Basta paternali: così Milano sta affogando in un sacrificio che rischia di essere senza senso

I numeri parlano chiaro: il motore economico del Paese si è fermato, ma i risultati non arrivano. È inutile dare la colpa ai soliti "marchesi del Grillo": la politica dia risposte, invece che farci la morale

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 14 Apr. 2020 alle 16:32 Aggiornato il 14 Apr. 2020 alle 17:27
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Quarantena a Milano: un sacrificio che rischia di essere senza senso

C’è troppa gente in giro? Parliamone. Tra le persone fermate dalla forza pubblica nel giorno di Pasquetta, c’era anche il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Alessandro Fermi. “Ieri mattina mi sono recato a piedi a casa di mio fratello Riccardo, che abita in un’area boschiva di Albavilla a 500 metri dalla mia abitazione”, ha commentato l’esponente di Forza Italia. Fermi ha aggiunto “dovevo consegnargli un medicinale di cui aveva necessità e occorrenza e di cui io, a differenza sua, avevo disponibilità in casa. Durante il tragitto di rientro sono stato fermato nei pressi del mio domicilio da due agenti della Guardia di finanza a cui ho prontamente fornito la versione dei fatti”.

Il Corriere della Sera attribuisce a Fermi anche un altro commento: “Non si può? Ci vuole un po’ di buon senso nelle norme”, mentre per Ansa “dopo il chiarimento Alessandro Fermi ha compilato l’autocertificazione” e “secondo quanto emerge, non sarebbe stato sanzionato”. La scorsa settimana l’eurodeputata della Lega Francesca Donato ha manifestato la sua contrarietà al Mes girando in auto sul lungomare di Mondello a Palermo e strombazzando con il clacson. Un atto annunciato in anticipo e documentato in diretta sui social, fino all’interruzione dovuta all’inevitabile arrivo della polizia.

Una volta ripresa la trasmissione, Donato ha detto: “Ho spiegato il significato di quello che ho fatto e (i poliziotti) hanno chiaramente stabilito che, in quanto Eurodeputato, l’esercizio di una funzione politica è nell’interesse del Paese. E comunque, in assenza di comportamenti lesivi dell’ordine pubblico o di altri interessi importanti, non ero passibile di multa. Quindi non ho ricevuto nessuna multa, sono andata via senza avere nessun verbale”. Terzo caso, decisamente il più eclatante. Sara Cunial, deputata approdata al Gruppo Misto dopo essere stata espulsa dal Movimento 5 Stelle, è stata fermata dalla polizia municipale di Roma mentre si recava al mare. Un gesto che la parlamentare avrebbe tentato di far considerare “nell’esercizio delle proprie funzioni”, in quanto membro delle Commissioni numero XIII (Agricoltura) e VIII (Ambiente, territorio e lavori pubblici). La sua versione non ha però convinto gli agenti.

L’Onorevole Cunial ha quindi affidato le sue ragioni a un post su Facebook, corredato da una bella foto di un castello di sabbia, nel quale annuncia che denuncerà le “autorità che si sono guardate bene dal multarmi, ma che non hanno perso tempo a divulgare i miei dati sensibili alla stampa. Un fatto gravissimo che non mancherò di denunciare a chi di dovere”. Cunial ha discusso dei fatti anche con Concetto Vecchio di “Repubblica”, il quale, conoscendo le sue storiche posizioni No Vax, le ha chiesto: “Se ci sarà un vaccino contro il Covid-19 lei si vaccinerà?”. “Perché dovrei?”, è stata la replica dell’onorevole, alla quale il collega ha ovviamente ribattuto: “Per evitare di ammalarsi…”. “Quanti vaccinati non si sono ammalati?” è stata la risposta dell’ex grillina. Fine dell’intervista.

Aldilà della parentesi sui vaccini, che effettivamente meritava un inciso, i singoli casi rilevano lo stretto necessario. Le regole hanno senso se producono effetti, quindi la domanda da porsi non è se uno abbia o meno il diritto di uscire, ma se il sacrificio di non farlo sia veramente utile nella battaglia contro il Coronavirus. Con questa convinzione ho sostenuto l’opportunità di usare l’esercito per sorvegliare il lockdown e non ho esultato per le autorizzazioni concesse ai runner e alle passeggiate coi bambini: cose bellissime e certamente utili, ma altrettanto certamente rischiose. Non posso quindi essere accusato di pregiudizio ideologico, però la quotidiana litania sulla “troppa gente in giro” mi ha francamente stufato.

Ha perfettamente ragione il Sindaco di Milano quando dice che non può essere questo il problema: se delle persone fermate solamente il 5 per cento viene multato, perché gli altri sono in regola, o le norme in vigore non sono adeguate o la causa del problema va cercata altrove. È inaccettabile che, dopo un mese e mezzo di penitenza, le autorità regionali lombarde invece vengano ancora qui a dare la colpa ai cittadini, scaricando la colpa di una situazione che è evidentemente fuori controllo.

Siano Attilio Fontana e Giulio Gallera, piuttosto, a darci conto di quanto sta succedendo. Da dove vengono i nuovi casi che purtroppo si continuano a registrare? Sono forse atleti indisciplinati e genitori scriteriati? Sono invece lavoratori di quelle aziende che hanno già riaperto? Non tocco in questa sede i dolenti tasti dei casi non diagnosticati e delle vittime nelle case di riposo, per il solo motivo che ne stiamo già trattando altrove e credo che continueremo a lungo. Almeno fino a quando sarà necessario. Mi interessa anche poco prendermela con i troppi marchesi del Grillo che si sentono al di sopra delle regole. Personalmente, oltre a quella del giornalista, in tasca ho anche la tessera di amministratore locale, svolgendo attività politica: ebbene sì, appartengo a due categorie che possono anche uscire di casa.

Però non lo faccio, anche se in effetti ho parenti che avrebbero bisogno di una mano e soprattutto una pazienza non infinita, che comincia a soffrire questa lunghissima emergenza sanitaria. Magari non al punto di assumere “comportamenti lesivi dell’ordine pubblico o di altri interessi importanti”, ma mi pesa. E se non me ne approfitto non è certo per virtù e nemmeno per timore delle multe: il fatto è che a me e al 95 per cento dei lombardi è molto chiaro che da questo sacrificio dipende la salute nostra, della nostra famiglia e della nostra comunità. A maggior ragione, quello che non può starci più bene è la verità chiaramente espressa degli ultimi dati di Milano e della regione, totalmente negativi. Quindi, per favore, risparmiateci le paternali e dateci le risposte che vogliamo. Nulla è più frustrante della mancanza di senso.

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