta tv contro il deputato del Pd Giuseppe Provenzano. In una nota inviata all’Ansa, il giornalista e conduttore di Porta a Porta ha dichiarato: “Come sanno bene Agcom e Rai, Porta a Porta ha sempre fatto, dalle origini, della par condicio costantemente la sua forse stupida religione (In questa stagione il Pd è da noi numericamente presente più di ogni altro partito). Ma comprendo perfettamente il disagio dei componenti Pd della commissione di Vigilanza Rai. Abituati nella televisione d’oggi a non avere quasi dappertutto controparte se non talvolta in misura simbolica, capisco che trovino normale che l’onorevole Provenzano – che ha avuto un tempo di parola superiore al senatore Malan interrotto costantemente – rivolga la più grave delle offese a un giornalista che già prima che Provenzano nascesse aveva dimostrato quanto doveva in fatto di correttezza professionale”.

Lo scontro è avvenuto durante un botta e risposta tra Provenzano e il capogruppo di FdI al Senato, Lucio Malan. “Prima ha parlato, adesso lasci parlare” ha affermato Vespa rivolgendosi al deputato del Partito Democratico. “Stavamo interloquendo, dottor Vespa, è legittimo, siamo in uno studio democratico” ha risposto Provenzano. “Vuole venire al posto mio?” ha replicato il conduttore con il deputato del Pd che, indicando lo spazio riservato agli esponenti del centrodestra, ha risposto: “Ci mancherebbe, non lo farei mai. Forse dovrebbe sedersi da quella parte”.

Quest’ultima frase ha scatenato la rabbia del giornalista: “Questo non glielo consento, con quello che vedete in giro sulla par condicio, non glielo consento! Ha fatto una battuta, se la poteva risparmiare. Adesso stia zitto, lasci parlare gli altri per favore”. La reazione di Vespa ha scatenato le proteste del Pd che ha chiesto alla Rai di prendere le distanze dai toni utilizzati dal conduttore che “minano il ruolo imparziale della trasmissione. Comprendiamo il nervosismo nel governo dopo l’esito del referendum, ma non è accettabile da chi ricopre un ruolo nel servizio pubblico”.

Solidarietà, invece, dal deputato di Fratelli d’Italia, Francesco Filini, capogruppo in commissione di Vigilanza Rai che ha dichiarato: “Esprimo la solidarietà a Bruno Vespa per l’ennesimo, inaccettabile attacco sferrato dal Partito Democratico. È il solito, stucchevole copione: la sinistra si proclama paladina della libertà di stampa, ma non appena un giornalista libero prova a ristabilire il corretto confronto sulla base del rispetto reciproco e tutelando il diritto di parola e di espressione, scatta immediatamente il manganello mediatico. Sono evidentemente rimasti ai tempi di Telekabul”.

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