Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 22:33
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Le vittime degli attacchi terroristici in Europa dal 1970 al 2015

Immagine di copertina

Dove si sono concentrati gli attentati nel corso di 45 anni e come è cambiata la loro geografia e il numero delle vittime

L’istituto di elaborazione di dati Statista ha realizzato un grafico che mostra l’evoluzione del terrorismo nei paesi dell’Europa occidentale dal 1970 al 2015.

Sostanzialmente, il grafico fa vedere ogni anno quante persone sono morte complessivamente e come esse sono distribuite tra i diversi paesi europei, mostrando sia i cambiamenti nella portata degli attentati terroristici che i paesi in cui i diversi gruppi sono stati più attivi.

Il grafico fa vedere intanto che tra gli anni Settanta e Novanta il paese generalmente più colpito sia stato il Regno Unito, a causa soprattutto dei cosiddetti Troubles, i disordini nell’Irlanda del Nord che hanno visto protagonisti i repubblicani cattolici per l’annessione all’Eire e gli unionisti protestanti che volevano restare nel Regno Unito.

Nel 1988 il Regno Unito ha una vasta impennata a causa della strage del volo Pan Am 103 sui cieli di Lockerbie in cui sono rimaste uccise 270 persone.

Tra la fine degli anni Settanta e gli anni Novanta, è molto presente nel grafico anche la Spagna, a causa dell’attività degli indipendentisti baschi dell’Eta.

Spesso negli anni Settanta e Ottanta è presente anche l’Italia, soprattutto nel 1980, per via della strage della stazione di Bologna in cui 85 persone hanno perso la vita, ma anche per altri attentati come quelli del 1973 e 1985 presso l’aeroporto di Fiumicino e quelle contro i treni rispettivamente nel 1974 e 1984, cui si aggiungono i numerosi delitti e attentati che hanno colpito il nostro paese durante i cosiddetti anni di piombo.

Il grafico mostra poi come negli anni Novanta il numero di vittime del terrorismo inizi a diminuire, per poi risalire nel 2004 e nel 2005, con i due attentati compiuti da al-Qaeda a Madrid e Londra che hanno causato rispettivamente 191 e 56 vittime.

In seguito a questi due episodi, il numero di morti scende di nuovo, per poi risalire nel 2011 con i 77 morti della strage di Utoya, in Norvegia. Nel 2015 si sono verificati gli attentati di Charlie Hebdo e la strage di Parigi del 13 novembre, facendo della Francia il paese europeo maggiormente colpito.

IL GRAFICO

Ti potrebbe interessare
Esteri / Trump ai suoi elettori: "Potrei dirvi le cose più stupide e voi applaudireste lo stesso". E scatta l’applauso
Esteri / Gli osservatori dell'Osce non monitoreranno il corretto svolgimento delle elezioni di midterm negli Usa
Esteri / Trump: “Russia e Ucraina d’accordo per una tregua sui siti energetici”. Ma Kiev e Mosca non confermano
Ti potrebbe interessare
Esteri / Trump ai suoi elettori: "Potrei dirvi le cose più stupide e voi applaudireste lo stesso". E scatta l’applauso
Esteri / Gli osservatori dell'Osce non monitoreranno il corretto svolgimento delle elezioni di midterm negli Usa
Esteri / Trump: “Russia e Ucraina d’accordo per una tregua sui siti energetici”. Ma Kiev e Mosca non confermano
Esteri / Trump contro Navi Pillay: “Nobel vergognoso, odia l’America e Israele”
Esteri / L'Ice spara a un newyorkese mentre in auto c'è suo figlio di 5 anni
Esteri / La denuncia di Emergency a TPI: “Solo l’1% dei beni che entrano nella Striscia di Gaza sono materiali sanitari”
Esteri / Il puzzle insanguinato della Cisgiordania: così le colonie di Israele spezzano i Territori palestinesi
Esteri / La guerra a oltranza di Netanyahu: tutti i fronti dove Israele è in prima linea
Esteri / Chi resterà in Libano dopo il ritiro della missione Unifil?
Esteri / La grande illusione di Israele: "Le vittorie tattiche non bastano. Bisogna trasformarle in assetti politici stabili"