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Castaldi (M5S): “Su Colleferro e il reddito di cittadinanza strumentalizzazione penosa. Ma i controlli devono aumentare”

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 18 Set. 2020 alle 17:48
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Immagine di copertina

“Far passare chi prende il reddito di cittadinanza per un delinquente è pietoso, perché questo accade quando gli episodi di cronaca vengono strumentalizzati a scopo politico e si stravolge il senso delle cose”. A parlare a TPI è Gianluca Castaldi, senatore M5S e Sottosegretario per i Rapporti con il Parlamento, che dice la sua sul polverone innescato dalla notizia del reddito di cittadinanza indebitamente percepito dai 4 aggressori di Willy Monteiro Duarte.

I fratelli Marco e Gabriele Bianchi, Mario Pincarelli e Francesco Belleggia percepivano il reddito di cittadinanza pur non avendone diritto. I quattro sono stati così denunciati alla Procura della Repubblica di Velletri e segnalati all’Inps di Colleferro per il recupero delle somme indebitamente percepite. Una notizia che ha trovato eco nell’opinione pubblica e che ha scatenato l’indignazione di alcuni esponenti politici.

“Ogni giorno esce una notizia di cronaca relativa a questi percettori di reddito di cittadinanza. Il problema è che il principio del reddito di cittadinanza è sbagliato. Non è normale uno Stato che dà il reddito a un energumeno che potrebbe andare a lavorare e poi magari dà 280 euro a un invalido civile totale”, ha commentato Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia.

Onorevole Castaldi, lei è stato tra i più accesi sostenitori del reddito di cittadinanza, come commenta le polemiche?
In questo momento di difficoltà, con una pandemia in corso, il reddito di cittadinanza si è rivelato uno strumento indispensabile. La strumentalizzazione che si fa del reddito di cittadinanza, ogni volta che accade qualcosa del genere, è eccessiva. Sono andato a vedere anche i dati: a oggi, abbiamo revocato 8.200 redditi su un totale di quasi 2milioni di redditi erogati, percentuali in linea o addirittura inferiori rispetto ai numeri che si registrano per le altre truffe che si fanno allo Stato.

Il reddito di cittadinanza è uno degli strumenti che lo Stato mette a disposizione delle fasce più deboli e così come gli altri ha bisogno di controlli e, così come gli altri, ha ovviamente dei momenti di criticità, come quello venuto fuori ieri. Strumentalizzare il reddito con un evento così traumatico è poco dignitoso.

Quattro persone devono allo Stato quasi 33mila euro. È una cifra che sbalordisce.
Dobbiamo certamente cercare di aumentare i controlli da parte della Finanza. Il reddito di cittadinanza viene calcolato sul reddito Isee e l’INPS eroga in base alla sussistenza dei requisiti e dunque della dichiarazione Isee. Ma questo riguarda tutti i sussidi che lo stato eroga ai cittadini. Utilizzare un evento di cronaca e strumentalizzare il Rdc e farne una battaglia politica è inaccettabile.

Considerando che il reddito da erogare viene calcolato in base alla dichiarazione del nucleo familiare, si può ragionare su un modo per evitare altre truffe di questo tipo in cui i figli erano a carico dei genitori ma avevano tutt’altro tenore di vita rispetto a quanto dichiarato?
Certamente. Dobbiamo anche considerare che se 8.200 redditi sono stati revocati su un totale di 1.900.000 erogati, e quindi aiuti per quasi 3 milioni di persone, la percentuale di truffatori è irrisoria. Siamo d’accordo che dobbiamo erogare il reddito a chi ne ha diritto, ma questo rientra in un contesto di controllo, quello italiano, che ha una lunga storia alle spalle.

Io sono un grande sostenitore del reddito di cittadinanza perché credo che lo Stato non debba lasciare nessuno indietro. Questi episodi ci aiutano a capire meglio come limitare i casi di truffa, quindi come recuperare denaro per allargare la platea di persone cui dare il Rdc. I dati ci dicono che ci sono 5 milioni di persone che hanno bisogno del reddito di cittadinanza, questo vuol dire che ci sono ancora 2 milioni di persone che ne hanno bisogno.

Io, personalmente, sono per un reddito universale, e mi ha fatto molto piacere sentire la presidente della Commissione europea, Ursula Von Der Leyen, sposare questa causa, certo per ora a parole. Ma è importante che abbia sposato molti punti che la mia forza politica porta avanti da anni.

Parlando di reddito di cittadinanza non si può non pensare ai navigator, che fine hanno fatto?
Ci aspettiamo molto di più di quanto è stato fatto finora, il Covid non ha permesso un check definitivo per vedere cosa è migliorabile, e se la messa in contatto tra domanda e offerta ha reso quanto doveva. Sono stati mesi di difficoltà per tutti, anche per i navigator. Ma il sistema funziona, abbiamo dei riscontri: sono stati trovati dei posti di lavoro. Se reputiamo che il numero di posti di lavoro trovati dai navigator sia ancora basso rispetto alle risorse investite, allora dobbiamo cercare di modificare la norma. Se invece i dati sono in linea, significa che dobbiamo solo intensificare i controlli.

Tutti gli approfondimenti di TPI sull’aggressione di Colleferro: 1. LA CRONACA: 21enne interviene per difendere un amico: massacrato a morte dal branco / 2. LA RICOSTRUZIONE: “Vi prego basta, non respiro più, così è morto Willy / 3. LA BIO: “Sognava di diventare come Totti”: chi era Willy / 4. I PROFILI: Dal culto per le arti marziali ai precedenti per spaccio: chi sono gli aggressori di Willy Monteiro / 5. LE INDAGINI: Colleferro, tre arrestati restano in carcere: Belleggia va ai domiciliari

6. Caso Willy, meno male che non lo avevate nemmeno toccato: l’autopsia rivela lesioni multiple sul suo corpo / 7. IL DETTAGLIO: Uno degli aggressori di Willy Monteiro insegnava arti marziali ai bambini / 8. LE OPINIONI: Willy ha pagato lo scotto più atroce, ma la sua morte può cambiare la percezione del razzismo in Italia (di G. Cavalli) / 9. Quel gesto vigliacco e codardo: infierire sul corpo di Willy quando era già in terra (di Lara Tomasetta) / 10. Il vuoto politico e sociale produce i mostri inumani di Colleferro (di Giulio Gambino) /11. LE TESTIMONIANZE: “Per noi era come un figlio, sarebbe diventato un bravo chef”: parla il direttore dell’hotel dove lavorava Willy /12.“Due anni di terrore e minacce dai fratelli Bianchi”: le testimonianze da Artena e Colleferro

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