Il M5s ora pensa di espellere chi voterà sì al processo a Salvini. Fraccaro: “Si valuterà”

L'ipotesi viene dal ministro per i Rapporti col Parlamento Riccardo Fraccaro

Di Luca Serafini
Pubblicato il 19 Feb. 2019 alle 10:33 Aggiornato il 19 Feb. 2019 alle 10:41
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Immagine di copertina

E se qualche parlamentare del Movimento Cinque Stelle disattendesse la decisione della base e votasse sì al processo a Salvini?

Come in numerosi altri casi che si sono verificati in passato, rischierebbe l’espulsione. Parola di Riccardo Fraccaro, ministro per i Rapporti con il Parlamento, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

La decisione sull’espulsione, spiega, “sarà presa eventualmente dagli organi preposti. Io faccio parte del collegio dei probiviri per cui non mi posso esprimere al riguardo. Certo, credo che i nostri parlamentari debbano rispettare la base”.

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Fraccaro apre quindi all’ipotesi delle epurazioni in caso di dissenso dalla linea passata sulla piattaforma Rousseau, dove il 59 per cento degli iscritti ha ritenuto che Salvini abbia agito a tutela di un interesse pubblico, e che quindi non debba essere processato.

Fraccaro, nell’intervista, ha spiegato che “Salvini ha applicato sui migranti la linea condivisa da tutto il governo”.

“Il ruolo del Parlamento è corroborato dagli attivisti e non sminuito – ha aggiunto – Non sono decisioni che vengono prese dall’alto, come negli altri partiti, ma dal basso. E questo può soltanto aiutare i portavoce”.

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento ha anche lanciato una stoccata alla senatrice dissidente Elena Fattori, che ha criticato le modalità della votazione sulla piattaforma Rousseau.

“La senatrice Fattori ha una vena polemica legittima ma quotidiana – dice Fraccaro – Non è vero che questo era un voto sulla tenuta del governo ma sulla legittimità di una decisione assunta collegialmente. Rousseau migliora di anno in anno nonostante gli hacker”.

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