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Quali sono i diritti di un indagato durante un interrogatorio in Italia

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 29 Lug. 2019 alle 13:56 Aggiornato il 29 Lug. 2019 alle 14:36
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Immagine di copertina

Quali sono i diritti di un indagato durante un interrogatorio in Italia

Il carabiniere che ha bendato Christian Gabriel Natale Hjort, uno dei due indagati per l’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega, ha spiegato di averlo fatto per evitare che vedesse elementi legati all’inchiesta che apparivano in quel momento su alcuni schermi presenti nella stanza.

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Se questa versione dei fatti è vera lo stabiliranno i magistrati. Il militare, nel frattempo, è stato individuato e trasferito ad altro incarico. Il procuratore generale presso la corte d’appello, Giovanni Salvi, ha chiarito che non c’è stata alcuna costrizione nell’interrogatorio che ha visto l’altro giovane turista americano, Finnegan Lee Elder, confessare di essere stato lui ad accoltellare a morte il vicebrigadiere.

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Come ha spiegato all’Agi l’avvocato Giandomenico Caiazza, presidente dell’Unione delle Camere penali: “La foto dell’americano portato in caserma bendato e con i polsi legati dietro la schiena è una cosa di una gravità straordinaria. Uno Stato che vuole far rispettare le sue leggi, che vuole essere forte e credibile anche nei confronti di chi è sospettato di averle violate, deve lui per primo rispettare le regole. Se non si comprende questo concetto non si va da nessuna parte”.

Ma quali sono i diritti di un indagato durante un interrogatorio?

La prima cosa che vale la pena sottolineare riguarda la condizione della persona che dovrà comparire libera anche se detenuta, non potranno essergli applicate durante l’interrogatorio le manette o altri mezzi di costrizione (fatta salva la tutela della sicurezza e dell’incolumità di coloro che partecipano all’interrogatorio).

È interessante notare anche come in conformità a una specifica disposizione di legge, non possono essere utilizzati neppure con il consenso della persona interrogata metodi o tecniche atti a influire sulla libertà di autodeterminazione o alterare la capacità di ricordare e di valutare i fatti.

Non potranno in nessun caso essere utilizzate tecniche e metodi atti a sollecitare l’interrogato a rispondere alle domande.

Questa disposizione è molto importante perché vieta qualsiasi attività e tecnica (più o meno violenta o subdola) che potrebbe essere utilizzata per forzare e condizionare la volontà della persona sottoposta ad interrogatorio (e in questo contesto deve essere considerato tale anche il semplice divieto di esercizio di diritti tutelati dalla legge quali ad esempio quello dell’indagato di recarsi alla toilette o di bere e mangiare se l’interrogatorio si protrae per ore).

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Ricordiamo che il codice penale prevede tre fondamentali modalità per mezzo delle quali gli inquirenti possono assumere informazioni da parte di colui che è incolpato di un reato:

-Nell’immediatezza e sul posto del commesso reato (ex art. 350 comma 5 c.p.p.).

-Possono raccogliere e verbalizzare dichiarazioni spontanee da parte dell’indagato (anche non sul posto e non nell’immediatezza ex art. 350 comma 7 c.p.p.).

-Possono procedere all’interrogatorio con le modalità e le forme dell’articolo 64 del codice di procedura penale l’interrogatorio e l’acquisizione delle dichiarazioni (anche nell’immediatezza del fatto reato).

Nelle prime due ipotesi si tratta di modalità che non sono definibili correttamente, come interrogatorio, e ne è vietata, nel primo caso, la verbalizzazione e l’utilizzazione delle dichiarazioni assunte e nel secondo caso le spontanee dichiarazioni possono essere verbalizzate ma possono essere utilizzate solo in dibattimento se l’imputato riferisce dichiarazioni difformi.

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L’interrogatorio dell’indagato, cioè di colui che è sospettato di avere commesso un reato e nei confronti del quale vengono svolte le indagini, può essere effettuato esclusivamente alla presenza del difensore nominato, si potrà trattare sia di un difensore nominato di ufficio o di un difensore nominato di fiducia dall’interrogato ma la presenza dell’avvocato è richiesta dalla legge a pena di nullità.

Non si può avere un interrogatorio e non si possono porre all’indagato delle domande senza la presenza fisica del difensore accanto all’interrogato stesso. La presenza del difensore è garanzia del rispetto dei diritti della persona sottoposta a interrogatorio, vale a dire delle disposizioni di legge ispirate al principio di non colpevolezza.

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