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Retroscena TPI – In Lombardia il piano vaccini è bloccato: l’opposizione incontra Figliuolo per chiedere l’intervento dello Stato

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 30 Mar. 2021 alle 11:04 Aggiornato il 30 Mar. 2021 alle 11:06
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Immagine di copertina
Il Gen. Figliuolo e il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio Credits: ANSA

La visita in Lombardia del commissario nazionale anti Covid-19 Generale Francesco Paolo Figliuolo e del capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio è in programma da alcuni giorni per mercoledì 31 marzo, ma potrebbe trasformarsi in un’occasione di protesta a seguito degli sconcertanti fatti di Verano Brianza, comune del Monzese.

Il centro vaccinale che somministrava dalle 400 alle 600 dosi al giorno è rimasto chiuso per due giorni e mezzo. Il motivo? Non certo la mancanza dei vaccini, come in diversi altri casi hanno sostenuto coloro che difendono l’operato di Regione Lombarda, bensì un’incredibile mancanza di pazienti! I vaccini c’erano, ma, come spiegato dal Sindaco Massimiliano Chiolo, non sono arrivate le liste delle persone da vaccinare. Eppure, volendo, pazienti aventi al diritto al vaccino si sarebbero potuti trovare anche nel vicino comune di Seregno, ad appena 6 km di distanza, ma questi sono stati assurdamente inviati alla Fabbrica del Vapore di Milano, oltre 25 km più a sud!

Dopo i casi di Cremona, Monza, Como e Iseo, queste ulteriori grave disfunzioni vengono registrate nonostante l’azzeramento dei vertici di Aria Lombardia, che almeno per il momento non ha portato ad alcun miglioramento tangibile del servizio offerto ai cittadini. Dopo Pasqua si passerà dagli sms al QR Code e speriamo davvero che le cose funzionino, ma intanto questo ennesimo intoppo si è verificato mentre il Gen. Figliuolo a Genova auspicava un’accelerazione sul piano vaccinale.

Proprio la visita in Lombardia di Figliuolo e Curcio, intenzionati a sincerarsi della situazione dei vaccini anti Covid-19, diventa ora un appuntamento di pregnante rilevanza politica. Il capogruppo del PD in consiglio regionale Fabio Pizzul la definisce come l’occasione per “segnare la svolta rispetto a una gestione regionale che fin qui ha mostrato troppi limiti e troppe inefficienze”.

Altre componenti del PD e dell’opposizione in genere – come TPI può rivelare – vogliono invece inserirsi nella scia delle parole pronunciate da Curcio a Genova (“Siamo in guerra, servono norme da guerra”) per chiedere un intervento straordinario da parte dello Stato al fine di portare la Lombardia fuori dallo stallo.

Al momento non sono previsti momenti aperti alla cittadinanza, ma il tentativo di ricavarsi uno spazio di confronto accomuna esponenti Dem, del M5S, delle forze civiche e delle formazioni più di sinistra, unitamente ai promotori della petizione per il commissariamento della sanità lombarda che su change.org ha già sfondato il muro delle 101.000 adesioni e sulla quale il ministro Speranza non ha spiegato le sue intenzioni e nemmeno risposto alle domande poste da TPI.

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