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Riforma della Giustizia, scontro continuo nel governo. Bonafede attacca, Salvini risponde

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Continua la rissa tra M5S e Carroccio dopo la mancata intesa in Cdm

Riforma Giustizia, scontro nel governo: il ministro Bonafede attacca la Lega

Sulla riforma della Giustizia va in scena oggi, primo agosto 2019, uno dei maggiori scontri nel M5S-Lega da quando è iniziata l’esperienza del governo gialloverde. Ieri in Consiglio dei ministri l’esecutivo non ha trovato l’intesa sul processo penale. Il Guardasigilli M5S Alfonso Bonafede attacca Matteo Salvini e la Lega senza mezze misure: il Carroccio “sappia che non governa con Berlusconi”, dice. La risposta di Salvini non è tardata ad arrivare.

Ieri, 31 luglio, otto ore di confronto e un Cdm fiume non sono bastati per raggiungere un’intesa definitiva tra i due azionisti del governo Conte. Precisamente l’esecutivo ha un accordo di massima su giustizia civile e riforma del Csm ma alla fine il via libera al testo del ministro non è stato definitivo, ma provvisorio, “salvo intese”.

Il ministro Bonafede sulla Giustizia contro la Lega: “Non governa con Berlusconi”

“La separazione delle carriere dei magistrati e la riforma delle intercettazioni sono i due punti forti della politica sulla giustizia di Silvio Berlusconi. Dico alla Lega che sono aperto a tutte le proposte, ma non stanno governando con Silvio Berlusconi. Se lo mettessero in testa”, ha detto Bonafede in una diretta Facebook.

“Quando arrivano no a prescindere – ha continuato il Guardasigilli – e si pescano argomenti qua e là che nulla hanno a che fare con la riduzione dei tempi dei processi, mi viene il dubbio che l’obiettivo sia far saltare la riforma della prescrizione che entrerà in vigore a gennaio. Mi auguro che non sia questo perché è inaccettabile fare giochini sulla carne viva dei diritti delle persone. Ho scritto la Spazzacorrotti, non permetterò a nessuno di fare giochini per far saltare la legge sulla prescrizione”.

> La Riforma della Giustizia di Bonafede: cosa prevede il testo che divide Lega e M5S

Secondo Bonafede, il Carroccio ha l’obiettivo di stoppare ogni processo di riforma, mostrandosi chiaramente poco propositivo. “Io sono disponibilissimo ad esaminare altre proposte che possono migliorare la riforma, ma ieri in Cdm – ha continuato il ministro nella sua diretta Facebook – non sono arrivate e lì si vede se si vuole far saltare la riforma solo per farla saltare. La separazione delle carriere e le intercettazioni non hanno nulla a che fare con la riduzione dei tempi del processo”.

E ancora: “Quella sulla separazione delle carriere è una riforma costituzionale, a parte che noi non siamo d’accordo, ma è chiaro che ha altri tempi. Poi la Lega chiede di raddoppiare il Csm: mi sembra una proposta folle che non ha nulla a che fare con la riduzione dei tempi dei processi”.

Salvini: “Cosa c’entra Berlusconi?”

“Cosa c’entra Berlusconi?”: così Matteo Salvini ha risposto a Bonafede durante un’intervista a SkyTg24. “Noi la buona volontà per un’intesa della Giustizia ce la mettiamo ma se Bonafede
inizia a tirare in ballo Berlusconi, il passato e il futuro…” ha poi affermato il ministro dell’Interno.

Il leader del Carroccio, poi, ha dichiarato che “o una riforma della giustizia è importante, vera, pesante, significativa che dimezza davvero i tempi del processo penale, o non siamo al mondo e al governo per fare le cose a metà”.

La Lega: “La riforma di Bonafede vuota e inutile”

In una nota la Lega ha definito la riforma di Bonafede “vuota e inutile”. “Siamo al lavoro – hanno fatto sapere dal Carroccio – per una reale riduzione dei tempi della giustizia, per un manager nei tribunali affinché diventino realmente efficienti, perché ci sia certezza della pena: colpevoli in galera e innocenti liberi. Sanzioni certe per magistrati che sbagliano o allungano i tempi, no a sconti di pena per i criminali e un impegno per la separazione delle carriere e anche del Csm per garantire giustizia efficiente, equa e imparziale. I cittadini non possono essere ostaggi di processi infiniti”.

Gli scenari

Lo scontro tra Lega e M5S sulla riforma della Giustizia e in particolare sul processo penale va inquadrata in un più ampio conflitto nella maggioranza di governo. Il ddl voluto da Bonafede e portato in Cdm chiede l’attuazione di proposte care ai pentastellati negli stessi giorni in cui in Parlamento, al Senato, arriva il Decreto sicurezza bis, fortemente voluto da Salvini, che deve essere convertito in legge a Palazzo Madama entro il prossimo 24 agosto.

Secondo i retroscena il leader del Carroccio avrebbe chiesto agli alleati di porre il voto di fiducia per evitare il rischio di una mancata approvazione dopo la presentazione di numerosi emendamenti proprio da parte del Movimento.

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