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Alfonso Bonafede riconfermato ministro della Giustizia nel governo Pd-M5S

Bonafede, esponente M5S, aveva ricoperto questo incarico nel governo Lega-Movimento Cinque Stelle. Ha promosso la riforma della Giustizia, poi saltata a causa della crisi di governo

Di Madi Ferrucci
Pubblicato il 4 Set. 2019 alle 15:46 Aggiornato il 5 Set. 2019 alle 09:13
Immagine di copertina
Alfonso Bonafede. Credit: Afp

Alfonso Bonafede riconfermato ministro della Giustizia nel governo Pd-M5S

Alfonso Bonafede è stato riconfermato come ministro della Giustizia nel governo Pd-M5S. Bonafede, esponente storico del Movimento Cinque Stelle, ha già ricoperto questo incarico nel governo Lega-Movimento Cinque Stelle.

Durante il suo mandato, Bonafede ha promosso la riforma della Giustizia poi saltata a causa della crisi di governo innescata dal segretario della Lega Matteo Salvini.

Con l’accordo Pd-M5S la crisi di governo è in via di risoluzione. Dopo l’ok al programma in 26 punti e il Sì del 79 per cento degli iscritti alla piattaforma Rousseau, Conte è salito al Quirinale con la squadra di ministri (qui tutti gli aggiornamenti in tempo reale).

I prossimi passi per la formazione del governo sono il giuramento e il voto di fiducia in Parlamento.

Chi è Alfonso Bonafede

Nato a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, il 2 luglio del 1976, Alfonso Bonafede è un avvocato e deputato pentastellato. Ha studiato a Firenze, dove si è trasferito nel 1995, e poi ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca all’Università di Pisa.

La sua attività politica ha inizio nel 2006, anno in cui entra a far parte del gruppo degli “Amici di Beppe Grillo” del Meet-up di Firenze. Nel 2009 si è candidato come sindaco di Firenze per la Lista Civica Beppegrillo.it, ottenendo l’1,82 per cento dei voti.

Alle elezioni politiche del 2013 Alfonso Bonafede è stato eletto come deputato nella circoscrizione XII Toscana per il Movimento 5 Stelle. Alla Camera ha ricoperto il ruolo di Vicepresidente della Commissione Giustizia.

All’inizio della sua attività parlamentare ha scritto e depositato la proposta di legge sull’introduzione della “class action” in Italia, applicabile come strumento generale per tutti i cittadini e le imprese e non solo per i consumatori.

Nel 2013 è è stato il primo firmatario della proposta di legge sul  divorzio breve.

Durante la scorsa legislatura, Bonafede ha votato contro all’approvazione del Ddl penale, alla Riforma del Codice Antimafia e alla Legge di Bilancio 2018.

Alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 è stato eletto alla Camera nella circoscrizione XII Toscana. Già prima del voto, nell’elenco dei possibili ministri, era stato designato da Di Maio come possibile Guardasigilli.

Come ministro della Giustizia, Bonafede ha promosso la riforma della Giustizia, che prevede di accorciare i tempi dei processi, con un limite massimo fissato a 6 anni.

La riforma tuttavia non è stata realizzata a causa della crisi di governo innescata da Matteo Salvini. Anzi, la questione della Giustizia è stata tra i maggiori terreni di scontro con l’ex alleato, che chiedeva la separazione delle carriere e il bavaglio alle intercettazioni.

La riforma della prescrizione, invece, entrerà in vigore a gennaio 2020.

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Nel programma condiviso Pd- M5s, al punto 12, c’è anche la questione della Giustizia, quindi la riconferma del ministro risulta coerente con l’intenzione di sviluppare la riforma da lui promossa.

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