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Gilet gialli diretti a Sanremo bloccati a Nizza: chiusi i caselli in direzione dell’Italia

Venerdì i gilet gialli avevano fatto un blitz a Sanremo a cui aveva partecipato anche uno dei leader, Maxime Nicolle, il quale anche oggi era tra i manifestanti che cercavano di raggiungere l'Italia

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 9 Feb. 2019 alle 16:51 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 23:35
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Immagine di copertina

Un gruppo di gilet gialli diretti in Italia è stato bloccato a Nizza nella mattinata di sabato 9 febbraio: le forze dell’ordine hanno creato una barriera al casello di La Turbie e hanno sospeso l’immissione sull’autostrada A8 che porta in Liguria.

Tutti i veicoli sono stati fatti uscire, ma ugualmente si è formata una lunga coda in direzione Italia, di circa tre chilometri. Per evitare altri problemi, sono appena stati chiusi i caselli di Rocquebrune e Mentone, verso l’Italia.

Venerdì i gilet gialli avevano fatto un blitz a Sanremo a cui aveva partecipato anche uno dei leader, Maxime Nicolle, il quale anche oggi era tra i manifestanti che cercavano di raggiungere l’Italia.

I gilet gialli, che da fine novembre organizzano i momenti clou delle loro manifestazioni di sabato, hanno manifestato l’intenzione di raggiungere la Riviera, ma per ora sono stati fermati.

Nel frattempo giungono le parole di Christophe Chalencon, leader dei gilet gialli, che commenta l’incontro avuto con Luigi Di Maio e e paragona il vicepremier al generale Lafayette: “Come Lafayette andò a portare aiuto ai cittadini americani che volevano sottrarsi al giogo degli inglesi – dice – così Di Maio è venuto in Francia e ha rotto il protocollo, gli faccio i miei complimenti”.

Il recente episodio del 5 febbraio in cui Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista hanno incontrato il capofila della mobilitazione, ha innescato la più grave crisi diplomatica con Parigi dai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

La Francia ha richiamato il suo ambasciatore in Italia per consultazioni parlando di “attacchi senza precedenti del governo italiano”.

Lo annunciava il Ministero degli Esteri francese nella tarda mattinata di giovedì 7 febbraio 2019, dopo i ripetuti attacchi rivolti da Lega e Movimento Cinque Stelle contro il presidente francese Emmanuel Macron, che a sua volta in passato ha avuto parole dure contro il Governo gialloverde.

Non succedeva dal 1940, quando André François-Poncet lasciò Palazzo Farnese per tornare in Francia in seguito alla dichiarazione di guerra dell’Italia.

E dall’ala dura del movimento arriva una netta stroncatura che annulla le parole di Chalencon:

“Chi ha incontrato Di Maio non ci rappresenta, non rappresenta il nostro movimento. Lui ha incontrato altre persone, rappresentanti di gruppi diversi dal nostro. Non riconosciamo come leader le persone che ha visto, non siamo stati consultati. Non ci sono leader, quello dei gilet gialli è un movimento di popolo. Tutti possono essere gilet gialli”. Parola di Maxime Nicolle, uno dei leader dell’ala dura dei gilet gialli, arrivato venerdì a Sanremo con un piccolo drappello, circa quindici persone, per portare la protesta in Italia approfittando della grancassa mediatica del Festival”.

Dall’incontro con Chalencon si era già dissociata nei giorni scorsi la donna considerata la madrina del movimento, Jacline Mouraud, che diede il “la” alla protesta con i video su YouTube nei quali lamentava il rincaro dei carburanti. Mouraud, che starebbe preparando un partito con il quale candidarsi alle prossime elezioni europee, chiamato “L’emergenza”, ha parlato di una “grave ingerenza nella politica estera del nostro Paese”.

Dopo il richiamo dell’ambasciatore francese a Roma, Luigi Di Maio ha scritto una lettera al quotidiano Le Monde.

“L’Italia e il Governo italiano considerano la Francia un Paese amico e il suo Popolo, con la sua tradizione democratica millenaria, un punto di riferimento nelle conquiste dei dei diritti civili e sociali a livello mondiale”, scrive il vicepremier, che già nelle prime righe commette una gaffe, parlando di “tradizione democratica millenaria”. Inutile dire che la Francia è stata una monarchia assoluta, e poi un impero, fino a tempi recentissimi.

Il motivo della lettera è spiegare ai francesi il perché del suo incontro con il leader dei Gilet gialli dello scorso 5 febbraio.

Di seguito alcuni link utili per fare chiarezza sulla situazione:

• Scontro Francia-Italia: quali sono le conseguenze e cosa succederà adesso?

• Italia e Francia, la “guerra” dei 100 anni: la storia lo dimostra

• Tutti i fronti aperti della “guerra diplomatica” tra i due paesi

• Perché i Cinque Stelle ce l’hanno tanto con la Francia

• “Crisi senza precedenti” e “dichiarazioni esagerate”: i media francesi all’attacco dell’Italia

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