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Covid, chi è favorevole e chi è contrario a un nuovo lockdown in Italia

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 28 Ott. 2020 alle 18:25
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Covid, chi è favorevole e chi è contrario a un nuovo lockdown in Italia

L’ultimo Dpcm, emanato domenica scorsa dal premier Giuseppe Conte, al momento ha escluso la possibilità di un nuovo lockdown generalizzato in Italia a causa del vertiginoso aumento dei nuovi contagi da Coronavirus. Eppure, negli ultimi giorni, sono stati tanti gli esponenti del mondo della politica che si sono esposti a favore di una chiusura del Paese, vedendo il lockdown come l’unico modo per frenare l’avanzata del Covid-19 nel nostro Paese. L’ultimo, in ordine di tempo, è stato il professor Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza. Dall’altro lato della barricata, Conte è il primo sostenitore del “no” a un secondo lockdown generalizzato.

Di seguito, vediamo chi è favorevole e chi è contrario a un lockdown in Italia:

Il fronte dei favorevoli

Detto del professor Walter Ricciardi (“a Milano e Napoli uno può prendere il Covid entrando al bar, al ristorante, prendendo l’autobus. Stare a contatto stretto con un positivo è facilissimo perché il virus circola tantissimo. In queste aree il lockdown è necessario, in altre aree del Paese no”, ha detto), anche il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, si è detto favorevole a mini-lockdown, che riguardino singole zone. Sulla stessa linea, quella dei lockdown locali, anche il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro: “Si tratta della cassetta degli attrezzi per convivere con l’epidemia, far funzionare la società e garantire l’assistenza”, ha dichiarato. Il primario del reparto di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, ha invece detto: “Io pavento il lockdown nazionale, mi auguro si riesca ad evitarlo ma ha funzionato, è l’extrema ratio se non riuscissimo a fare altro”. Molto più drastico, invece, Guido Bertolini, responsabile del Coordinamento Covid-19 per i reparti dei pronto soccorso lombardi: “L’unica cosa che si può fare è chiudere tutto, un lockdown a livello nazionale. La situazione nei pronto soccorso è drammatica, non solo in Lombardia, ma ovunque a livello nazionale”.

Il fronte dei contrari

Oltre al premier Giuseppe Conte, finora si sono detti contrari molti sindaci e governatori. Tra questi, il primo cittadino di Milano Beppe Sala e quello di Napoli Luigi De Magistris, che hanno fortemente criticato la presa di posizione di Ricciardi, chiedendo al ministro Speranza se le parole del suo consulente rappresentassero anche il ministero. Critici anche il governatore della Liguria, Giovanni Toti e il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli: “Purtroppo dobbiamo introdurre piccole limitazioni per ottenere un risultato maggiore, per non riportare il Paese in lockdown, che sarebbe intollerabile”, ha dichiarato quest’ultimo. Più cauto, invece, il governatore della Lombardia Attilio Fontana: “Un eventuale lockdown – ha dichiarato – è una competenza che spetta al governo e quindi io potrei magari sollecitarla, ma non posso autonomamente assumerla”.

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